Sprechi e malagestione nell’ulss 17: chi paga?

Il caso del dr. Antonino Trimarchi al quale l’ULSS 17 dovrà pagare 190.000 euro è l’ultimo di una lunga serie

Nel Luglio 2014 la stampa locale riportava che l’ULSS 17 era stata condannata dal Giudice del Lavoro a sborsare alla dottoressa Laura Esposito, dirigente amministrativo dell’Ulss 17, esautorata e privata delle proprie mansioni nel 2008, una cifra di circa 250.000 € complessivi.

Sempre lo scorso anno era balzato alle cronache il licenziamento di 4 Oculisti, conclusosi per 3 di loro, con una sentenza di reintegro sul posto di lavoro e la condanna alle spese per l’ULSS 17. Provvedimento impugnato dai legali dell’Azienda sanitaria ma seguito dalla notizia di un Primario finito sotto inchiesta per abuso d’ufficio, conseguenza dell’esposto presentato dai 4 oculisti “vittime” delle presunte vessazioni. Il costo per la sostituzione dei medici licenziati, sommata ad un’eventuale nuova sentenza favorevole ai ricorrenti, potrebbe determinare un danno pubblico stimabile in centinaia di migliaia di euro.

E’ di questi giorni la notizia che il Tribunale di Rovigo ha riconosciuto una “condotta mobizzante” della stessa Azienda sanitaria nei confronti del Dott. Antonino Trimarchi, condannandola al pagamento di circa 190.000 € per i danni patiti dal ricorrente.

Se non fosse chiara l’entità complessiva di queste azioni, possiamo calcolarle su cifre che potrebbero avvicinarsi al milione di euro, comprensive dei danni risarciti e dei costi per l’assistenza legale. Soldi pubblici, spesi da un ente che sta tagliando i servizi agli utenti e precarizzando il lavoro dei dipendenti.

Tutto questo è avvenuto e sta avvenendo nel totale silenzio e complicità della Conferenza dei Sindaci, che puntualmente informata di quanto stava avvenendo, non si è premurata nemmeno di richiedere pubblici chiarimenti ai Dirigenti dell’ULSS.

Abbiamo dovuto registrare episodi di bravi medici messi alla gogna, di ottimi dirigenti demansionati e costretti ad emigrare per svolgere il loro lavoro. E’ auspicabile che i Sindaci del territorio escano dall’accettazione passiva di questo modo di operare e avanzino la ferma richiesta di far rispondere ai diretti responsabili, per i soldi pubblici sprecati dovuti a questa mala gestione dell’ULSS 17.

Francesco Miazzi – Christianne Bergamin “Nuova Monselice”

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Da direttore di distretto a medico delle vaccinazioni: l’Azienda sanitaria deve pagare a Trimarchi quasi 190 mila euro

Mobbing all’ex dirigente, Usl 17 condannata

di Nicola Cesaro
ESTE Da direttore di distretto a medico addetto alle vaccinazioni, relegato in uno stanzino di pochi metri quadrati e poi addirittura in un’aula destinata ai tirocinanti. La «condotta mobbizzante» verso l’ex direttore del distretto Este-Montagnana, Antonino Trimarchi di Baone, costa cara all’Usl 17. L’azienda sanitaria è stata condannata dal giudice del lavoro del tribunale ordinario di Rovigo: dovrà pagare una lauta “differenza di stipendio” e soprattutto risarcire un danno biologico all’ex dirigente, che oltre alla sentenza si è preso un’altra rivincita. Da questa settimana Trimarchi è, infatti, il nuovo direttore sanitario dell’Azienda sanitaria locale del Verbano Cusio ed Ossola, ente piemontese a cui fanno riferimento 175 mila pazienti. La sentenza del Tribunale rodigino è dello scorso 3 giugno ed è stata pronunciata dal giudice Silvia Ferrari. Il ricorso era stato depositato nell’aprile 2014 (Trimarchi era seguito dai legali Gianluca Ballo e Fabrizio Scagliotti), ad un anno dal demansionamento subìto dal medico. Dall’agosto 2002 Trimarchi era, infatti, direttore del distretto Este-Montagnana; con l’unificazione dei distretti dell’Usl 17 e la nascita del distretto unico Monselice-Conselve, l’incarico era passato al dottor Matteo Borin. Trimarchi era invece stato destinato allo Uoc Cure Primarie e in particolare all’Hospice di Montagnana: il medico era passato da un incarico dirigenziale di categoria A a uno di categoria D. Successivamente il medico atestino era stato spostato al Dipartimento di Prevenzione (categoria C), come addetto alle vaccinazioni, ruolo ben lontano dagli incarichi gestionali ricevuti in passato. Il demansionamento di Trimarchi, peraltro, è avvenuto nonostante nell’Usl 17 più di qualche posto di gestione di struttura complessa fosse vacante in quei mesi. Gli avvocati dell’ex direttore hanno inoltre sottolineato altri aspetti tesi a confermare la condotta “persecutoria” verso il medico, a partire dalla mancata attribuzione di un ufficio idoneo. Durante l’incarico in Hospice, il dottore è stato relegato in una stanza di tre metri per tre, strutturata per essere un piccolo ambulatorio con lavabo, da condividere con il coordinatore infermieristico, priva di computer e con arredamento minimo. In Prevenzione non era andata meglio: prima una picola stanza solitamente destinata agli specializzandi, poi in un fabbricato esterno allo stabile. Si legge nella sentenza: «Appaiono realizzate e dimostrate le circostanze di fatto sottese alla condotta mobbizzante lamentata dal ricorrente, in particolare collegata a un pesante demansionamento dello stesso, che si pone come presupposto di fatto per la verificazione del danno alla salute che il ricorrente lamenta e dimostra». Per l’Usl è stata costretta a risarcire un “danno non patrimoniale” (il cosiddetto danno biologico) pari a 27.885 euro, le spese legali e soprattutto la differenza retributiva tra gli incarichi assegnati a Trimarchi dal luglio 2013 e la media di quelli di struttura complessa presenti in azienda per la durata di cinque anni. Il conto, con questa ultima voce, arriverà a superare i 150 mila euro. Come anticipato, Trimarchi – da tempo anche vicepresidente nazionale della Card, l’associazione che riunisce i direttori di distretto – se ne è andato dall’Usl 17 grazie alla nomina ai direttore sanitario dell’Usl Vco, esattamente come aveva fatto il collega atestino Antonio Ferro, diventato due mesi fa direttore sanitario dell’Usl 20 di Verona.

Il Mattino di Padova 14-06-2015

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