I senza casa non devono pagare per lo scandalo di Via S. Giacomo

Sono passati poco più di due mesi da quando “Nuova Monselice” e ADL – Cobas hanno organizzato un sit-in di fronte al cantiere ATER del PIRUEA di San Giacomo, per denunciare la scandalosa gestione di questa storia da parte delle ultime tre amministrazioni comunali.

Lungi dal trovare una soluzione, questa vicenda si sta impelagando sempre di più in una strada senza uscita.

È del 15 maggio scorso, la delibera di giunta che promuove l’azione giudiziaria per l’annullamento della convenzione con la C.G.M. di Monselice a seguito della comunicazione, da parte del legale della CGM, dell’avvio delle procedure di concordato preventivo. Tale convenzione, stipulata ancora all’inizio del 2011, prevedeva una permuta dell’area comunale con le sovrastanti case popolari da demolire con tre appartamenti che C.G.M. avrebbe dovuto realizzare per il Comune.

Nella delibera leggiamo che, secondo il legale già incaricato dal Comune, la convenzione ha la possibilità di essere annullata per vizio del consenso dovuto all’erroneo convincimento che la costruzione degli appartamenti fosse garantita da polizza fideiussoria”. Restiamo allibiti da quest’affermazione: non avrebbe dovuto, l’amministrazione, verificare la copertura fideiussoria prima di stipulare la convenzione?

Ma in questa delibera ci si dimentica anche di citare tra le premesse un passaggio importante, ovvero che lo scorso anno la C.G.M. aveva ceduto il ramo d’azienda ad un’altra società, la Belvedere S.p.A.. Quest’ultima avrebbe dovuto poi farsi carico della polizza fideiussoria prestata dalla ditta C.G.M. s.r.l. a garanzia degli impegni convenzionali, oltre che del pagamento degli oneri concessori ancora dovuti al Comune per la realizzazione dell’intervento edilizio di propria competenza. Ci troviamo di fronte ad un pasticcio dal quale, temiamo, il Comune ne uscirà con le ossa rotte e a pagare sarà ancora la collettività.

Governare 16 anni senza costruire un alloggio pubblico, anzi, mettendo in vendita parte del patrimonio di edilizia popolare, ha sicuramente favorito la lobby dei costruttori, ma sta generando una ricaduta sociale pesantissima sulle famiglie meno abbienti.

Il Sindaco e l’ATER trovino subito il modo di completare i lavori della palazzina quasi conclusa e procedano all’assegnazione, alle famiglie in graduatoria o sotto sfratto.

Francesco Miazzi – candidato Ven[e]to nuovo

Christianne Bergamin  -Nuova Monselice

2015-03-07 11.00.23

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