Css e cementificio: ritardi e contraddizioni della Regione Veneto

La Regione Veneto risponde dopo due anni a un’interpellanza dei consiglieri regionali del M5S. Ma non è solo il ritardo a meravigliare.

Tra le righe possiamo leggere che il Css è un combustibile utilizzato per ridurre le emissioni inquinanti degli impianti industriali. Fatto che in questi anni il Movimento ha abbondantemente dimostrato essere non corretto.

Sull’art. 19 del Piano ambientale si omette di citare la parte nella quale si dichiarano i cementifici come incompatibili con le finalità del Parco regionale dei Colli Euganei e si sollecita la creazione di un tavolo che concerti la dismissione o la ricollocazione, avendo particolare riguardo per la tutela della manodopera impiegata.

La Giunta Regionale con questa risposta smentisce il Consiglio e anche se stessa.

Ricordiamo, infatti, che il Consiglio Regionale con due astenuti e trentotto favorevoli, il 13 aprile 2018 ha approvato la mozione di Piero Ruzzante di Liberi e Uguali. Che esplicitamente poneva l’obiettivo è impedire l’uso di cementifici come inceneritori di rifiuti speciali.

Il dispositivo della mozione approvata era chiaro: “Impegna la giunta regionale a farsi parte attiva presso il governo affinché proceda senza indugio ad adottare tutte le iniziative necessarie, anche integrative o, se necessario, di modifica del decreto ministeriale 14 febbraio 2013 n.22 (Decreto Clini ndr) e della afferente normativa successiva, insistendo affinché sia valutata la revoca, in virtù del principio di precauzione, di ogni atto funzionale a consentire la riconversione dei cementifici in inceneritori”.

Lo stesso assessore all’ambiente Gianpaolo Bottacin al momento della presentazione della mozione ( 23 febbraio 2018) aveva sostenuto: “Prima di calare sul territorio questo tipo di scelte, occorre sempre tener conto del contesto specifico – sottolinea l’assessore – e infatti ci siamo già espressi contro l’uso del CSS in taluni territori di pregio ambientale”.

Ma tutto questo nella risposta della Giunta non trova assolutamente rilievo. E la Giunta stessa dimentica il suo ruolo all’interno del Parco regionale dei Colli Euganei, commissariato da due anni dalla Regione stessa.

Quindi un immobilismo che non può essere imputato ad altri e una virata sul tema del CSS che non può non preoccupare.

Il “Governo del cambiamento” per ora ha ignorato tutti gli appelli ad abrogare il “Decreto Clini” e la Regione non sta facendo nulla per dare gambe concrete alle scelte del Consiglio Regionale su questo punto.

Ci aspettiamo un maggior protagonismo, con parole chiare sull’utilizzo dei rifiuti nei cementifici, con pressioni decise sul Governo per l’abrogazione del Decreto Clini, con azioni concrete per l’avvio del Tavolo previsto dall’art. 19 del Piano Ambientale. I ritardi, le ambiguità, gli opportunismi significano per i residenti un ulteriore attacco alla salute e per l’economia del territorio un grave condizionamento nei settori dell’agricoltura, del termalismo e del turismo in generale.

Movimento civico “cambiamo aria”

Link utili
http://www.consiglioveneto.it/…/MOZ_0…/testo_presentato.html

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https://www.regione.veneto.it/…/comun…/dettaglio-comunicati…

thumbnail of risposta Regione interpellanza M5S 20-09-2018

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