Con Agrologic venduta l’anima al diavolo

È una vecchia storia che accumula intrecci e interessi pubblici e privati. Il suo epilogo comincia a prendere forma ed è rappresentato da una distesa di marna che sancisce per l’eternità la compromissione di suolo agricolo vergine.

La miopia di amministratori insensibili al valore sociale e ambientale del suolo sta producendo un disastro irreversibile. Una colata di cemento su un’area complessiva di 321.000 mq (• Superficie edifici: 133.500 mq • Altezza edifici: 32 m, 20 m, 16 m • 280 baie di carico/scarico • 605 posti auto ) utile al transito di circa un migliaio di mezzi pesanti ogni giorno, affiancati dal passaggio di altrettante auto.

Una zona destinata alla morte ambientale, con un livello di emissione dalle ricadute pericolose.

Resta il rammarico di non aver avuto la forza di fermare questo scempio del quale vedremo presto le immani proporzioni.

Intanto centinaia di camion ogni giorno stanno riversando su questi campi di Via Rovigana il materiale di scavo prodotto sbancando le colline di Albettone ( Berici -Vicenza).

Quando apriremo gli occhi sarà ormai troppo tardi, quando vedremo svettare questi edifici non si potrà far nulla, quando capiremo che i posti di lavoro erano solo un abbaglio (gran parte dei lavoratori saranno quelli trasferiti da altri luoghi della logistica) non sapremo più con chi prendercela perchè i nuovi amministratori daranno la responsabilità a quelli precedenti.

Rimarrà un mostro a fianco di un’area industriale per lo più in degrado e in stato di abbandono.

Questo non è progresso, questo è un disastro senza rimedio prodotto per arricchire qualcuno a scapito della salute e dei beni comuni.

Approfondimento

Agrolocic una storia che parte da lontano.

La scelta dell’area per costruire una nuova area artigianale, sancita dalla delibera di Consiglio Comunale di Monselice n. 33 del 28/04/2004, aveva da subito catalizzato l’attenzione della cittadinanza e prodotto notevoli tensioni nella gestione dell’Amministrazione Comunale all’epoca presieduta dal Sindaco Fabio Conte.

Si trattava infatti di una vicenda che vedeva coinvolti Consiglieri comunali ed assessori, direttamente o indirettamente proprietari dei terreni interessati al progetto.

Terreni agricoli che all’epoca erano stimati su un valore di circa 6-8 euro a mq, sono stati rivenduti a prezzi anche di dieci volte superiori, garantendo un lauto introito ai proprietari o ai loro eredi.

A nulla è valso denunciare dentro e fuori dal Consiglio Comunale il palese conflitto d’interesse. Nessuna risposta nemmeno dalle autorità interessate attraverso dettagliate denunce ed esposti.

L’”affare” delle vendite è stato portato a termine con delibere e convenzioni che gridavano vendetta, ma ha dovuto subire diversi stop anche a  causa di richieste stratosferiche provenienti dai famigliari di alcuni Consiglieri Comunali. Nel 2009 ad esempio uno studio legale, per conto dei suoi assistiti, è giunto a chiedere all’Amministrazione Comunale di determinare e corrispondere un’indennità d’esproprio “nella misura prudenziale di euro 150,00 a mq”.

La crisi economica e alcuni scandali, che vedevano coinvolti alcuni dei soggetti promotori, determinarono lo stop al progetto.

A Gennaio 2015, la cooperativa “Zone produttive”, che aveva gestito tutti i passaggi, si rivolge al Tribunale per un concordato preventivo.

Fino a quel momento solo pochi avevano fatto il vero affare, con la progettazione e la compravendita dei terreni. Molti piccoli proprietari hanno invece pagato una tassazione maggiorata dovuta al cambio di destinazione d’uso dei terreni, senza poter vedere i frutti dell’operazione e si sono ritrovati i terreni compromessi dal passaggio d’impianti e fognature del nuovo ospedale.

Nel 2016 una lettera anonima svela i primi contorni del progetto Agrologic

http://www.padovanabassa.it/cosa-bolle-nella-pentola-dellarea-artigianale/

Con una velocità che lascia poco spazio alla riflessione, nel settembre e ottobre 2016 vengono approvati accordi, varianti e delibere che spianano la strada al progetto .

Con una puntuale Osservazione datata 17 dicembre 2016, si mettono in evidenza le palesi contraddizioni e incongruenze del progetto, in particolare rispetto a quanto stabilito dal PATI del monselicense.

http://www.padovanabassa.it/progetto-ce-r-v-t-monselice-ignorate-le-norme-del-pati/

http://www.padovanabassa.it/wp-content/uploads/2017/01/Osservazione-Cervet-17-12-2016.pdf

Si procede con l’opera di denuncia dello scempio che sta per attuarsi.

http://www.padovanabassa.it/terza-corsia-autostrada-a13-monselice-padova-sud-serve/

http://www.padovanabassa.it/ancora-grandi-progetti-cementificazione-monselice-due-carrare/

http://www.padovanabassa.it/event/i-nuovi-mostri/

http://www.padovanabassa.it/territorio-si-oppone-alle-nuove-cementificazioni/

http://www.padovanabassa.it/dati-riflessioni-sulla-cementificazione-atto/

Ma la maggioranza che governa il Comune di Monselice procede spedita nelle varie approvazioni e arriviamo ai giorni nostri, con l’avvio di imponenti lavori che stanno interessando l’area.

Ora solo una mobilitazione straordinaria potrebbe inceppare questo disastro annunciato…

Gruppo “Nuova Monselice”

Il Mattino di Padova 27-09-2017
Il Gazzettino 27-09-2017

 

 

 

Com’era e cosa sta succedendo…

2 commenti su “Con Agrologic venduta l’anima al diavolo”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *