Il territorio si oppone alle nuove cementificazioni

Una caldissima serata di luglio al centro Bachelet di Battaglia Terme per l’incontro organizzato dal Coordinamento delle associazioni dei Colli Euganei per discutere sui tre più eclatanti (non i soli, purtroppo) progetti che vedranno – o vedrebbero – l’ennesimo oltraggio al nostro territorio. 

Nonostante il caldo e il periodo di ferie, la sala era affollata, a dimostrazione di come  questi temi vedano un sempre maggiore interesse da parte di tutte le categorie di persone.

Con questo incontro si è voluto trattare in maniera unitaria tre temi che esemplificano la distruzione di una inestimabile risorsa: il suolo; la cementificazione che estende ulteriormente le già enormi e inutilizzate zone industriali, quella per l’inutile ampliamento di tratte autostradali a bassa intensità di traffico (utile solo al prolungamento delle concessioni), quella per nuovi e sempre più enormi centri commerciali in faccia ad uno dei contesti monumentali e paesaggistici più importati dell’intera Regione.

L’intervento introduttivo di Christianne Bergamin del comitato Lasciateci Respirare  ha illustrato i tre progetti e il contesto territoriale e ambientale su cui insistono; Gianni Sandon  ha dato conto dell’iter rocambolesco che ha portato, a causa di “errori formali”, alla trasformazione dell’area a ridosso del casello autostradale di Terme Euganee da agricola a commerciale (destinata alle cosiddette Grandi Strutture di Vendita) aprendo così le porte alla possibilità di costruire il “più grande centro commerciale della Provincia”.

Numerosi e interessantissimi sono stati i contributi di chi ha partecipato alla discussione. In particolare Maurizio Francescon di Confesercenti Padova ha messo in luce gli effetti esiziali che il Centro Commerciale di fronte al Catajo avrebbe sui centri storici dei paesi limitrofi andando ad uccidere il commercio locale. Il giornalista Francesco Jori ha tracciato un quadro complessivo della situazione del Veneto, portando come esempio gli effetti mortiferi che un altro centro commerciale, quello ormai fantasma di Villorba, ha portato sia dal punto di vista occupazionale che sociale e urbanistico; ma anche una vicenda edificante, quella di Asolo, salvato da un PRG di colate di cemento grazie ad una straordinaria mobilitazione collettiva. Jori ha sottolineato l’importanza di tenere i tre temi saldamente allacciati per portare avanti una battaglia unitaria per la difesa del territorio.

Il sindaco Davide Moro ha espresso le difficoltà in cui si trova il comune di Due Carrare di fronte a scelte prese dalle amministrazioni precedenti e dalla Regione e ha esposto la sua strategia che consiste nel “limitare i danni” con una serie di vincoli urbanistici e compensazioni ambientali ed economiche da imporre alla ditta proponente l’investimento.

Dal canto suo, il sindaco di Battaglia Terme Massimo Momolo, pur dichiarando di comprendere le difficoltà in cui viene a trovarsi l’amministrazione di Due Carrare, ha incoraggiato il collega ad una posizione meno arrendevole e succube, rilevando margini di azione amministrativa in opposizione a questo progetto. Utili gli apporti dei rappresentati delle forze politiche, da Rifondazione Comunista a Sinistra Italiana rappresentata, per la Bassa Padovana, da Franco Tasinato che, oltre a quello ambientale e paesaggistico, hanno posto l’attenzione sull’aspetto occupazionale, argomento spesso cavalcato dagli investitori, dimostrando come anche da questo punto di vista il beneficio apparente non sia altro che un danno reale.

Marco Moressa, direttore e anima del Castello del Catajo, ha dato una lettura secca e categorica: o il Catajo o il centro commerciale, poiché l’uno annulla il senso dell’altro.

Anche Renzo Fontana di Italia Nostra Padova, che ha concluso la serie degli interventi, ha sottolineato il valore del paesaggio e le minacce a cui è continuamente sottoposto e ha sollecitato a portare avanti iniziative comuni e manifestazioni che elevino a livello nazionale la risonanza di questi argomenti.

La serata si è conclusa con l’impegno a dar vita a dei gruppi di per contrastare l’esecuzione di questi progetti devastanti e organizzare nei prossimi mesi un convegno di approfondimento e ad una grande manifestazione capace di coinvolgere tutto il territorio e il suo tessuto sociale.
Chi vuole restare aggiornato e dare un suo contributo, può mandare un messaggio a info@lascitecirespirare.it

Di seguito i video della serata (girati da Elisabetta Borsato) e alcuni articoli tratti dai giornali locali sull’argomento:

E gli approfondimenti presentati durante l’incontro:

thumbnail of I NUOVI MOSTRI

thumbnail of CENTRO COMMERCIALE INCONTRO BATTAGLIA

A breve sarà disponibile il video della serata.

L’immagine di copertina è un dettaglio dal dipinto di Hieronymus Bosch Salita al calvario

6 pensieri su “Il territorio si oppone alle nuove cementificazioni”

  1. Non servono ulteriori nuove opere edilizie o stradali. Concentriamo le forze e le idee per opere di mantenimento e valorizzazione delle strutture e del territorio. Grazie.

  2. Il bello, il paesaggio ha un valore . Chi investe non vuole pagarlo perchè non lo considera cosa da monetizzare, come la salute, la qualità della vita. Semplicemente peretendono di prendersi ciò gratuitamente.
    Se vogliono farlo lo facciano ma devonono versare nelle casse della comunità 200 milioni di euro.
    Questo principio deve valere per ogni futuro investimento che coinvolga questi valori.

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