Gli hub di Conetta e Bagnoli vanno chiusi

Raccogliendo l’appello lanciato dall’Hotel City Plaza di Atene in occasione dell’anniversario dell’accordo UE-Turchia per il contenimento dei flussi migratori, “Bassa padovana accoglie” ha promosso e partecipato a due giorni di mobilitazione.

Sabato 18 marzo, con i parlamentari di Sinistra Italiana Peppe De Cristoforo e Giovanni Paglia all’interno della base di Conetta (VE) e domenica 19 marzo a Venezia alla manifestazione del “Veneto che accoglie”.

Quello a cui stiamo assistendo, in Europa, è una vera e propria corsa a chi mette in campo le misure più restrittive e repressive nei confronti dei migranti che a causa di guerre, fame e carestie tentano di attraversare i confini della Comunità Europea. Dal Parlamento ungherese che approva una legge che autorizza la detenzione dei richiedenti asilo fino alla fine del percorso di riconoscimento di status, alle indicazioni della stessa Comunità Europea che invitano gli stati membri a costruire i CIE (Centri di Identificazione e Espulsione) dove rinchiudere fino a 18 mesi i migranti in attesa di espulsione trattamento che va esteso anche ai minori non accompagnati, alle pericolose esternazioni del leader del Partito della Libertà in Olanda che paragona il Corano al Mein Kampft di Hitler, stiamo assistendo ad un crescendo aberrante di misure che tentano in tutti i modi di fermare i flussi migratori.

Il Governo Italiano non è da meno, il decreto Minniti oltre che creare i presupposti di una giustizia per cittadini di serie B ripropone con forza quell’odioso reato di clandestinità che ti condanna per il semplice fatto di esistere. I muri non sono fatti solamente di cemento e filo spinato ma anche di accordi bilaterali, regole d’ingaggio e decreti legge. Gli accordi con la Libia o con gli altri stati sub-sahariani da più parti definiti immorali e criminali, la creazione degli Hot spot dove, è stato denunciato più volte, non viene rispettato il diritto d’asilo, il cambiamento delle regole d’ingaggio che ha portato dal salvataggio al respingimento in mare, di fatto stanno creando un muro tra l’Italia e i paesi di provenienza dei migranti per nulla diverso da quelli innalzati lungo la rotta balcanica.

In questo scenario riteniamo fondamentale battersi per il rispetto del diritto ad un’accoglienza degna, fatta di piccoli numeri, distribuita nel territorio, fatta di percorsi di buone pratiche inclusive valorizzando le culture che queste persone portano. Queste esperienze ci sono, vanno messe in rete e sostenute. Un accoglienza degna non può prescindere dalla chiusura di strutture disumane quali gli Hub dove vengono ammassati centinaia di migranti non dando nessuna possibilità di inclusione a queste persone anzi, creando grossi problemi di convivenza con la popolazione del territorio

                                                                            Bassa Padovana Accoglie

 

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