Discarica di Sant’urbano: il 10 settembre 2020 il TAR Veneto si pronuncia sulla nostra richiesta di sospensiva.

I comitati e le associazioni che hanno già fatto sentire la loro voce con mobilitazioni e un primo ricorso al TAR del Veneto, ora assicurano: “Impugneremo tutti gli atti relativi all’ampliamento della Discarica e ripartiremo con le iniziative, perché la salute e la vita di questo territorio non vanno svenduti. Basta con inceneritori e Discariche, bisogna procedere con il percorso #rifiutizero!.

Il 30 luglio 2020 la conferenza dei servizi, convocata dalla Direzione Ambiente della Regione, ha dato un parere favorevole di compatibilità tecnica al progetto di ampliamento della Discarica di Sant’Urbano. Unico voto contrario quello del Commissario prefettizio che gestisce il Comune di Vighizzolo. Il 25 marzo scorso la stessa conferenza aveva confermato la compatibilità ambientale. Ora si attende la pubblicazione del “Provvedimento autorizzatorio unico regionale” (previsto per metà settembre) e secondo i piani del trio ZAIA-FIOCCO-GEA si potrebbe partire con l’ampliamento.

Ma nello stesso tempo abbiamo avuto notizie per quanto riguarda il ricorso al TAR per il Veneto, promosso dai Comitati e dalle associazioni ambientaliste del territorio. Il ricorso concernente l’impugnativa della VIA sul progetto di ampliamento della discarica, contro Regione Veneto ed altri, è stato iscritto a ruolo (NRG 744/2020) e il 10 settembre 2020 è stata fissata la camera di consiglio per l’esame della domanda cautelare, avente ad oggetto la sospensiva della VIA menzionata.

In tutta questa vicenda registriamo le gravi responsabilità della Regione Veneto e del Sindaco di San’Urbano, che in ogni sede ha continuato ad esprimere il suo parere favorevole a questo ennesimo scempio ambientale.

Per quanto ci riguarda, metteremo in cantiere ulteriori iniziative e se necessario impugneremo tutti gli atti che stanno concedendo un ampliamento della Discarica di 1 milione di metri cubi di rifiuti ed un fine vita prorogato dal 2022 al 2029.

Ø  Come sappiamo, per queste iniziative già costruite e per quelle in cantiere c’è bisogno del contributo di tutti. Per sostenerci anche in questo difficile passaggio è possibile versare un contributo utilizzando questo codice IBAN IT53 Y 01030 62660 000061185748 – intestato a Comitato Popolare “lasciateci respirare” – specificare la Causale: “Ricorso Discarica”.

Comitato Popolare “lasciateci respirare” –  Terre Nostre Veneto – Associazione “L’altra Este” – Comitato “Lasciateci Respirare” di Lendinara

ALLEGATO

Per quanto riguarda la delibera proposta dal Sindaco e approvata a maggioranza dal Consiglio Comunale di Sant’Urbano il 27 luglio 2020, intendiamo smentire alcune delle affermazioni contenute e in parte riportate a stampa e TV, dal Sindaco Dionisio Fiocco.

L’amministrazione comunale in carica nel 2013 (e la relativa maggioranza) non aveva nessuna possibilità in quell’anno di intervenire sulla clausola convenzionale di cessione della discarica, per l’evidente ragione che la convenzione cui tale clausola si riferisce è del 2001 e non del 2013, e il 31-12-2013 è solo il termine (finale) cui si riferisce l’obbligo di cessione così come pattuito nel 2001;

  • dal tenore letterale della clausola, così come riportato nella proposta di delibera, risulta che l’obbligazione di alienazione della discarica è stata assunta dalla sola società di gestione (la Gea srl), non risultando che il Comune si sia a sua volta obbligato ad accettare tale alienazione, sicché, l’obbligo unilaterale di cessione non può di certo essere azionato giudizialmente dall’obbligato, la società, ma solo dal creditore, cioè il Comune; pertanto, il problema paventato non si pone;
  • deve aggiungersi che  il termine indicato nella clausola menzionata è ivi definito come perentorio, avendo pertanto natura di termine essenziale, con la conseguenza che il suo inutile decorso, senza che le parti abbiano dato seguito alla relativa intesa, comporta l’inefficacia sopravvenuta della clausola medesima;
  • anche configurando il termine menzionato non come termine essenziale, il notevole lasso di tempo trascorso dalla sua scadenza dimostra che le parti, di fatto, hanno mostrato di non essere più interessate alla realizzazione della cessione, con la conseguenza che un’eventuale azionamento della clausola da parte della società potrebbe ad oggi risultare problematica sotto il profilo della buona fede contrattuale;
  • da ultimo ma non ultimo, deve osservarsi che gli oneri finanziari della gestione operativa e post operativa della discarica di rifiuti non può che ricadere esclusivamente sul gestore, non potendo, successivamente, gli stessi, essere ribaltati sul Comune;
  • da tutto quanto considerato, emerge che l’implicito assunto, secondo cui l’assenso del Comune di Sant’Urbano all’ampliamento della discarica costituirebbe una sorta di salvagente finanziario dell’Ente, volto a rimediare ad un precedente presunto errore, ricevendo il Comune in contropartita dalla società una rinuncia alla cessione della proprietà della discarica, è destituito di fondamento. 

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