I cittadini stritolati dal sistema Padova T.R.E.

Al Comune di Monselice, nel silenzio generale, è stato recapitato il Piano Economico Finanziario del Consorzio Padova Sud. Un PEF che il gruppo “Nuova Monselice” definisce di “lacrime e sangue”. Arrivano quindi le prime risposte, alle numerose domande emerse nel convegno del 1 aprile.

In tutti i comuni, in questi giorni, viene portato in consiglio il Piano Economico Finanziario del Consorzio Padova Sud. Vediamo cosa troviamo in quello del comune di Monselice. Dal raffronto coi PEF degli anni precedenti notiamo un dato eclatante seppure previsto, ovvero che, nel calcolo di Padova TRE, i costi per il servizio di smaltimento rifiuti continuano di anno in anno a lievitare, nonostante l’aumentata efficienza della raccolta differenziata (merito dei cittadini) con conseguente diminuzione dei costi di smaltimento e nonostante il servizio offerto sia sempre più scadente (sono diminuite le frequenze dei prelievi del secco, della carta e del vetro).

Guardando i numeri troviamo che il costo totale del servizio è passato dai 2 milioni del 2014 ai 3 del 2015, ai preventivati quasi 3 milioni e mezzo (3.474.017€) per il 2016. Vorremmo ricordare che la convenzione sottoscritta con il Consorzio Bacino Padova 3 il 17 giugno 2010, fissava il costo del servizio di gestione integrata d’igiene urbana in 1.760.000 € annui, con una restituzione al Comune, (derivata in parte dalla vendita del materiale riciclabile), stabilita sui 580.000 € l’anno.

La lettura dei bilanci appare molto difficile e soprattutto non è possibile comparare di anno in anno le singole voci, delle quali non è nemmeno dato sapere come sono state calcolate; ma alcune appaiono poco credibili, gonfiate e frammentate.

Andando a spulciare le voci dei costi previsionali per il 2016, troviamo che lo svuotamento cestini è fissato in circa 30.000 €. Significa che questa operazione, eseguita settimanalmente, costa ogni volta circa 570 € . Ma ci sono pure oltre 9.000 € per “l’allontanamento dei piccioni”, e persino 1.000 € per raccolta deiezioni canine. Ancora, troviamo il nolo di un cassone da 30 mc, che in pratica è un grosso cassonetto, che costa oltre 15 mila euro l’anno: più di mille euro al mese!

E infine, tra i costi, viene inserito il differenziale negativo dell’anno precedente, ovvero quei 445.335 che, per il cattivo risultato di esercizio, il gestore del servizio ci ha rimesso: in una parola il rischio di impresa è stato ribaltato sui cittadini.

Fino a qui abbiamo parlato dei costi, ma poiché nei bilanci all’uscita deve corrispondere l’entrata, il piano previsionale per il 2016 stabilisce che il prelievo da TARI debba raggiungere i quasi tre milioni di euro (2.937.417€) che è significativamente di più di quanto pagato nel 2015 ovvero 2.374.517. Tradotto, significa che i destinatari del servizio peggiorato sono gli stessi della tassa aumentata, ovvero i cittadini.

Invitiamo l’Amministrazione Comunale a rendere pubblici questi dati del PEF ed avviare ogni azione tesa al recupero di circa 1.500.000 €: 600.000 € per l’ecocentro mai costruito e 850.000 € che corrispondono al debito accumulato dal Bacino nei confronti del Comune di Monselice dal 2011 a oggi.

Inoltre, è ormai irrinunciabile, evidenziare le responsabilità di quanti hanno prodotto questa situazione e togliere i cittadini da questa tagliola infernale.

Christianne Bergamin e Francesco Miazzi – “Nuova Monselice”

Un commento su “I cittadini stritolati dal sistema Padova T.R.E.”

  1. Ma perchè se nè parla solo in questi ultimi periodi di tutto ciò?, quando si costatavano tutti questi aumenti chi vigilava? nessuno che aveva da dir niente? e si che qualcun a vigilare doveva esserci….ho purtroppo come succede sempre in “itaglia” (gl) chi deve controllare aveva le fette di prosciutto ( o qualche foglio da 100,00 €)”negli occhi?”, vorrei capirlo…

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