Con l’urbanistica Monselice brucia le tappe, in barba alla legge regionale.

Lo scorso febbraio avevamo segnalato, agli uffici competenti e ai giornali, l’illegittimità della delibera di consiglio comunale n.4 del 26/1/2016 che, basandosi su presupposti normativi errati, adottava una variante urbanistica al PRG. Pur minimizzando l’errore e negando qualunque relazione col nostro esposto, l’amministrazione aveva dopo alcuni giorni ritirato la delibera.

Lo scorso 29 marzo l’amministrazione comunale è tornata alla carica presentando al consiglio una delibera dall’identico dispositivo ma con riferimenti normativi differenti rispetto alla precedente revocata.  Anche questa volta la delibera è stata approvata con i voti favorevoli della maggioranza e l’astensione della minoranza consiliare.  Il 29 aprile è stata pubblicata all’albo del Comune e da questa data decorrerebbero i 30 giorni per la presentazione delle osservazioni e tutto l’iter per l’approvazione delle varianti urbanistiche.

Ancora una volta dobbiamo segnalare che il procedimento seguito da questa non è corretto. La legge urbanistica regionale, la 11/2004, prescrive che alla fase transitoria in cui il PRG funge da Piano degli Interventi per le parti compatibili con il PAT, debba seguire la redazione del Piano degli Interventi non potendosi procedere per varianti ad uno strumento “supplente” quale è il PRG. Pertanto le modifiche alle norme tecniche di attuazione e al regolamento edilizio, sul cui merito in questa fase non entriamo, devono essere contenute tra la normativa del Piano degli interventi (PI) da approvarsi secondo le procedure di cui all’art. 18 della L.R. n° 11/2004 e non come variante parziale al PRG.  Ravvisiamo inoltre una marchiana incoerenza interna nel dispositivo della delibera del consiglio comunale, rappresentata dalla contestuale riapprovazione (punto 1.)  e rimozione (punto 4.) della precedente deliberazione n.4 del 26/1/2016.

Possiamo capire che la legge spesso sia un fastidioso ostacolo ai propri obiettivi, ma purtroppo occorre rispettarla.

Per questi motivi abbiamo segnalato la questione al sindaco, ai consiglieri comunali, alla Provincia, al Prefetto e all’ufficio urbanistica regionale chiedendo l’annullamento della delibera n.19 del 6/4/2016 ed una eventuale riproposizione rispettosa della norme di legge.

Christianne Bergamin e Francesco Miazzi per il gruppo “Nuova Monselice”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code