Retromarcia di Lunghi: dal libro dei sogni scompare la “complanare”.

Nel Documento Unico di Programmazione approvato in questi giorni dalla Giunta Comunale di Monselice, emergono il taglio dei fondi alla “Complanare”, molte opere stradali discutibili e pochi spiccioli per l’edilizia residenziale pubblica.

La Giunta Comunale con delibera n.6 del 19/01/2016 ha approvato il DUP (Documento Unico di Programmazione) che verrà ora sottoposto al vaglio del prossimo Consiglio Comunale.

Tra le novità più rilevanti, il differimento della realizzazione della cosiddetta “complanare“, inserita nelle linee programmatiche 2014-2019, come principale intervento infrastrutturale. In pratica il milione di euro accantonato negli ultimi bilanci comunali, che l’amministrazione teneva in ostaggio da anni, sarà ora destinato ad altre opere stradali.

Risulta evidente l’arrampicata sugli specchi del Sindaco Francesco Lunghi, che solo a dicembre dello scorso anno riproponeva convintamente l’opera (vedi Delibera di Giunta n.229 del 17/12/2015). Il differimento dello stanziamento di 500.000 euro al 2017 e 2018, condizionato però al cofinanziamento di Provincia e Regione, appare come un puerile tentativo di mascherare un altro grande fallimento di questa amministrazione.

Un’opera, questa della complanare, che è apparsa subito inutile e devastante, eppure ha assorbito energie e attenzione per oltre 15 anni. Centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici per progettazioni e consulenze varie, migliaia di ore di lavoro degli uffici comunali, pratiche di esproprio avviate, cause al TAR pronte per essere discusse, iter di approvazione palesemente errati. Il tutto per arrivare a questo pugno di mosche.

L’accantonamento dell’opera ci rende felici, ma vorremmo tanto che a pagarne i costi fossero gli stessi che l’hanno sostenuta e commissionata, costruendo una parte del loro successo politico su questa illusione venduta a più riprese alla cittadinanza.

Nemmeno l’arresto dei grandi sponsor Galan & Chisso li aveva portati a miti consigli. Solo di fronte all’evidenza che i fondi non c’erano, hanno alzato bandiera bianca.

Ora il nodo di Via Orti rimane irrisolto e dopo vent’anni si ripartirà da zero per studiare possibili alternative, meno costose e meno impattanti.

Per il resto il piano delle opere appare ancora una volta il libro dei sogni, che poggia in gran parte su fantomatici accordi pubblico/privato di cui non sono noti gli estremi, su circa 500.000 € fondi che dovrebbero derivare da alienazioni ferme da anni,  su circa 400.000 € da oneri di urbanizzazione frutto di una previsione a dir poco ottimista e infine, come unica fonte certa, l’ennesimo ricorso a 450.000 € di mutui, atto che andrà ad aumentare i costi di ammortamento dell’ingente debito pubblico.

Alle opere importanti, quali la costruzione e il recupero di alloggi di edilizia popolare, si riservano le briciole. Milioni di euro per rotonde e parcheggi e poche decine di migliaia destinate a queste voci.

A volte dovrebbe essere la consapevolezza dei propri fallimenti a convincere le persone a farsi da parte… Ma a Monselice queste cose, purtroppo, non accadono facilmente.

Christianne Bergamin e Francesco Miazzi  – “Nuova Monselice”

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Documento Unico di Programmazione
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Cronistoria Complanare febbraio 2014

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