L’Appello per il nostro territorio: “Riapriamo subito gli Ospedali riuniti di Padova Sud a Schiavonia”

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Ad una settimana dall’inizio dell’emergenza covid-19, scoppiata con l’annuncio del ricovero di due pazienti contagiati, oggi possiamo dire che, pur tra le molte difficoltà di contesto, l’organizzazione degli Ospedali riuniti di Padova Sud “Madre Teresa di Calcutta” – Schiavonia ha tenuto e reagito in modo efficace, anzitutto grazie alla competenza e alla dedizione del personale: medici, infermieri, operatori, impiegati. La struttura sarebbe pronta a riaprire: i reparti sono stati sanificati e il personale è regolarmente in servizio.

Ciononostante, al netto delle smentite del Sindaco Bedin, il Presidente Zaia, per mezzo dell’Assessore regionale alla Sanità Lanzarin, ha comunicato alla stampa che il polo di Schiavonia resta “chiuso e destinato a fronteggiare eventuali picchi di ricoveri” e i servizi sono sospesi.

Pur sapendo che le emergenze, in particolare sanitarie, richiedono l’assunzione di scelte difficili, consideriamo doveroso portare all’attenzione della Regione, che è responsabile della tutela della salute nel territorio, alcuni dati che riteniamo debbano indurre a riattivare immediatamente nelle sue piene potenzialità l’Ospedale “Madre Teresa di Calcutta”.

Non si può dimenticare, infatti, che esso è stato fortemente voluto proprio dalla Regione per essere il centro di riferimento – completo, qualificato e all’avanguardia – di un territorio vastissimo e mal servito dal punto di vista delle infrastrutture viarie, un territorio che ha rinunciato, di contro, nel tempo, a ben quattro ospedali territoriali (Monselice, Este, Montagnana e Conselve).

Non è certo un caso se il suo nome ufficiale è “Ospedali riuniti Padova Sud”.

Sospendere i servizi che normalmente qui sono erogati, per un tempo – par di capire – ad oggi non definito, significa creare un disservizio rilevante alla numerosissima popolazione dell’area della Bassa padovana, senza considerare i tanti pazienti che arrivano qui anche da fuori Ulss e da fuori Regione!

Per tale ragione riteniamo doveroso che siano valutate con la massima attenzione tutte le possibili soluzioni alternative e che, pur considerando l’emergenza venutasi a creare, non si sottovalutino gli effetti collaterali di decisioni non adeguatamente ponderate. Questa analisi e le relative scelte non possono prescindere dal pieno, responsabile e attento coinvolgimento di tutti i referenti territoriali.

I Sindaci del territorio devono ora far sentire la loro voce, chiedere di partecipare attivamente al processo decisionale e pretendere leale collaborazione dalla Regione Veneto.

In ciò debbono essere coadiuvati da tutti i Consigli comunali, che auspichiamo convengano sull’approvazione di un ordine del giorno condiviso, creando la sinergia di cui c’è bisogno per tutelare al meglio i nostri concittadini.

Primi firmatari: 

i Consiglieri comunali di Monselice

Sante Bozza – Sandro Giordani – Angelo Giuliani – Gianni Mamprin – Francesco Miazzi – Silvia Muttoni


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