C&C di Pernumia: veleni e silenzi

Torniamo ad occuparci della C&C di Pernumia, come avevamo fatto anche in precedenti articoliLo facciamo riportando l’iniziativa organizzata venerdì 13 luglio  da vari Comitati che hanno coinvolto Europarlamentari e amministratori locali. Un approfondimento sulla vicenda lo trovate sulla pagina dedicata dal Comitato SOS C&CAltre immagini dell’interno su questo sito. 

Pubblicato da Francesco Miazzi su Venerdì 13 luglio 2018

Venerdì 13 luglio 2018 gli eurodeputati M5S Eleonora Evi e Marco Zullo hanno visitato il sito della ex C&C di Pernumia per rendersi conto di persona della situazione in cui versa la fabbrica dei veleni oggetto di una petizione presentata a Bruxelles nel 2013 e sottoscritta da 2350 cittadini del territorio e che gli stessi deputati europei seguono da vicino da anni attraverso contatti costanti con le associazioni del territorio.

All’incontro erano presenti, oltre al Sindaco di Pernumia Luciano Simonetto e ad alcuni suoi funzionari, il vicesindaco di Battaglia Terme Antonio Rango e i rappresentanti dei comitati e associazioni del territorio Comitato SOS C&C, La Vespa, Comitato popolare Lasciateci respirare e Coordinamento delle associazioni ambientaliste Parco Colli euganei.

La fabbrica dei veleni dal 2003 al 2005 è stata gestita dalla ditta C&C che avrebbe dovuto inertizzare scarti industriali ma è finita sotto inchiesta per traffico di rifiuti tossici e ha lasciato in eredità al territorio 11.000 mq di capannoni dove sono stipati circa 50mila tonnellate di rifiuti classificati come pericolosi secondo la normativa europea.

Gli stanziamenti regionali dal 2007 sono stati di 2.200.000 di cui solo 500.000 utilizzati, ma saranno necessari diversi milioni di euro solo per l’asporto dell’ingente mole di materiali, senza considerare la successiva bonifica del sito. Si rende necessario che la Regione programmi degli stanziamenti pluriennali per garantire la continuità dei lavori fino alla soluzione del problema.

Le associazioni denunciano non solo l’esiguità degli stanziamenti regionali, ma anche i ritardi con cui i fondi sono utilizzati. Emblematica la vicenda dei 1.500.000 euro, l’unica tranche cospicua stanziata nel 2014 dalla Regione:  il Comune di Pernumia ha avviato la procedura solo a luglio 2017 con le prime determine propedeutiche, il primo bando annullato perché non rispondente alla normativa europea subentrata a marzo 2018, è ora in corso di aggiudicazione il secondo bando. Nella migliore delle ipotesi i soldi andranno spesi dopo ben  4 anni!

Il Gazzettino 14 luglio 2018

Nel frattempo i capannoni sono soggetti al deperimento strutturale, alla corrosione a opera degli stessi materiali che contengono, ci sono infiltrazioni d’acqua che creano sul pavimento un pericoloso percolato che stagna sul pavimento. Inoltre, se si verificasse un evento estremo come una tromba d’aria o l’esondazione del vicino canale Vigenzone, ci sarebbero conseguenze enormi non solo per la salute dei cittadini, ma anche per l’economia del territorio.

Di tutto questo hanno preso visione i due parlamentari europei, che hanno affermato non solo di impegnarsi a mantenere aperta la petizione, ma anche di coinvolgere il Ministero dell’Ambiente su una vicenda così pericolosa per un intero territorio.

Da parte loro le Associazioni rilanciano un appello alla Regione Veneto affinché vengano stanziati altri fondi, indispensabili per proseguire con l’opera di bonifica di un sito che rappresenta una vera e propria bomba ecologica.

Annachiara Capuzzo – Comitato SOS C&C

Loredana Turatto – Associazione La Vespa

Christianne Bergamin – Comitato popolare Lasciateci respirare

Francesco Miazzi – Coordinamento Associazioni ambientaliste – Parco colli euganei

Pubblicato da Francesco Miazzi su Venerdì 13 luglio 2018

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