I colori della solidarietà attraversano Monselice

Almeno 400 le persone che sabato 6 febbraio hanno aderito alla manifestazione promossa da Adl-Cobas e Comitato popolare “lasciateci respirare”, per far conoscere alla città i veri motivi della vertenza in atto alla Nek, per esprimere pubblicamente sostegno e solidarietà alla lotta contro i licenziamenti di 26 soci/lavoratori, per smascherare il ruolo di queste cooperative e le bugie del Sindaco Francesco Lunghi.

Rapmanifestazione 2 2016-02-06presentanze di lavoratrici e lavoratori provenienti del territorio, comitati e associazioni ambientaliste, semplici cittadini, hanno sfilato per le vie del centro di Monselice anche per chiedere l’istituzione di un gruppo di lavoro che analizzi il ciclo dei rifiuti, verifichi le condizioni di lavoro e controlli la sicurezza ambientale per i dipendenti e per i cittadini.

Un serpentone colorato che non si vedeva da anni, aperto dalle lavoratrici licenziate dalla cooperativa Libera che gestisce l’appalto (proprietaria del 90% della stessa Nek). Un gruppo di donne che per due mesi ha condotto una dura vertenza, subendo aggressioni fisiche e diversi tentativi di sgombero da parte delle forze dell’ordine, diventando oggetto di una vera e propria campagna di denigrazione gestita da esponenti sindacali e istituzionali.

Tutto questo non è comunque riuscito a spezzare la loro straordinaria resistenza, grazie soprattutto alla rete di solidarietà animata da lavoratori, associazioni, amministratori, semplici cittadini che hanno capito la valenza di questa lunga lotta.manifestazione 1 2016-02-06

In molti hanno compreso che non era in gioco una semplice rivendicazione salariale o sindacale, ma le regole che permettono alle cooperative di trattare come schiavi i soci/lavoratori, che consentono ai dirigenti di aggredire o rivolgere impunemente insulti razzisti, di stabilire arbitrariamente orari e condizioni di lavoro.

Tanti cittadini hanno potuto toccare con mano l’attività che viene svolta nel cantiere, un lavoro duro, faticoso, pericoloso, con un’importante valenza sociale, dove però è completamente assente il controllo pubblico della filiera e del percorso di questi materiali destinati alla selezione e al riciclo.

Ora, indipendentemente dagli esiti della vertenza, rimane la volontà di non disperdere la rete di rapporti sociali e il patrimonio di umanità che questo conflitto ci consegna, insieme alla consapevolezza che la strada per l’affermazione dei diritti è ancora lunga e lastricata di nuove lotte.manifestazione 3 2016-02-06

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