Un Parco senza trasparenza.

Il Consiglio direttivo è partito senza presentare una sola riga di programma e ora sta portando avanti iniziative sulla Variante generale del Piano Ambientale, come fosse un’operazione militare. Pubblichiamo la lettera aperta delle Associazioni ambientaliste.

Per risolvere problemi cronici come l’abbandono di rifiuti, il motocross sui sentieri, gli incendi, i cinghiali, il nostro Presidente ha ripetutamene affermato di puntare sull’uso dei droni.

Ma qualche dubbio sul buon utilizzo di queste tecniche moderne ce lo ispira il paragone con l’uso che il Parco ne sta facendo, tra l’altro, in un settore di grande valenza politica: l’informazione. La si reclama spesso, e giustamente, come una delle misure di base di ogni ente pubblico nei confronti dei cittadini. Ebbene, la strada che ha imboccato il Parco, alla ripresa dopo un decennio di profonda crisi, sta aggirando questa missione in modo intollerabile.

Dovrebbe essere la prassi normale quella di pubblicare sul sito dell’Ente (niente di più facile ed economico, del resto, appunto con le tecniche moderne) almeno i provvedimenti base (decreti e delibere) dell’organo di gestione. Lo fanno praticamente tutte le amministrazioni. E lo faceva, dal 2012, dopo molti solleciti, anche il Parco. Invece ora no. È calato un rigido sipario: al di là chi prende le decisioni, al di qua i cittadini. Perché? Non è comunque un bruttissimo segnale?

Aggravato, questo segnale, da analogo comportamento in specifiche iniziative di vitale importanza nei rapporti tra Ente, associazioni, territorio. Vedasi quel che sta succedendo col Piano Ambientale.

Premesso che l’attuale Consiglio direttivo è partito senza presentare una sola riga di programma (fatto anche questo “innovativo” nel peggiore dei sensi), lo stesso Consiglio sta portando avanti iniziative sulla Variante generale al suddetto PA come fosse un’operazione militare, con la preoccupazione che il “nemico” non venga a conoscere mosse e intenzioni. Ma chi è il “nemico”? Certo almeno una parte degli stessi consiglieri del Parco, come i rappresentanti delle associazioni, addirittura esclusi persino da normali, ma importanti riunioni informative.

Ma non ci si rende conto, oltretutto, che questo comportamento non può comunque che alimentare ed esasperare sospetti e diffidenze, anche magari di fronte a casi in cui le scelte potrebbero essere condivisibili?

Ci sentiamo in dovere di lanciare una allarmata denuncia su questa ingiustificabile situazione, auspicando che non vogliano diventarne complici innanzitutto i sindaci. Ma anche la stessa Regione, col suo presidente Zaia in particolare, che ha la responsabilità di aver scelto direttamente la maggioranza di questo Direttivo.

Alessandra Romano – APS La Vespa

Beatrice Andreose – Ass. L’altra Este

Antonio Rota – Ass. Santa Lucia del Rusta

Gianluca Tasinato – Ass. Sentieri Puliti

Franco Marchionni – CAI Veneto

Christianne Bergamin – Comitato popolare “lasciateci respirare”

Giada Zandonà – Gruppo micologico naturalistico culturale Monselice

Carla Manfrin – Il colibrì tutti i colori del mondo

Michelina Rossi – Italia Nostra Onlus

Flores Baccini – Circolo Legambiente Este

Giulio Piras – LIPU

Fabio Calaon – Spiritus Mundi Onlus

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code