Cicloturismo nei Colli e nella Bassa: non è solo questione di soldi

Oltre 1,6 m di €, in particolare per l’anello Colli, quello delle città murate e per il percorso “dai Colli Euganei all’Adige”. Buona notizia? A metà. Troppi i dubbi che la cattiva gestione avvenuta in passato solleva sul buon esito di questo investimento. Ma anche troppi i dubbi sugli stessi progetti finanziati. L’intervento di Gianni Sandon.

Di soldi ne sono già stati spesi molti e in non pochi casi sono stati sperperati. E purtroppo nel disinteresse quasi generale. Che magari farebbe comodo proseguisse.

In effetti i 3 circuiti sono di straordinario interesse e di grande potenzialità per promuovere  la diffusione del cicloturismo con tutte le attività indotte. Un punto di forza, in questa direzione, dovrebbe intanto essere quello di realizzarli e promuoverli con ottica unitaria. Il loro richiamo ne verrebbe esaltato e l’effetto benefico investirebbe oltre ai Colli tutta la Bassa. Occasione che dovrebbe essere considerata imperdibile. 

Ma ahimè non mi è mai capitato anche solo di leggere un documento che sviluppi questo aspetto, a partire anche solo magari dalla loro rappresentazione unitaria (come ad es. in allegato). E così si continua a procedere per iniziative frammentarie e spesso anche di discutibile valore in sé.

L’anello Colli è partito un quarto di secolo fa; quello delle città murate nel 2012 e l’itinerario dai Colli all’Adige nel 2014. Quanti soldi sono stati spesi finora, e con che esito? Quello delle città murate è forse il caso limite: i 7/800.000 € del GAL finora mal-spesi di sicuro non hanno indotto un solo cicloturista a percorrerlo. Uno solo diciamo! Uno scandalo intollerabile.

E sono stati ben spesi quelli, 1,5 milioni, per l’itinerario Dai Colli all’Adige? Magari. Qui probabilmente se ne ignora anche l’esistenza e il discutibile tracciato.

In quanto all’anello Colli, che dovrebbe avere un ruolo trainante, dopo un quarto di secolo restano aperti non so quanti aspetti per completarlo, migliorarlo e promuoverlo.

I nuovi investimenti tengono conto di questa realtà e contribuiscono ad invertire la tendenza? C’è da dubitarne. I nuovi fondi vanno quasi tutti nella asfaltatura di vari tratti. Cosa di per sé opportuna. Ma non altrettanta attenzione si mostra per altri essenziali aspetti, come la sicurezza, gli arredi, la promozione… Qualche esempio? I tanti punti fortemente insicuri (alcuni veramente micidiali). I nodi ancora irrisolti di Bresseo-villa Lugli, del tratto tra Montegrotto e Battaglia, di quello davanti villa Pisani e casa Belzoni a Monselice e vari altri. Le occasioni maldestramente sprecate per valorizzare realtà qualificanti come la Rocca del ponte della Torre a Este o il parco del Fiumicello a Montagnana. Non un incentivo a creare e a sostenere servizi accoglienti legati al territorio. Non un arredo decoroso: aree di sosta pietose, e ora, a questo proposito i nuovi progetti ne prevedono quasi un’altra ventina, banali, in realtà, dichiaratamente, solo per dare un contentino un po’ a tutti i comuni. Eppure a farne qualcuna di meno ma scelte e realizzate con più cura ci sarebbero occasioni strepitose.

Utopia poter finalmente discutere seriamente di questi aspetti?  Ma un po’ più di amore per questo territorio non darebbe in cambio ricadute ben più redditizie, sotto tutti gli aspetti?

                                                                            Gianni Sandon

Allegato: schema dei 3 possibili anelli ciclabili che potrebbero interessare Colli e Bassa; tratteggiato il tratto mancante

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