Che cosa ci raccontano i nomi delle strade

La cancellazione delle donne dalla storia è evidente in ogni ambito: dai libri scolastici alla toponomastica cittadina, la memoria collettiva ignora o dimentica l’operato delle donne. Non è facile far emergere le figure femminili dall’oblio a cui la storiografia ufficiale le ha condannate, come se non avessero partecipato — pur con le limitazioni a loro imposte — agli eventi. A cura di Carla Manfrin

C’era una volta… il 2011 e Maria Pia Ercolini, insegnante di geografia in un indirizzo turistico, mentre passeggia per Roma con una sua studente, scopre un vuoto: sono pochissime le vie o le piazze intitolate a donne. Dalla rilevazione di questo vuoto nasce l’idea di un percorso dedicato alla toponomastica in una prospettiva di genere. Contatta altre insegnanti, le amiche, le conoscenti, mobilita le studenti e gli studenti e nel gennaio 2012 Toponomastica femminile (Tf) nasce su facebook e si costituisce in associazione nel 2014 con l’intento di restituire voce e visibilità alle donne che hanno contribuito, in tutti i campi, a migliorare la società.

Il gruppo di ricerca, formato da oltre trecentocinquanta associate/i e sedicimila simpatizzanti fb, pubblica articoli e dati su ogni singolo territorio e sollecita le istituzioni affinché strade, piazze, giardini e spazi urbani in senso lato, siano dedicati a donne.

Dal censimento toponomastico nazionale condotto dal gruppo in questi anni in Italia risulta che per ogni 100 strade intitolate a uomini, solo 7,5 sono state dedicate a donne e circa il 60 per cento dei luoghi pubblici intitolati a esse portano nomi di benefattrici, martiri, suore, religiose, sante e madonne mentre sono dimenticate scienziate, imprenditrici, artiste o sportive illustri…

E in quel restante 40 per cento quali nomi o professioni comparivano?

“In passato, dichiara Ercolini in una intervista, i primi a introdurre un’intestazione delle strade sono stati i francesi come forma di controllo sulla popolazione. Mentre i nomi di molte vie dei centri storici erano legati a botteghe o professioni, per le professioni femminili quelli più diffusi in Italia sono Via delle donne e Via delle belle donne con cui si indicavano gli antichi bordelli, le Vie Carampane sono una ventina e vanno da Venezia a Napoli. A Firenze il Comune ha deciso di cambiare il nome di Piazza della Passera, mentre ci sono targhe divertenti come Via delle Streghe a Perugia o insegne curiose come Via delle Zoccolette a Roma. Il nome deriva da un conservatorio che si trovava proprio in questa strada, nei pressi di Via Giulia, frequentato da bambine che indossavano sempre zoccoli”.
Come da millenaria tradizione, le donne possono essere solo o madonne o puttane…

Perché chiedere l’intitolazione di una via o una piazza ad una donna?

Perché quello a cui non viene dato un nome — e quindi non viene nominato — non esiste.

Non si tratta di scatenare una sterile gara sui numeri per questione di parità ma offrire alle giovani generazioni modelli di riferimento femminili a cui ispirarsi. E le nuove generazioni hanno bisogno di nuovi e diversificati modelli di riferimento femminili perché di maschili ne hanno già molti. Non è solo una questione di giustizia ma soprattutto di consapevolezza: senza “role models” femminili, ragazze e ragazzi hanno una visione distorta della vita. La cancellazione delle donne dalla storia è evidente in ogni ambito: dai libri scolastici alla toponomastica cittadina, la memoria collettiva ignora o dimentica l’operato delle donne.

Non è facile far emergere le figure femminili dall’oblio a cui la storiografia ufficiale le ha condannate, come se non avessero partecipato — pur con le limitazioni a loro imposte — agli eventi.

Dalla constatazione di questo gap sono partite le tante iniziative rivolte sia alla scuola sia all’intera cittadinanza, attraverso concorsi e corsi di formazione, mostre fotografiche e documentarie, convegni e conferenze, raccolta di tesi di laurea, performance e salotti letterari, itinerari turistici in ottica di genere e pubblicazioni.

I lavori di ricerca di Toponomastica femminile si estendono all’intero territorio nazionale e si espletano secondo le modalità del crowdsourcing avvalendosi quindi del contributo attivo di quante e quanti, su base volontaria, hanno aderito al progetto attraverso le piattaforme web e in particolare facebook, il cui omonimo gruppo conta oggi 16.000 aderenti.

I dati acquisiti sono stati censiti preferibilmente attraverso il diretto coinvolgimento delle amministrazioni locali (laddove sia stato accolto l’invito a fornire informazioni sull’odonomastica da parte dei singoli Comuni); in molti casi sono stati rilevati dagli stradari ufficiali messi a disposizione dagli uffici di toponomastica e soprattutto dagli elenchi delle Agenzie del Territorio. L’acquisizione dei dati è costantemente in sviluppo.

Il completamento delle rilevazioni dei censimenti di gran parte delle province, tuttavia, permette di elaborare delle prime rappresentazioni grafico-statistiche allo scopo di agevolare l’analisi dei contenuti pubblicati nella sezione “Censimenti” del sito dell’associazione: https://www.toponomasticafemminile.com/

Il progetto sta inoltre iniziando a contagiare altre “piazze” europee e il lavoro collettivo sta aggiornando i dati sulla toponomastica femminile di Parigi, Barcellona e Lisbona. Se in Italia le strade con nomi femminili sono l’8 per cento a Parigi sono il 10: per lo più ispirate a nomi di laiche, rivoluzionarie, scienziate, letterate, femministe e artiste. A Barcellona la sindaca della città sta rimuovendo le titolazioni stradali dedicate a personalità legate al franchismo, sostituendole con nomi di figure femminili di spicco.

Toponomastica femminile fa parte della Rete per la Parità, collabora e stipula convenzioni con atenei, centri studi, istituzioni, associazioni, gruppi di ricerca, testate giornalistiche; è presente nelle commissioni toponomastiche di alcune grandi città italiane e ha esteso la sua azione in ambiti internazionali, ricevendo attenzione dai media europei ed extraeuropei e riconoscimenti dalle istituzioni comunitarie.

Toponomastica femminile ha un sito ricco e attivo https://www.toponomasticafemminile.com/ che è decisamente interessante visitare. E da poco ha creato una sezione Giovani, importante per passare il testimone, che ha aperto un suo sito specifico, volto all’utilizzo dei social in modo attivo e intelligente https://www.giovani.toponomasticafemminile.com/index.php/it/

È giunto all’ottava edizione il Concorso per scuole di ogni ordine e grado e atenei “Sulle vie della parità”, con lavori di ricerca che provengono da moltissime classi e scuole di tutta Italia https://www.toponomasticafemminile.com/sito/index.php/didattica/scuola/concorsi1

Vitamine vaganti è la rivista ufficiale dell’associazione, registrata presso il Tribunale di Roma il 16 marzo 2019, per dare voce alle associate e agli associati. https://vitaminevaganti.com/

Dall’attualità alla politica, dall’economia al turismo, dalla salute alla buona tavola, attraverso le arti, la scienza, la musica, la letteratura, lo spettacolo e tanto altro, la testata, in uscita ogni sabato, intende spaziare dal quotidiano all’insolito, dal vicino al lontano, per restituire alla memoria l’agito delle donne, farsi portavoce delle minoranze, distruggere e decostruire gli stereotipi, rileggere la storia adottando punti di vista meno diffusi.

È disponibile anche Vitamine per leggere, un inserto a cadenza mensile dedicato alla scuola https://vitaminevaganti.com/vitamineperleggere/ : è il risultato di un progetto finanziato dalla Regione Lazio per approfondire le tematiche legate all’informazione e alla sua manipolazione, combattere razzismo, sessismo, omotransfobia e i tanti pregiudizi che guastano il mondo. Dalla sezione Iuvenilia emergono pensieri e parole di ragazze e ragazzi.

L’associazione collabora con Wikimedia Italia, per favorire l’inserimento di biografie femminili all’interno dell’enciclopedia virtuale. https://www.wikimedia.it/wikidonne-perche-anche-le-donne-vanno-raccontate/

Molte le mostre di Toponomastica femminile prodotte in questi anni: dalle panoramiche a carattere geografico (targhe cittadine, provinciali, regionali ed estere) alle esposizioni tematiche (Donne e lavoro, Madri della Repubblica, Le Giuste, Donne di penna e d’azione sulle strade del mondo, Note femminili, Donne e arti, L’universo femminile tra storia e politica, Scienziate/STEM, Viaggiatrici…) https://www.toponomasticafemminile.com/sito/index.php/iniziative/mostre-fotografiche

L’archivio fotografico di Toponomastica femminile ha superato il migliaio di immagini, nazionali ed estere. Chiunque voglia contribuire ad arricchirlo invii le proprie foto via mail, dando, a ogni file in formato jpg, un nome che ne renda possibile la classificazione: Luogo dell’intitolazione, nome e cognome della figura intitolata, nome e cognome della fotografa.

Tf ha prodotto, inoltre, le guide di Toponomastica femminile: una collana editoriale che raccoglie i percorsi di genere creati dal gruppo di ricerca toponomastico.

Queste guide alla visita della città colmano un vuoto: non esisteva, infatti, alcuna trattazione specifica – rivolta a viaggiatrici e viaggiatori, curiose e curiosi, amanti delle arti con interesse per le figure femminili – dedicata a un percorso “di genere” in cui il filo conduttore sono le donne. Donne nella storia, nelle arti, nella fede, nella cultura, nel lavoro, donne reali e immaginate, donne del passato e del presente, insomma donne che possano ben rappresentare quello che le donne sono e che sono state.

Camera d’autrice è l’iniziativa di Toponomastica femminile indirizzata alle strutture ricettive del Paese.

Locandiere, direttrici, conduttori e conduttrici di alberghi che condividono i temi delle pari opportunità e intendono valorizzare l’ingegno femminile, dedicano una serata e intitolano una delle loro camere a una letterata, preferibilmente collegata al territorio. Le ospiti e gli ospiti troveranno all’interno della stanza libri, foto e richiami alla figura e all’opera della scrittrice in questione.

Al momento si può soggiornare nella stanza Alda Merini nell’Hotel Giulia a Camaiore

o in quella dedicata ad Anna Kuliscioff nell’Hotel Olimpia a Imola

L’ultima camera è stata intitolata nel 2019 dal B&B Alle Zagare di Refrontolo,  in provincia di Treviso, alla pittrice Emma Ciardi vissuta dal 1879 al 1933.

Calendaria è il progetto nato nel 2021, con respiro triennale, che prevede la stampa di un calendario da parete, formato 30×30 (aperto 60×30) dedicato a donne dell’UE che hanno lasciato il segno nei diversi campi; è affiancato da pubblicazioni biografiche digitali, trilingue con cadenza settimanale, sulla rivista Vitamine vaganti, contribuendo alla sensibilizzazione nelle scuole per la conoscenza delle donne menzionate e presso le istituzioni per una loro intitolazione di spazi pubblici.

Non mancano le iniziative di solidarietà.

I biscotti toponomastici nascono da un’idea di Nadia Cario, referente veneta di Toponomastica femminile, e di Laura Teruzzi, responsabile commerciale della Cooperativa sociale Work Crossing, consorziata con la Pasticceria Giotto che dal 2005 opera nella Casa di Reclusione padovana “Due Palazzi”. La cooperativa sociale ha in carico 35 carcerati-pasticcieri e la professionalità acquisita ha inciso positivamente sulle loro vite: la recidiva a ricadere nel crimine è passata in 13 anni di impegno dall’80% al 2%.

Grazie all’incontro delle due ideatrici e al lavoro dei grafici romani e padovani, la produzione dolciaria dei carcerati si fa veicolo di conoscenza della vita di tante donne illustri e meno note.

Sono state realizzate, infatti, quattro diverse scatole che contengono, oltre ai biscotti di alta pasticceria confezionati singolarmente, una cartolina con la foto di una targa stradale femminile e, sul retro, la storia e l’immagine della protagonista.

Le scatole, di forma cubica, presentano sul coperchio un quadro d’insieme delle 32 targhe, mentre le pareti esterne descrivono brevemente l’attività di Toponomastica femminile e della Pasticceria Giotto. Non poteva mancare l’invito a rendersi cittadinanza attiva nella proposta di nuove intitolazioni femminili ai diversi comuni. L’iniziativa viaggia ora sull’intero territorio nazionale.

Altra iniziativa solidale è stata attivata il 27 agosto 2016, immediatamente dopo il tragico evento che ha colpito le regioni dell’Italia centrale: è nata la campagna “Toponomastica solidale-ci aiutate ad aiutare?” L’obiettivo era quello di dare la possibilità a bambine, bambini, ragazze e ragazzi di affrontare con qualche disagio in meno un difficilissimo anno scolastico. Nel giro di qualche settimana è stata organizzata la consegna diretta del materiale didattico e libri a scuole e docenti delle zone terremotate laziali e marchigiane.

Allora, poniamoci di nuovo la domanda: perché chiedere l’intitolazione di una via o una piazza a una donna?

La risposta è, di nuovo, perché quello a cui non viene dato un nome — e quindi non viene nominato — non esiste.

La storia e la memoria femminile sono mutilate e incomplete, quando non del tutto cancellate. Spesso le giovani generazioni non conoscono quanto, in passato, è stato costruito in termini di espressioni culturali, ricerche scientifiche, esperienze politiche, battaglie civili e sociali, ignorano quanto le donne hanno contribuito a costruire e migliorare il mondo in cui viviamo.

Illuminare di luce nuova i traguardi e le conquiste raggiunte dalle donne nel passato può guidare verso il rafforzamento dei rapporti intergenerazionali, verso la difesa delle eredità ricevute e può concorrere a far rispettare il valore delle differenze, sviluppando al tempo stesso un pensiero critico alternativo ai dominanti modelli maschili e femminili, ancora fortemente stereotipati e conformisti.

Scriveva Cristina Trivulzio di Belgioioso “Vogliano le donne felici ed onorate dei tempi avvenire rivolgere tratto tratto il pensiero ai dolori ed alle umiliazioni delle donne che le precedettero nella vita, e ricordare con qualche gratitudine i nomi di quelle che loro apersero e prepararono la via alla non mai prima goduta, forse appena sognata felicità!”.

Per chi intendesse collaborare ai progetti di Toponomastica femminile o richiedere informazioni: toponomasticafemminile@gmail.com

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