Diossina a Monselice: solo l’ultimo, in ordine cronologico, dei problemi.

A Monselice il caso Diossina è solo l’ultimo dei gravi problemi ambientali  dimostrati dai cittadini che da anni si sono dovuti organizzare in comitati di protesta e autodifesa. Studio, consultazione con esperti, scambi culturali … per ultimo anche costose analisi che purtroppo hanno dimostrata la presenza di diossina, PCB e IPA ((inquinanti cancerogeni, interferenti ormonali). Il comunicato del Movimento civico “cambiamo aria”.

Ricordiamo che negli ultimi 15 anni i cementifici Italcementi e Radici a Monselice e Zillo a Este  hanno scaricato in atmosfera, inquinando una zona molto estesa di territorio, decine di migliaia di tonnellate documentate di NOx (ossidi di azoto), migliaia di tonnellate di SO2 (anidride solforosa), CO (ossido di carbonio), centinaia di tonnellate di polveri sottili e ancora acidi cloridrico e fluoridrico e metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici…  A tutto ciò si somma il fatto che, nonostante i 166.000 metri cubi all’ora di fumi emessi dal solo camino principale, sono concessi dei limiti di emissione per metro cubo molto superiori a quanto permesso, per gli stessi inquinanti, agli inceneritori. Ed in più il cementificio attualmente funzionante ha avuto la concessione di utilizzare nel suo processo produttivo fino a 250.000 tonnellate per anno di rifiuti.

Se sono state trovate Diossina, PCB, idrocarburi aromatici e metalli pesanti,in posti che, teoricamente, non trovano alcuna giustificazione come nel cortile del plesso scolastico Cini, cosa potrebbe succedere nel caso venisse concessa l’autorizzazione a bruciare CSS o CARBONEXT o altro prodotto mascherato con nome di fantasia (in realtà rifiuti) che può contenere fino a 400 volte più cloro (generatore di diossina per combustione) rispetto all’attuale combustibile che tanto inquinamento ha generato e continua a produrre, come ampiamente dimostrato?

Domande più che legittime e fatti documentati che solo i comitati stanno cercando da anni di illustrare ad una popolazione incredula. Incredula perché sempre tranquillizzata da chi, anziché tutelarla, ha tacciato di “terrorismo ambientale” e minacciato denunce per procurato allarme chi si adoperava per informare.

L’Amministrazione Comunale non ha più potuto ignorare la realtà, irresponsabilmente minimizzata in passato, e Arpav è stata costretta a ripetere i controlli e a confermare PIU’ VOLTE i risultati.

Ma ancora viene messo in atto il tentativo di procrastinare gli interventi opportuni, adducendo la necessità di ulteriori accertamenti: in questi giorni dichiarazioni irresponsabili da parte di esponenti politici e organismi preposti al controllo tendono a nascondere la realtà vera di inquinamento massivo che la popolazione è costretta, suo malgrado, a subire. Sono gli stessi che hanno, da anni, dichiarato o scritto che erano favorevoli alla combustione dei rifiuti nei cementifici. Purtroppo le lobbies industriali sono state spesso più potenti del sistema di garanzia dei cittadini e tanto più facilmente quanto la classe politica e l’amministrazione pubblica si sono dimostrate incompetenti, mediocri e forse colluse.

Questo noi cittadini di Monselice lo abbiamo imparato sulla nostra pelle: ne faremo tesoro perché ne va del nostro futuro.

Perciò noi continueremo ad informare e a mobilitarci perché:

– un cementificio, impianto insalubre di 1^ classe non può stare a ridosso di scuole e centri abitati;

– i cementifici sono dichiarati dal Piano Ambientale come impianti incompatibili con le finalità del parco dei Colli Euganei. Come sancito dall’Art. 19 del Parco Colli, va pianificata la loro dismissione con particolare riguardo alla manodopera impiegata;

la salute non può essere barattata per il reddito dei lavoratori (per i quali vanno ricercate alternative concrete) e tantomeno per i profitti dei cementieri.

– vanno incentivate attività economiche rispettose dell’ambiente e della vocazione di questo territorio.

Movimento civico “cambiamo aria”

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