Odori, digestato e altro nella campagna #ApritiSesa

Continuano le segnalazioni e le denunce provenienti da ogni parte della Bassa Padovana e del Polesine, per imponenti sversamenti di compost e digestato. I residenti coinvolti lamentano odori acri e malesseri, inquinamento dei corsi d’acqua e dei pozzi. Qui il servizio  andato in onda su varie Tv locali dopo l’ultimo incontro tenuto ad Ospedaletto Euganeo.

Per questo sono molte le famiglie che, per manifestare il proprio disagio, hanno appeso alle finestre o sui davanzali delle abitazioni gli striscioni con scritte eloquenti: “Stop odori” – “No digestato”. Nel frattempo continuano gli incontri informativi della campagna #ApritiSesa che chiede il rispetto della qualità di vita e del territorio interessato.

Un territorio costretto a convivere con SESA, con una discarica che in pochi anni da impianto controllato e di piccole dimensioni si é trasformata in un impianto gigantesco che comprende una struttura di separazione della frazione secca dei rifiuti, un impianto di compostaggio, cinque motori che trasformano in energia la combustione di biogas da discarica e altrettanti motori che trasformano in energia la combustione di biogas prodotto da cinque biodigestori di circa 1 MW ciascuno.

Un’altra delle attività di SESA è la progettazione, costruzione e manutenzione d’impianti a biogas, un’attività nata in coincidenza con le incentivazioni previste dal Governo per le energie rinnovabili che hanno portato a far sorgere come funghi questi impianti in tutta la Bassa Padovana.

Di pari passo all’espandersi di SESA sono aumentati i problemi:

– Gli odori, lo spargimento d’ingenti quantità di digestato e compost sui terreni agricoli che, di fatto, trasformano i terreni in discariche.

– L’arrivo di migliaia di tonnellate l’anno di rifiuti da regioni del sud Italia, che una volta lavorati rimangono sul territorio circostante.

– L’inquinamento atmosferico prodotto dalla combustione di biogas, che si va a sommare con quello delle altre fonti inquinanti presenti nel territorio.

I comitati (“Lasciateci Respirare” di Monselice, “Lasciateci Respirare” di Lendinara, “Aria Pulita” di Bovolenta, “Terre Nostre” di Pozzonovo) e i cittadini che si stanno mobilitando chiedono che SESA sia ridimensionata in funzione degli abitanti e del territorio e non in funzione del profitto dei soci pubblici (Comune di Este) o privati (società che fanno capo all’ing. Angelo Mandato).

Nello stesso tempo stanno predisponendo una piattaforma di richieste per un controllo della quantità e della tipologia dei rifiuti trattati, analisi indipendenti del compost e del digestato prodotto e delle linee guide che ne regolino lo sversamento nei terreni, una verifica sanitaria delle emissioni odorigene che stanno provocando malesseri e disturbi respiratori.

Il territorio non deve essere più violentato in nome del profitto e delle speculazioni economiche.

Comitato Popolare “Lasciateci Respirare” di Monselice

Un pensiero su “Odori, digestato e altro nella campagna #ApritiSesa”

  1. Sono affetta da MCS, (sensibilità chimica multipla) in fase di regressione. Per fortuna.
    Andare ad Este è problematico, come quando sversa la Sesa e il vento gira dalle mie parti.
    L”unica via di fuga è trasferirmi al mare.
    Ho guardato sul sito dell’ARPAV la quantità di rifiuti che vengono trattati dalla SESA rispetto ad altri impianti. Impressionante!
    Mi chiedo in quale misura e per quanto tempo pagheremo questo.

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