Non lasciamola Bassa

Il 4 giugno al Centro Bachelet di Battaglia Terme si è svolto un importante convegno dal titolo emblematico, che evoca un’alleanza virtuosa: “Non lasciamola Bassa”; integrato dal sottotitolo “Dal degrado al recupero, idee e progetti per un modello alternativo di sviluppo”.

Non bastano i “no”: la Bassa padovana ha bisogno anche e soprattutto di una visione alternativa rispetto a uno sviluppo basato sul consumismo esasperato. Con questo spirito, il Coordinamento delle associazioni ambientaliste – Parco Colli Euganei e il Comitato La nostra Terra hanno organizzato un ampio momento di riflessione e proposta.

Aperto da un indirizzo di saluto del sindaco di Battaglia Massimo Momolo, il convegno è stato introdotto da interventi di Francesco Miazzi e Gianni Sandon per il Coordinamento, e di Annachiara Capuzzo per il Comitato. Le due relazioni portanti hanno ruotato attorno all’aspetto ambientale e a quello economico; la prima affidata a Francesco Vallerani, geografo dell’università veneziana di Cà Foscari, ha trattato dei “Paesaggi come esperienza individuale e sociale – dallo spreco incosciente a nuove vie di consapevolezza e rinascita”; la seconda svolta da Marina Bertolini, del dipartimento di Scienze economiche dell’università di Padova e ricercatrice del Criep (Centro ricerca interuniversitario di economia pubblica), ha affrontato il nodo del “recupero e riqualificazione  delle aree produttive venete – analisi del fenomeno e nuove politiche di sistema”. I lavori sono stati coordinati dal giornalista Francesco Jori.

Da registrare l’intervento dell’assessore regionale ai Parchi, Cristiano Corazzari, che provocando qualche mugugno nell’affollata platea, ha illustrato le iniziative della Regione Veneto in tema di consumo di suolo e di gestione dei Parchi.

All’incontro hanno partecipato la parlamentare Silvia Benedetti, il consigliere regionale Graziano Azzalin e il sindaco di Baone Luciano Zampieri. politici e amministratori ritenuti interlocutori primari, perché qualsiasi intervento comporta una visione unitaria e condivisa della gestione del territorio, fin qui troppo penalizzato da scelte episodiche e scoordinate che hanno guardato all’interesse immediato anziché a quello di lungo periodo.

Una linea non più sostenibile hanno affermato gli organizzatori: “Dai pfas alla diossina, dal consumo compulsivo di territorio ai tanti capannoni in disuso, la Bassa ha subìto danni pesanti, ai quali è tempo di porre rimedio non solo opponendosi a nuovi interventi indiscriminati, ma anche e soprattutto con un modello di sviluppo che rispetti l’ambiente, tuteli la salute degli abitanti, e consenta la creazione di posti di lavoro alternativi rispetto al precariato spinto che oggi domina.

L’appuntamento è stato solo l’inizio di una serie di iniziative avviate per sensibilizzare i cittadini, e per sollecitare i politici a non rimanere passivi o peggio ancora conniventi con chi coltiva vantaggi personali a scapito dell’interesse pubblico”.

Qui tutti gli interventi di ospiti e relatori. I video sono di Francesco Vettore

Il servizio del Tg3 Veneto del 5 giugno 2018 sul Convegno dibattito

2 commenti su “Non lasciamola Bassa”

  1. Complimenti per il convegno e per il vostro impegno. Condivido TUTTO e sono sempre più convinta che bisogna fare una massiccia azione culturale di cambio di mentalità nel pensare, progettare e vivere il territorio, in tutte le direzioni. Grazie a voi tutti, io sono impegnata con le mamme no pfas per l’inquinamento dell’acqua e non solo, ma l’ambiente è uno e ogni offesa ci riguarda. Ho una figlia che sta facendo servizio civile a Casa Marina quindi conosco la zona e le problematiche del parco.
    Un saluto caro a tutti.
    Anna Maria Panarotto

    1. scusa il ritardo nella risposta Anna Maria. Grazie a voi per il vostro grande impegno in questa battaglia sui PFAS che riguarda tutti. Speriamo si riesca presto a fare un incontro tra noi per rafforzare le nostre battaglie in difesa della salute e dell’ambiente. Un abbraccio. Francesco Miazzi

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