Non ci faremo avvelenare in silenzio

La fase di riavvio dei forni di una cementeria rappresenta notoriamente uno dei momenti più critici per quanto concerne qualità e quantità delle emissioni. Ecco quanto sta accadendo in questi giorni a Monselice.

L’ultimo riavvio dei forni della cementeria di Monselice, avvenuto nei primi giorni di ottobre 2016, coincise con la registrazione di emissioni odorigene acri e moleste. Diverse segnalazioni di semplici cittadini e persino un esposto alla Procura della Repubblica avevano portato all’attenzione delle autorità difficoltà respiratorie, lacrimazioni e arrossamenti agli occhi, nausee e malesseri vari.

Questi fatti costrinsero il Sindaco di Monselice (nota dell’8 novembre 2016 prot.34794), a chiedere all’ARPAV l’analisi dello storico delle emissioni registrate nelle fasi di riavvio dei forni. Nella stessa lettera si richiedeva al settore ecologia della Provincia di Padova, di concordare con la cementeria l’obbligo di preavviso di riaccensione dei forni, almeno 7 giorni prima.thumbnail of richiestaARPAanalisidelleemissioniairiavvi

I FATTI DI QUESTI GIORNI

Dalla documentazione recuperata, abbiamo costatato che la Cementeria di Monselice ha inviato al Comune di Monselice, venerdì 10 febbraio (ore 14.51 se leggiamo bene la copia del fax), la comunicazione del riavvio della linea di produzione per il giorno di domenica 12 febbraio. Gli uffici comunali sono notoriamente chiusi il venerdì pomeriggio e, infatti, il fax è stato protocollato lunedì 13 febbraio e pubblicato all’albo Pretorio il 14 febbraio.thumbnail of riavvio cementeria 12-02-2017

Ma il fumo si vede, gli odori acri si sentono. Così i cittadini hanno cominciato ad approfondire, riscontrando che pur essendo i forni riaccesi da tre giorni, sul sito di monitoraggio delle emissioni della cementeria l’aggiornamento era fermo al 12 febbraio: “Il forno è fermo per fermata programmata”. Casualmente, solo dopo le segnalazioni e le telefonate dei cittadini all’ARPAV, alle 15.30 del mercoledì 15 febbraio sono apparsi i primi dati.

ALCUNE CONSIDERAZIONI E RICHIESTE.

In chi amministra questo Comune non c’è la consapevolezza dei rischi che corrono i cittadini in queste situazioni. Esporre i bambini che frequentano le scuole a ridosso dell’impianto, i residenti o semplicemente chi crede di fare una passeggiata ossigenante sul Monte Ricco, ad altissimi livelli di emissione, dimostra un’irresponsabile sottovalutazione degli effetti sanitari.

Protocolli e lettere, parole e impegni solenni sono già stati dimenticati e i cittadini si ritrovano nella stessa identica situazione di prima, costretti a segnalare odori e malesseri.

Pretendiamo che la cittadinanza sia preavvisata con largo anticipo e in forma diffusa, non con una nota all’albo introvabile per i comuni mortali. Chiediamo siano resi noti i dati dello storico delle emissioni in fase di riavvio. Chiediamo siano pubblicati i dati delle emissioni di questi giorni e che l’ARPAV promuova un tempestivo controllo sulla loro congruità.

Chi pensa di giocare sulla memoria o sulla pazienza dei cittadini, potrebbe presto riavere amare sorprese. Non ci faremo avvelenare in silenzio per non disturbare Sindaco, assessore all’ambiente e il gruppo del Conte Zillo!

Movimento civico “cambiamo aria”

One thought on “Non ci faremo avvelenare in silenzio”

  1. Quindi se ho ben capito non c’è modo di far chiudere l’impianto, al massimo saremo avvisati di quando si accende e del valore delle emissioni? Io frequento molto il monte Ricco. Dovrò a malincuore smettere di salirci

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