“Comitato della Bassa padovana” per il Sì al Referendum del 17 aprile

Per appoggiare le ragioni del Sì al Referendum del 17 aprile 2016, indetto per fermare le trivellazioni e rilanciare le energie rinnovabili, si è costituito un “Comitato della Bassa padovana” a cui aderiscono diverse associazioni del territorio. Per avere copia del volantino da diffondere, per sostenere con la propria presenza i banchetti richiesti a Este e Monselice, basta una mail a legambiente.este@gmail.cominfo@lasciatecirespirare.it

Banchetti richiesti

Este: Piazza Maggiore sabato 2 e sabato 9 aprile dalle 9.00 alle 13.00 domenica 3 e domenica 10 aprile dalle 16.00 alle 20.00 per la propaganda del referendum.

Monselice: Piazza San Marco domenica 3, lunedì 4, domenica 10, lunedì 11 aprile dalle 9.00 alle 13.00 banchetto e mostra informativa;  sabato 9 aprile dalle ore 15.00 alle 20.00 sit-in con banchetto, mostra informativa e interventi in Piazza Mazzini.

referendum bassa 1 referendum bassa 2Il 17 aprile 2016 il popolo italiano sarà chiamato a votare per il referendum contro la norma introdotta dall’ultima legge di Stabilità che permette a tutte le attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas in mare entro le 12 miglia dalla costa di continuare “a tempo indeterminato”. Contro questa norma hanno preso posizione 9 Regioni, tra cui il Veneto, promuovendo un referendum per chiedere ai cittadini: “ Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. Dunque chi vuole in prospettiva eliminare le trivelle dai mari italiani deve votare SÌ, mentre chi vuole che le trivelle restino senza una scadenza voterà no.

TANTE BUONE RAGIONI PER DIRE SÌ

Sì perché UNA PERDITA DI PETROLIO SAREBBE UN DISASTRO
Quando parliamo di trivelle offshore, nessuno può escludere un incidente. E in un mare chiuso come il Mediterraneo, un disastro petrolifero causerebbe danni gravissimi e irreversibili. Si pensi all’incidente avvenuto nel 2010 nel Golfo del Messico alla piattaforma Deepwater Horizon che ha provocato il più grave inquinamento da petrolio mai registrato nelle acque degli Stati Uniti.

Sì perché CI GUADAGNANO SOLO I PETROLIERI
Per estrarre petrolio le compagnie devono versare dei “diritti”, le cosiddette royalties. Ma per trivellare i mari italiani si pagano le royalties più basse al mondo: il 7% del valore di quanto si estrae. E i petrolieri ringraziano.

Sì perché LA RICCHEZZA DEL NOSTRO PAESE NON È IL PETROLIO
Il 17 aprile puoi scegliere: lasciare che i nostri mari diventino un far west di petrolieri, mettendo a rischio a tempo indeterminato il Mediterraneo, la sua fauna, la pesca sostenibile, il turismo, oppure far capire al Governo che il nostro vero “petrolio” è rappresentato dalla bellezza delle coste, dal paesaggio, dalla cultura …

Sì perché LE TRIVELLE NON RISOLVONO I NOSTRI PROBLEMI ENERGETICI
Bucare i fondali non risolverà la nostra dipendenza energetica dall’estero. Come ammette anche il governo, le riserve certe di petrolio nei mari italiani equivalgono a 7-8 settimane di consumi nazionali e potremmo estrarre gas per soddisfare i consumi di 6 mesi. Ne vale la pena?

Sì perché LA VITTORIA DEL “SÌ” NON FAREBBE PERDERE POSTI DI LAVORO
La vittoria del sì non fermerebbe alcuna attività estrattiva, ma la cessazione avverrebbe progressivamente, secondo la naturale scadenza delle concessioni (da 5 a 30 anni). Al contrario puntare su un sistema energetico diffuso e sostenibile (solare, eolico, geotermico …) porterebbe alla nascita di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro.

Sì perché UN FUTURO 100% DI ENERGIA RINNOVABILE È POSSIBILE
La lunga crisi e la spinta delle fonti rinnovabili di questi anni hanno cambiato il sistema energetico italiano. Mentre negli ultimi 10 anni i consumi energetici calavano del 2,3% e la produzione termoelettrica scendeva del 34,2%, le fonti rinnovabili crescevano arrivando a coprire il 40% del fabbisogno elettrico nazionale. Nel 2014 l’Italia è stato il primo Paese al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi elettrici. In Italia oggi ci sono oltre 850mila impianti da fonti rinnovabili, che danno lavoro ad oltre 60mila persone, tra diretti e indiretti, con una ricaduta economica pari a 6 miliardi di euro.

Sì perché FERMARE LE TRIVELLE VUOL DIRE ESSERE COERENTI CON GLI IMPEGNI PRESI CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI
Alla Conferenza ONU sul Clima, tenutasi a Parigi lo scorso dicembre, l’Italia – insieme ad altri 194 paesi – ha sottoscritto uno storico impegno a contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5 gradi centigradi, perseguendo con chiarezza e decisione l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili.

Sì perché FERMARE LE TRIVELLE VUOL DIRE ESSERE CUSTODI DEL CREATO
Ricordiamo infine quanto ha scritto Papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’: «Sappiamo che la tecnologia basata sui combustibili deve essere sostituita progressivamente e senza indugio…»

Per appoggiare le ragioni del SI’ abbiamo costituito un “Comitato della Bassa padovana” a cui aderiscono le associazioni:

Circolo Legambiente “Dai Colli all’Adige” di Este, Comitato “Lasciateci Respirare”, “Progetto GAIA” , Italia Nostra di Este, Sportello Sociale Contro la Crisi di Este, La Vespa di Battaglia Terme, La Bilancia bottega del Commercio Equo di Este, il “Colibrì – tutti i colori del mondo” di Monselice, ADL-Cobas, GASdotto Este-Baone, Roberto Milan, sindaco di Bagnoli di Sopra e molti singoli cittadini.

Per maggiori informazioni consulta i siti: www.fermaletrivelle.it ; www.legambiente.it/referendum-stop-trivelle; www.italianostra.org;

thumbnail of VOLANTINO BASSA referendum 17-04-2016

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