Monselice: Sit-in di ADL-Cobas e cittadini contro i tagli alla Sanità pubblica

L’Associazione Diritti Lavoratori (ADL-Cobas), sabato 26 settembre ha dato vita ad un sit-in di fronte all’Ospedale “Madre Teresa di Calcutta”, per protestare contro la chiusura del punto prelievi di Monselice e denunciare gli effetti della privatizzazione strisciante della Sanità pubblica.

Lavoratori e cittadini hanno distribuito il volantino che sintetizzava questo intervento dell’ADL-Cobas, che riportiamo integralmente:

Monselice – ospedale di Schiavonia: basta tagli! Basta con gli sprechi!

Il 14 settembre scorso, con un cartello esposto due giorni prima, è stato comunicato agli utenti che il punto prelievi, in funzione nel vecchio ospedale di Monselice, veniva “temporaneamente accorpato” all’ospedale di Schiavonia.

È seguito un vergognoso balletto di dichiarazioni dove il sindaco di Monselice Lunghi, prima dichiara di non sapere nulla su tale chiusura, poi sembra essere il Direttore Generale in persona e svela l’apertura imminente di un nuovo punto prelievi nella Casa di Riposo e ciò che “faremo” con la riorganizzazione degli spazi interni del vecchio ospedale.

Dal canto suo il vero DG Pavesi, prima smentisce Lunghi sull’attivazione del punto prelievi in Casa di Riposo e se stesso dichiarando come “definitiva” la chiusura del servizio nel vecchio ospedale. Poi conferma, in linea con le dichiarazioni di Lunghi, l’attivazione del servizio in Casa di Riposo.
Lunghi, inoltre, ha ridimensionato il servizio del punto prelievi di Monselice dichiarando che funzionava solo un giorno a settimana ed era sottoutilizzato.

In realtà il servizio funzionava tre giorni a settimana ed era molto frequentato, come tutti i punti prelievi “periferici”. L’unico punto prelievi ad essere sottoutilizzato, a quanto ci risulta, è proprio quello di Schiavonia. Un ospedale in cui i dati evidenziano un incremento dell’emigrazione verso altre ULSS, non solo degli utenti ma anche di medici e professionisti vari. Un ospedale costruito con tecniche all’avanguardia, ma che, dopo neanche un anno di attività, mostra già le prime “crepe” (pavimenti, muri, porte, arredi da risistemare). Dove non è stato concepito un percorso separato per lo “sporco” con accesso diretto nei locali di deposito, attraverso ascensori dedicati. Dove i corridoi che conducono i visitatori ai reparti vengono attraversati da camion e trattori (accade anche questo).

SCHIAVONIA: OSPEDALE O AEROPORTO?

L’eliminazione del punto prelievi è l’ultimo atto di una Sanità che si vuole smantellare, pezzo dopo pezzo, per consegnarlo ai privati con la complicità di molti amministratori e attraverso l’adozione di varie formule: con i Project Financing e le Concessioni che rappresentano un canale efficace per cedere in un colpo solo interi settori ai privati. Non solo ma gli Ospedali vengono concepiti come grandi opere del tutto inutili per la collettività (gli ospedali che c’erano erano sufficienti a soddisfare le esigenze della popolazione ed erano anche molto più comodi) che servono solo a garantire grandi profitti e corruzione, come è successo nell’effettuazione di grandi opere come il MOSE, l’EXPO, la TAV, ecc.

A Schiavonia è evidente che si tratta di una grande opera concepita non per garantire un migliore sistema di assistenza sanitaria, ma per sacrificare territorio al cemento in nome del profitto. L’impressione che si ha è quella di un aeroporto, con spazi concepiti non certo per un ospedale. Se ciò non bastasse, in termini di costi che dobbiamo sostenere noi tutti, nessuno ha messo in conto per tempo cosa fare dei vecchi ospedali, Monselice, Montagnana, Conselve, Este, svuotati e diventati un costo senza alcun beneficio per la collettività, con uno spreco assurdo di riscaldamento, luce, manutenzione, e quant’altro.

Ma mentre non si bada a spese nel senso che abbiamo indicato, si impone la tassa statale di 10 euro (per ogni ricetta rossa) che ha reso, in molti casi, più conveniente effettuare gli stessi esami con la ricetta bianca in ospedale ma, ancora di più, in ambulatori privati; con le liste di attesa sempre più lunghe che costringono molti utenti a rivolgersi a professionisti privati, magari operanti nella stessa struttura pubblica (intramoenia); con l’eliminazione di un servizio nel territorio come il punto prelievi, estremamente utile per la collettività, si fa un gran regalo ai laboratori privati.

I nuovi tagli alla sanità, annunciati nei giorni scorsi da Governo e Regione, non faranno altro che rafforzare questo orientamento.
Le lavoratrici ed i lavoratori della Coopservice, preoccupati di nuovi tagli, ancora su servizi essenziali ed importanti come quello delle pulizie, denunciano con forza l’assurdità di quello che sta avvenendo: da una parte si sprecano montagne di soldi pubblici che vanno a finire nelle tasche di grandi costruttori, finanzieri e faccendieri vari e dall’altro si va a colpire chi prende 4/500 € al mese spaccandosi la schiena per garantire le pulizie. Dobbiamo tutti, lavoratori dei servizi, lavoratori dell’ULSS e cittadini, ribellarci contro questo sistema di gestione del denaro pubblico che e’ diventato insostenibile!

Già nei mesi scorsi, nell’ULSS 17, è stata attuata una riduzione del servizio richiesto in alcune aree (effettuato ora a giorni alterni) ed un declassamento di altre aree (leggi: meno garanzie sul piano dell’igiene). Precedentemente vi era stata una riduzione del parametro sulla qualità del servizio che, con l’avvio della Concessione del nuovo ospedale di Schiavonia e l’attivazione del nuovo appalto, è passato da un valore prossimo a 100, richiesto in precedenza dall’ULSS 17, all’attuale 70. Questi passaggi hanno influito non poco sui contratti del personale.
Viste le gravi difficoltà nelle quali si ritrovavano molte Ulss dopo essersi affidate al Project Financing, queste “rivisitazioni” dei capitolati prestazionali suonano come un campanello di allarme sullo stato di salute dei bilanci dell’ULSS 17 che continua a tagliare, ridurre, sospendere servizi.

Nessuno osa, però, mettere in discussione gli ampi margini di profitto (senza rischio d’impresa) che vengono garantiti al concessionario, da canoni “blindati” dal contratto di concessione.

Rilanciamo a tal proposito la richiesta di avviare un audit che accerti la congruità del canone (già proposto come ADL COBAS in occasione dell’inaugurazione del nuovo ospedale) e per ridiscutere la concessione degli “Ospedali Riuniti Padova Sud”.

DOBBIAMO UNIRE LE FORZE DI TUTTI PER CONTRASTARE QUESTO MODO DI AGIRE INIZIANDO DA UNA BATTAGLIA PER FAR RESTARE DOVE ERA IL PUNTO PRELIEVI.

LA SANITÀ PUBBLICA NON SI TAGLIA!

Monselice, settembre 2015
ADL COBAS

2015-09-26 11.23.05sit in ospedale1 26-09-2015

Un commento su “Monselice: Sit-in di ADL-Cobas e cittadini contro i tagli alla Sanità pubblica”

  1. Un signore di Rovigo è stato querelato, lo scorso dicembre, dal direttore generale dell’ulss perché aveva riportato che, durante l’inaugurazione dell’ospedale di Schiavonia, pioveva dentro. Voi che avete scritto che l’ospedale unico sembra un aeroporto, cosa rischiate allora?
    Poi, ho letto di voi e della vostra giusta protesta e volevo chiedervi, gli altri sindacati che azioni di contrasto stanno portando avanti.
    Grazie. Un saluto.
    Antonio Stasolla

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