L’attualità del 25 aprile tra Costituzione e diritti negati

l’attualità del 25 aprile, tra Costituzione e i diritti negati

ore 17.45 Sintesi del servizio di Report “Dio Coca Cola” , in particolare la vertenza nello stabilimento della Coca Cola di Nogara (Vr)

interventi di

– prof.ssa Luigia Businarolo – ANPI sez. di Este

– esponenti di ADL-Cobas

Loris Ramazzina  “Bassa padovana accoglie”

Coordina Ernesto Milanesi giornalista e collaboratore de “Il Manifesto”

ore 19.00 stacco musicale con i canti partigiani di Monica Giori

ore 20 cena sociale

ore 21 .00 EMI(n)CANTO TRIO canti della tradizione popolare veneziana e brani tratti dal repertorio del cantautore veneziano Alberto D’ Amico, sia in dialetto veneziano che italiano.

grafica di Lara Breda

Gli hub di Conetta e Bagnoli vanno chiusi

Raccogliendo l’appello lanciato dall’Hotel City Plaza di Atene in occasione dell’anniversario dell’accordo UE-Turchia per il contenimento dei flussi migratori, “Bassa padovana accoglie” ha promosso e partecipato a due giorni di mobilitazione.

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Le Scarpe dei Caporali

Dalle ore 18.00: Dibattito sulla situazione dell’accoglienza in Italia

ESPERIENZE A CONFRONTO PER UN’ACCOGLIENZA DEGNA

con gli interventi di:

  • Loris Ramazzina – Bassa Padovana Accoglie
  • Ivan Grozny – Giornalista 
  • Matteo De Checchi – Collettivo Mamadou Bolzano
  • Rappresentante sindacale ADL Cobas

Dalle ore 19.00: Apericena

Dalle ore 21.30: LE SCARPE DEI CAPORALI

Opera Teatrale Mamadou ci ha colpito subito, un signore Burkinabè sulla quarantina, in Italia da nove anni, occhi gialli di chi respira plastica bruciata da tanto, troppo tempo. Sguardo un po’ perso ma voglioso di carpire, imparare, sapere… “Mamadou, quanti anni hai?” ma non capisce, ci guarda sorridendo dall’imbarazzo, occhi spalancati, è analfabeta, analfabeta totale, non sa leggere e scrivere in francese, la sua madrelingua; non conosce una parola di italiano nonostante sia arrivato in Italia nel lontano 2007.

Dopo qualche lezione Mamadou comincia a capirci, pronuncia qualche parola, gesticola dalla contentezza; ci parla della sua famiglia in Burkina Faso, in un italiano stentato, ma dolce come una concentrazione di profumo di rosa rossa. Ha due figlie gemelle che non vede da diversi anni e una moglie “brava e bella” come ci ripete più volte.

Mamadou è un raccoglitore di pomodori, arance, kiwi, zucchine, melanzane e di tutti quei prodotti che ci dà la terra del Sud; è un bracciante che vive nei peggiori ghetti calabresi, lucani e pugliesi. Ci sono centinaia di migliaia di Mamadou che oggi chiedono di non essere più sfruttati, maltrattati, schiavizzati. Sono arrivati in Italia per cambiare la loro vita non per diventare gli invisibili di una società sempre più razzista ed esclusiva.

Il collettivo Mamadou ha come obiettivo la totale emancipazione dei braccianti africani che vivono segregati in ghetti dove le condizioni igienico sanitarie sono al limite del drammatico. Per fare questo siamo convinti sia fondamentale, per i braccianti, imparare la lingua italiana attraverso corsi organizzati e strutturati.

La finalità del Collettivo Mamadou non è quella di raccogliere denaro o avere una particolare visibilità, ma di operare “sul campo” per dare dignità a chi non ha voce; proprio per questo, e in base alle esperienze fatte nel 2016 tra i ghetti del Sud Italia, l’unica regola che si dà il Collettivo Mamadou è quella di non ricevere qualsivoglia finanziamento da Enti o associazioni pubbliche rimarcando così, sin dall’inizio, un carattere totalmente indipendente.

Presidio al Tribunale di Padova

https://www.facebook.com/events/205607086580118/

Questa iniziativa, promossa dalla rete “Bassa Padovana Accoglie” e dalla Caritas di Monselice è, prima di tutto, un’espressione di solidarietà nei confronti di tre ragazzi richiedenti asilo accusati e processati ingiustamente per sequestro di persona.

I fatti risalgono al 12 novembre 2015 quando – dopo una legittima e pacifica protesta per vedersi riconosciuto il diritto all’iscrizione anagrafica (previsto dal D.L. n° 142 del 18 /8/2015) e il conseguente rilascio del documento d’identità – 34 di loro che erano accolti in varie strutture di Battaglia Terme, Due Carrare e Monselice gestite dalla Cooperativa Ecofficina, sono stati denunciati con accuse che vanno da violenza privata e sequestro di persona.

In più riprese a 13 di loro sono state revocate, dalla Prefettura di Padova, le misure di accoglienza, in pratica sono stati messi in mezzo ad una strada: solo la solidarietà delle associazioni di volontariato del territorio, della Caritas di Monselice e Due Carrare e di singoli cittadini ha garantito a questi ragazzi una prospettiva di vita.

L’iniziativa di oggi vuole anche denunciare il continuo ripetersi, per vari motivi, della revoca delle misure di accoglienza per queste persone. Persone che, ribadiamo, hanno pieno diritto di rimanere nel territorio italiano in quanto in possesso di regolare permesso di soggiorno o di riconoscimento delle varie forme di protezione, persone alle quali, invece, non è riconosciuta la possibilità di una vita dignitosa.

Ci chiediamo come mai un sistema, così ampiamente finanziato come quello delle cooperative di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, non possa farsi carico del destino di queste persone e utilizzi con tanta facilità la pratica dell’espulsione dai centri di accoglienza con motivazioni spesso insignificanti o infondate.

NO ALLE ESPULSIONI DAI CENTRI DI ACCOGLIENZA

PER UNA ACCOGLIENZA DEGNA

Invitiamo tutti ad essere presenti mercoledì 15 febbraio alle ore 9,30 davanti al tribunale di Padova

Un fiore in riva all’Adige per sognare con Sandrine

Bassa Padovana Accoglie” raccogliendo la proposta di Andrea Segre ha organizzato per Domenica 15 gennaio alle ore 14.30, una Cerimonia per Sandrine Bakayoko. L’appuntamento è a Conetta (VE) che ospita la base dove ancora vivono 1300 persone e dove è morta il 2 gennaio Sandrine Bakayoko. Qui trovate gli articoli di Andrea Segre  e l’elenco delle adesioni finora pervenute.

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Un bilancio e gli auguri della Redazione di PadovanaBassa.it

Prima di tutto gli auguri per un Buon 2017. Si è chiuso un anno molto intenso, pieno di iniziative e mobilitazioni. PadovanaBassa.it ha cercato di documentare e dare spazio a molte esperienze di lotta, alle riflessioni culturali, alle contraddizioni sociali, alle problematiche ambientali.

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Cena e incontro per i “Richiedenti asilo”

SABATO 17 SETTEMBRE AL PARCO BUZZACCARINI DI MONSELICE

GIORNATA DI INCONTRO CON I RICHIEDENTI ASILO DEL TERRITORIO

dalle ore 18 APERITIVO E MUSICHE ETNICHE

alle 21.00 musica e piatti tipici dei paesi d’origine

LA CENA SERVIRA’ A RACCOGLIERE FONDI PER PRESENTARE I RICORSO AL T.A.R. DEI DUE RAGAZZI ESPULSI QUEST’ ESTATE DA ECOFFICINA DALL’OSTELLO DI MONSELICE

( E’ GRADITA LA PRENOTAZIONE ) 345 8779091

Iniziativa proposta da “Bassa Padovana Accoglie”

grafica di Lara Breda

Agosto con i richiedenti asilo: visita all’Hub di Bagnoli

Per iniziativa della rete “Bassa padovana accoglie”, una delegazione è entrata all’Hub di Bagnoli, per verificare direttamente le condizioni di vita e la qualità del rispetto dei diritti della persona. Gli articoli dei quotidiani e alcune foto.

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Lo SPRAR questo sconosciuto

A Este con l’insediamento della nuova Giunta Comunale, si è riaperto il dibattito sul Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. Loris Ramazzina, persona attiva nel campo del volontariato, interviene per far chiarezza e riportare la discussione sui reali obiettivi di questo progetto.

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Solidarietà e vicinanza per la morte di Emmanuel

La nostra vita comincia a finire il giorno che diventiamo silenziosi sulle cose che contano“. Partendo da questa citazione di Martin Luther King, alcune realtà associative della Bassa Padovana, insieme a singole persone, hanno sottoscritto e inviato una lettera alla Comunità di Capodarco. Di fronte all’omicidio di Emmanuel Chidi Nnamdi, hanno scelto di non rimanere in silenzio.

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