Parco Colli Euganei: commissariamento o smantellamento?

Il dramma non è tanto il commissariamento del Parco in sé.  E’ piuttosto lo sfacelo generale che si sta profilando. Del quale è difficile dire se sia più colpevole la Regione o il Parco stesso. Riportiamo l’intervento di Gianni Sandon ex Consigliere del Parco.

Il mellifluo comunicato della Regione nasconde una insopportabile ipocrisia di fondo. La questione “tecnica” è solo un fragile pretesto. L’allergia della Regione per i Parchi non ha bisogno di tanti discorsi. Basta osservare che è dal ’97 che non ne istituisce uno in aggiunta ai miseri 5 esistenti.

La proposta di legge che dovrebbe rilanciarli è in realtà l’arma per il colpo di grazia, almeno per il Parco dei Colli Euganei. Dovrebbe trattarsi della legge che “disciplina la rete ecologica regionale”, ma questo obiettivo sta solo nel titolo; la legge in realtà è finalizzata allo smantellamento in particolare proprio del Parco dei Colli, a cominciare dalla volontà di togliergli competenze vitali e qualificanti come ambiente, territorio e addirittura paesaggio.

Avesse almeno il coraggio la Regione di un provvedimento esplicito nei confronti del Parco, non continuerebbe con questo tormentone di proposte, che si trascina almeno dal 2012 (siamo ormai alla quarta), tanto altisonanti negli obiettivi quanto poi contraddittorie e confuse nei contenuti.

Se l’obiettivo fosse peraltro quello non di smantellarlo il Parco, ma di farlo funzionare meglio, potrebbe trovare il nostro convinto consenso. Perchè sul cattivo funzionamento dell’Ente  siamo da sempre i critici più severi.

Ma perchè allora non si ragiona seriamente sui motivi di questo deludente funzionamento? Motivi che per noi non stanno certo nella legge istitutiva n. 38 dell’89 né tantomeno sul Piano Ambientale. Questi, impostati proprio sul riconoscimento dell’inscindibile intreccio tra storia, natura e paesaggio, li consideriamo anzi due pilastri che vanno salvaguardati a tutti i costi. La deriva del Parco sta casomai proprio nel non aver saputo valorizzarli.

Diciamolo apertamente: chi ha amministrato il Parco, e cioè i sindaci, si è adagiato su una grigia, ordinaria amministrazione. E questo non sempre e solo per mancanza di fondi, quanto piuttosto per veri e propri limiti fisici, peraltro comprensibili, nelle energie che un sindaco può dedicare al Parco, ma anche, se non soprattutto per gli orizzonti limitati, circoscritti al proprio Comune, con cui ogni Sindaco è portato a guardare questo Ente, che invece è per sua natura sovracomunale. Ed è indubbio che una macchina delicata come quella di un Ente di questo tipo, se amministrata al ribasso, non può alimentare i suoi consensi tra la gente.

Di fronte a questa situazione dovrebbero essere proprio i sindaci per primi a riconoscere i propri limiti e a impegnarsi per salvare le finalità del Parco come previste dalla 38, ma anche per delineare una nuova forma di gestione in grado non di far sopravvivere, ma di rilanciare il Parco. Mantenendo magari per loro i poteri di indirizzo e controllo ma aprendo invece la gestione ad esterni scelti per sensibilità e competenze e coinvolgendo di più il territorio con iniziative e progetti (il quale territorio dovrebbe peraltro rispondere meglio di quanto non abbia fatto finora).

Questa, e non pasticciate, finte riforme, potrebbe essere la strada per valorizzare le potenzialità di un Parco “speciale” come questo degli Euganei. E i primi a goderne le positive ricadute potrebbero essere in fondo proprio i sindaci stessi!

Gianni Sandon – Comitato “Difesa Colli Euganei”

Un commento su “Parco Colli Euganei: commissariamento o smantellamento?”

  1. Non sono un residente entro i confini del Parco, ma un semplice cittadino interessato a tutto il territorio dove vivo con la mia famiglia e per giunta non sono un esperto di politica locale.
    Mi pare però che la situazione, come rappresentata, non sia particolarmente difficile da affrontare. Credo invece che il problema di fondo sia di chiedere agli Amministratori di fare il loro lavoro “onestamente” e con impegno oppure di abbandonare la cura degli interessi pubblici e dedicarsi ai propri interessi personali, lasciando a chi ha spirito di “buon cittadino” di occuparsi degli interessi di “TUTTI”.
    Ma siamo in Italia, quindi…….
    Auguri e ringraziamenti a chi fa l’interesse dei cittadini e vediamo di ricordarci di tutte queste cose alla prossima elezione locale.
    Grazie e buon lavoro a chi lavora per il proprio Paese e per i suoi concittadini.

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