L’anello ciclabile delle città murate non è completato! Verità e proposte.

Il Circolo Legambiente di Este, L’Altra Este e il Comitato popolare “Lasciateci Respirare” denunciano la comunicazione ingannevole della Provincia di Padova: la maggior parte del tratto sud è, infatti, ancora impercorribile e citano il caso emblematico del tratto che dal Sostegno porta a Prà, circa 5 km in comune di Este. Chiedono al Presidente del Parco Colli di assumere iniziative concrete di coordinamento con le amministrazioni interessate per adottare la soluzione cicloturistica ideale e stimolare l’effettiva conclusione dei lavori.

Al Presidente Parco

e p. c. presidente Provincia, assessore Doni, sindaci Este, Monselice Montagnana

Oggetto: Cicloturismo; anello città murate e Parco Colli; il caso emblematico del tratto Sostegno-Ponte Torre- Prà.

Comunicati ingannevoli come quello della Provincia sul “completamento” dell’anello delle città murate hanno il solo effetto di mettere in ombra anche gli aspetti positivi che pur si sarebbero potuti vantare.

Non è assolutamente vero purtroppo che l’anello delle città murate sia completato. Ed è impossibile che gli amministratori non lo sappiano. La maggior parte del tratto sud è ancora impercorribile nonostante i lavori fatti nel 2014/’15 (Allegato 1); per renderlo agibile c’è un progetto da oltre 1 milione di euro (fondi Cariparo), somma che va ad aggiungersi agli almeno 6/700.000 (fondi GAL) sperperati inutilmente appunto nel 2014-2015.

Il trionfalismo fuori luogo dei comunicati andrebbe quindi impietosamente contestato e andrebbero raccontati tanti capitoli scandalosi di questa importante opera partita ormai 10 anni fa.

Ci tratteniamo dal farlo nel tentativo di attirare l’attenzione, fra i tanti, almeno su un aspetto per noi emblematico che riguarda un tratto importante dell’anello città murate, ma che riguarda in pieno anche il Parco dei Colli.

Abbiamo constatato che purtroppo per il tratto che dal Sostegno porta a Prà, circa 5 km in comune di Este (allegato 2), si insiste su una soluzione a nostro avviso davvero infelice sotto molti e rilevanti aspetti e che già più volte abbiamo criticato.

Non si è colta neanche questa occasione del nuovo progetto di cui sopra, pur avendo a disposizione anche i mezzi finanziari necessari, per rimediare alla scelta già fatta nei precedenti progetti di far passare il tratto in questione non in destra, come si continua a prevedere, ma invece in sinistra idraulica del Brancaglia-Santa Caterina.

Diciamo subito che dalle prime informazioni raccolte sembra che tale scelta sia dovuta non tanto ai progettisti, ben convinti delle nostre osservazioni, ma alle “imposizioni” del Genio civile.

Se così fosse riteniamo che spetti agli amministratori reagire a questa imposizione che troviamo del tutto assurda e immotivata.

Richiamiamo ancora una volta, sinteticamente, i motivi per cui riteniamo che correre per circa 5 km in sinistra anziché in destra idraulica sia non solo possibile ma rappresenti la soluzione cicloturistica ideale.

L’argine in sinistra idraulica è larghissimo, tutto in sede propria, facilmente praticabile, in parte già utilizzabile senza alcun lavoro e, come diremo più avanti, potrebbe non contenere alcun attraversamento pericoloso. Condizioni ideali queste per apprezzare un paesaggio di assoluta eccellenza. Consentirebbe inoltre di coinvolgere direttamente un bene tra i più significativi di tutta l’area: quella Rocca del Ponte della Torre (allegato 3)per il recupero della quale si è speso negli anni 90 oltre 1 miliardo di lire e che rappresenta una delle testimonianze più significative di quella linea fortificata che correva tra il padovano e il vicentino. Aspetto che per un circuito dedicato alle città murate dovrebbe essere considerato non secondario. Una adeguata valorizzazione del sito potrebbe rivitalizzare quell’esperienza, che si  sta malauguratamente spegnendo, della gestione del monumento affidata per anni al Gruppo Alpini. Ancora: un po’ di rianimazione potrebbe forse incentivare il doveroso recupero anche del vicino, sempre più fatiscente Oratorio di San Bartolomeo (allegato 4) e magari potrebbe coinvolgere  anche la villa Malipiero. Come non vedere che ne risulterebbe una prestigiosa area di servizio culturale e turistico tanto per i due anelli (delle città murate e dei Colli) ma anche per la città di Este?

Correre in sx idraulica, altra ricaduta dalle molte opportunità, favorirebbe il coinvolgimento in varie forme della vicina area di grande pregio ambientale della Restara.

Già la Provincia, ormai 15 anni fa, aveva scelto proprio l’argine in sx idraulica per farvi passare il “percorso ciclo-naturalistico del Frassine”. E in tale occasione aveva anche realizzato, sia pure in modo “spartano”, uno strategico sottopasso  in corrispondenza della linea ferroviaria. Ci sono addirittura ancora (Allegato 5) i cartelli bene in vista all’imbocco di questo sottopasso (ma li si trova anche in altri punti, sempre in sx idraulica). Non vediamo proprio,anche di fronte ai tanti casi forse anche più problematici, dove ci sono passaggi simili, quali possano essere i motivi addotti dal Genio civile per non utilizzare questo passaggio già realizzato e che avrebbe solo bisogno di modesti lavori di adeguamento. Crediamo anzi che sarebbe il caso di prevedere un simile intervento anche per l’altro ostacolo che si incontra sul percorso, e cioè per l’attraversamento della statale 10 (e continuiamo a non capire, a questo proposito, perché si sia invece fatto pochi anni fa, in destra idraulica un sottopasso tanto costoso quanto  discutibile in merito alla sua utilità).

Non vediamo in definitiva, di fronte a tutti questi aspetti positivi, come si possa continuare a rinunciare a queste opportunità e far invece correre questa infrastruttura turistica su un argine, come quello destro, separato dalle emergenze descritte, stretto e in pericolosa commistione con le auto, mettendo così a disagio sia i ciclisti che gli automobilisti.

Dovrebbe davvero essere interesse primario di tutti, per primi degli amministratori, esaltare al massimo i motivi di attrazione di questo sito straordinario, del resto, e non certo casualmente, inserito per tutta la prima parte, dal Sostegno alla Rocca, fino alla ferrovia, nell’area del Parco regionale dei Colli, del quale dovrebbe anzi rappresentare una delle “porte”. C’è davvero da chiedersi come sia possibile che non si siano ancora saputi cogliere i preziosi spunti contenuti da quasi 30 anni nel Piano Ambientale in questi termini:

[Il progetto concerne] “Il restauro e il recupero della Rocca di Ponte della Torre quale punto di riferimento e collegamento storico-culturale con la città di Montagnana, da riutilizzare per i servizi informativi del Parco e quale punto di osservazione sui Colli, con la realizzazione di parcheggi in un’area contigua al di là del canale Brancaglia, la formazione dei collegamenti con i percorsi sui canali per la fruizione  del Parco; il recupero della cappella contigua per funzioni di presidio della Rocca e il riuso a fini agrituristici del complesso rurale sito nell’area”.

Auspicando che si vogliano cogliere finalmente queste opportunità ci rivolgiamo direttamente in particolare al Presidente del Parco perché assuma qualche concreta iniziativa, coordinando le altre amministrazioni interessate, per sbloccare nel modo più vantaggioso per tutti questa assurda situazione che si protrae ormai da decenni.

Il Circolo Legambiente di Este – L’Altra Este – Comitato popolare “Lasciateci Respirare”

altri articoli sul tema:

1) Anello ciclabile dei Colli Euganei tra convegni e fatti concreti

2) Anello ciclabile delle città murate: l’esposto alla Corte dei Conti

3) Anello ciclabile delle città murate: partono le diffide!

4) Anello ciclabile delle città murate

5) L’anello ciclabile delle citta murate? meglio evitarlo

6) L’anello ciclabile delle città murate. Una nota di Gianni Sandon

7) Tre anelli ciclabili per la promozione turistico-culturale dei Colli e della Bassa.

1- Situazione attuale del fondo
2 – Tratto dal Sostegno al Ponte della Torre
3 – Rocca del Ponte della Torre
4 – Oratorio San Bartolomeo e Rocca
5 – Sottopasso linea ferroviaria
Il Gazzettino 06-04-2021
Il Mattino di Padova 07-04-2021
Il Mattino di Padova 12-04-2021

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