Diga sull’Adige: diffide dei Comitati e rinvio del dibattimento

Il progetto per la costruzione di una Diga sull’Adige è stato presentato un anno fa dalla Lagarina Hydro di Limena. Un’opera da 42 milioni per produrre energia elettrica ma con gravi conseguenze idrometriche, ambientali e turistiche. Il provvedimento di diniego formulato dalla Regione Veneto è stato impugnato dalla Ditta. Nel frattempo i Comitati “lasciateci respirare” di Monselice e Lendinara con l’associazione “Terre nostre” hanno notificato un’articolata “Diffida” ad autorizzare l’opera.

Comunicato

Diga sull’Adige: partite le diffide dei Comitati e rinviato il dibattimento al Tribunale delle Acque.

Nei giorni scorsi, il Comitato Popolare “lasciateci respirare” di Monselice, insieme al Comitato “lasciateci respirare” di Lendinara e all’associazione “Terre nostre” – Veneto, ha trasmesso ai componenti della Giunta della Regione Veneto, al Responsabile del Settore V.I.A. della Regione Veneto e ai responsabili delle ULSS 17 – 18 – 21, un’articolata “Diffida” relativa al progetto di un impianto per l’utilizzo della risorsa idrica ai fini della produzione di energia elettrica sul fiume Adige, ai confini delle province di Verona e Rovigo, presentato dalla ditta Lagarina Hiydro s.r.l. – Limena (PD).

Nella sostanza, i soggetti in indirizzo, in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario e dall’art. 3 ter del D.L.vo n. 152/2006, al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibili per i cittadini e per l’ambiente, sono stati “diffidati” a dare il proprio assenso al progetto della diga, nonché ad astenersi per il futuro dall’autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi a nuove attività che possano condurre ad un aggravamento delle lamentate condizioni d’insalubrità ambientale.

Mercoledì 9 marzo si è svolta la prima udienza a Roma, davanti al giudice del Tribunale delle Acque che, a fronte del ricorso presentato in questa sede dalla Lagarina Hydro, dovrà valutare se la Regione Veneto abbia seguito un iter corretto o meno nel procedimento che ha portato al diniego della concessione idrica dell’Adige.

Il diniego era basato dalla valutazione della Sezione del Bacino idrografico Adige Po che esprimeva “profonde perplessità in ordine alla compatibilità dell’utilizzazione… ai fini dell’equilibrio del bilancio idrico e idrogeologico”, motivazione che recepiva le numerose osservazioni delle associazioni ambientaliste e dei vari Consorzi di Bonifica (Delta del Po, Lessino Euganeo Berico, Alta Pianura Veneta, Adige Euganeo).

Questa prima udienza è stata sostanzialmente un passaggio formale per l’acquisizione della documentazione. Il Giudice delegato di Roma Dott. Mosca, ha infatti rimandato la discussione ad una successiva udienza, prevista per i prossimi mesi.

Lo scorso dicembre, ricordiamo, la Lagarina Hydro aveva presentato ricorso al Tribunale delle Acque adducendo come motivazioni questioni prettamente formali, quali il mancato rispetto della gerarchia delle disposizioni di legge ed eccesso di potere da parte della Regione e chiedendo pertanto l’annullamento del provvedimento.

Attendiamo di vedere l’esito di questo ricorso, ad ogni modo, qualora si riaprissero i giochi per la Lagarina, le ragioni di carattere ambientale e tecnico che hanno motivato la nostra ferma opposizione a questo progetto, non vengono scalfite e continueremo a portarle avanti per scongiurare questa ennesima grande opera inutile e disastrosa.

Comitato Popolare “lasciateci respirare” 

Un commento su “Diga sull’Adige: diffide dei Comitati e rinvio del dibattimento”

  1. Bravi avanti tutta! La diga comporta accertati rischi che andranno ad incidere sugli esistenti fragili equilibri idrogeologici. Un opera inutile che andrà a pesare sulla spesa pubblica. Di questi tempi non si devono nemmeno pensare simili impattanti imprese ma esclusivamente tutelare le nostre infinite peculiarità territoriali.

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