Cronache di una lotta esemplare alla Nek di Monselice

Grande attenzione, molta partecipazione, forti tensioni attorno alla vertenza che vede contrapposte le lavoratrici impiegate al cantiere della NEK di Monselice alla cooperativa Libera che gestisce l’appalto. Qui non c’è nessuna crisi produttiva, ma un tentativo di ridurre salario e diritti ai dipendenti. Facciamo il punto della situazione.

Dopo l’arrivo del Babbo Natale, il 31 dicembre c’è stato un altro bellissimo momento di solidarietà, con un grande augurio di buon anno alle/con le 24 lavoratrici del cantiere Nek di Monselice, licenziate dalla cooperativa Libera. Tante presenze variegate, da rappresentanti istituzionali ad esponenti delle diverse associazioni, dai rappresentanti sindacali di altre realtà del territorio a semplici cittadini, venuti a manifestare il loro sostegno concreto a questa lunga lotta.

Nelle stesse ore, però, trovava conferma la convocazione di un’assemblea dei soci della cooperativa Libera (in particolare quelli di altri cantieri come Bologna e Rovigo), da svolgere a Monselice il 2 gennaio. L’intenzione, dichiarata in una precedente assemblea, era quella di convergere alla NEK, per “liberare” il cantiere occupato dalle 24 lavoratrici licenziate.

Di fronte a questo tentativo di innescare una guerra tra lavoratori e di colpire la lotta che queste donne stanno portando avanti contro la cooperativa, è stata indetta da ADL-Cobas un’assemblea aperta proprio ai cancelli del cantiere occupato.

Decine e decine di persone, lavoratori, parenti, semplici cittadini hanno dato vita ad una mobilitazione consistente e determinata, pronta a manifestare ancora una volta la solidarietà nei confronti delle 24 lavoratrici licenziate e, allo stesso tempo, dissuadere chiunque dal tentare di forzare la situazione. A pochi km, in contemporanea, si svolgeva, infatti, l’assemblea dei soci della Cooperativa, che doveva vagliare la situazione e discutere le scelte da attuare nei prossimi giorni. Il tutto ben documentato anche da un servizio al TG3 Veneto.

Il tentativo dei vertici della cooperativa di alimentare la contrapposizione tra lavoratori non è riuscito. Nonostante questo, l’incontro tra le parti svolto il 4 gennaio presso la Prefettura di Padova, non ha dato un esito positivo.

L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori licenziati da Libera soc coop, che si è tenuta il 5 gennaio 2016 nel cantiere occupato della Nek di Monselice, ha giudicato i contenuti del “verbale d’incontro” non rispondenti alle richieste avanzate. Come si ripete da giorni, la pre-condizione di ogni forma di accordo, parte dal ritiro dei licenziamenti e quindi la mobilitazione è destinata a proseguire. Qui il comunicato dell’assemblea.

Di fronte ad una vertenza così drammatica, il Sindaco di Monselice e con lui l’intero Consiglio Comunale, anziché far valere i rispettivi ruoli per favorire la soluzione positiva del conflitto in atto, sono letteralmente scomparsi. In quest’atmosfera di forte tensione, le uniche note positive sono arrivate dalle mobilitazioni solidali messe in atto dalle associazioni e dai lavoratori del territorio. Grazie a loro le lavoratrici licenziate si sono sentite meno sole, più forti e determinate nel riconquistare il loro posto di lavoro e soprattutto la dignità.

P.S: Cogliamo l’occasione per ricordare a tutti, che ADL-Cobas ha attivato una “Cassa di resistenza”thumbnail of comunicato NEK 05-01-2015

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