Centro Servizi per Anziani di Monselice: un C.d.A. nel Limbo

Come eravamo rimasti con il consiglio di amministrazione del centro Servizi per Anziani?

Il 15 maggio scorso il Sindaco, facendo seguito ad una mozione della minoranza approvata dal consiglio comunale, aveva notificato ai componenti del consiglio di amministrazione del centro la comunicazione di avvio del procedimento amministrativo che avrebbe ricostituito l’organo in attuazione dei principi di uguaglianza e di pari opportunità tra i generi.  È trascorso più di un mese e  ancora non si sa nulla sugli sviluppi di questa faccenda. Consultando il sito internet dell’Ente scopriamo chel’attuale neoconfermato presidente dott. Vitale continua ad emettere ordinanze come se nulla fosse. Non risulta però che vi siano state, nel frattempo, altre riunioni del consiglio di amministrazione. Ora, entro la fine di questo mese, sarà necessario approvare il bilancio: verrà approvato da un organo, il consiglio, sul quale pende ancora la spada dell’illegittimità?  Verrà approvato da nuovi consiglieri, nominati entro i prossimi dieci giorni, che in tal caso non faranno neanche in tempo a capire cosa stanno ratificando?

Ricordiamo poi che, oltre a quella di non aver dato rappresentanza al genere femminile, appare inopportuna anche la scelta di due figure, sulle cinque che compongono il consiglio di amministrazione, che, in quanto pensionati, entro un anno dalla nomina decadranno dalla carica per legge. Tutta questa ingarbugliata situazione mette in luce un comportamento irresponsabile e superficiale da parte dei diversi soggetti coinvolti nelle nomine, l’impressione che ne ricaviamo è che nessuno voglia mollare l’osso e che a farne le spese, ancora una volta, saranno gli ospiti del centro.

Sollecitiamo l’azzeramento dell’C.d.A. e la nomina di nuovi componenti non selezionati dai partiti, ma che siano figure di provata capacità, sensibili ai problemi degli ospiti e disponibili a svolgere questo compito con spirito di volontariato. In questo quadro diventa fondamentale rivedere e aggiornare lo Statuto del CSA e il regolamento del Comitato Ospiti, al fine di favorire la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti, che pur pagando rette profumate, sono completamente esclusi dalla gestione dell’ente.

Christianne Bergamin e Franco Tasinato – “Nuova Monselice”download

Un commento su “Centro Servizi per Anziani di Monselice: un C.d.A. nel Limbo”

  1. Il CSA (centro servizi anziani, cioè la CSA di riposo) di Monselice è stato è lo è ancora un importante bacino elettorale (ca. 200 ospiti e ca. 100 dipendenti).
    In particolare i ca. 200 ospiti con i loro figli (normalmente molto numerosi) nipoti e spesso pronipoti rappresentano un serbatoio assai ambito per i politici più scaltri.
    Inoltre col suo bilancio annuale di oltre 5 milioni di euro consente di poter “gestire” una quantità di denaro non indifferente.
    Infatti gli amministratori di questo servizio, da oltre 15 anni nominati sempre da sindaci contigui (Conte, Conte, Lunghi) hanno posto una serie di barriere rigide (nell’incuranza quasi totale di un’opposizione che definire poco attenta è un benevolo eufemismo) che ne impediscono la partecipazione anche a chi ne avrebbe il diritto naturale.
    Forse conviene ricordare e tenere bene a mente che gli ospiti e i loro famigliari contribuiscono per ca. il 50% a sostenere il bilancio mente la rimanente copertura è sostanzialmente regionale.
    Cioè l’amministrazione comunale, tramite il sindaco, pur non partecipando significativamente alle spese della casa di riposo ne ha il controllo assoluto e impedisce che chi paga abbia una benchè minima rappresentanza nel CDA ( consiglio di amministrazione). Tutto ciò evocando uno statuto “autoprodotto” e interpretandolo in modo del tutto fantasioso e di parte.
    La vera svolta nella gestione della casa di riposo è la condizione necessaria ( anche se da sola non sufficiente) che il consiglio di amministrazione sia rappresentato significativamente da chi mette i propri soldi e quindi abbia un interesse concreto sul come vengono utilizzati affinchè il loro impiego sia nell’esclusivo interesse degli ospiti.

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