Domenica 15 marzo 2026 oltre 500 persone hanno sfilato per le vie di Monselice contro il progetto di un supermercato da 1.900 mq nell’area ex Rubini, nel cuore del Parco dei Colli Euganei. In gioco 6.000 metri quadrati di verde vincolato e il sedime delle mura medievali della città.
Oltre cinquecento persone hanno percorso domenica mattina le vie di Monselice per dire no alla cementificazione dei Colli Euganei. Un lungo corteo — famiglie, bambini, associazioni e comitati da tutta la provincia — ha attraversato il centro storico partendo dall’area ex Rubini di via Marconi fino ai piedi del Colle della Rocca, dove si è tenuto un sit-in finale.
Al centro della protesta c’è il progetto approvato dal Consiglio Comunale lo scorso ottobre: un supermercato Despar da 1.900 metri quadrati con oltre 100 parcheggi nell’area ex Rubini, che comporterebbe la perdita di circa 6.000 metri quadrati di suolo oggi in gran parte a verde, all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, in un’area vincolata dal 1958.
«Dopo la manifestazione di Torreglia torniamo a mobilitarci contro un modello di sviluppo che sta rompendo l’identità dei Colli», ha detto Francesco Miazzi del Comitato Lasciateci Respirare Monselice, ricordando anche l’impatto sociale del progetto: la ricollocazione del punto vendita comporterebbe la chiusura dell’attuale negozio in via Valli, privando il quartiere del Carmine di un servizio di prossimità per anziani e famiglie.
Monica Buson di Ambiente e Società Monselice ha puntato il dito sulle contraddizioni dell’amministrazione: «Questa nuova costruzione comporterebbe il deturbamento del cono visivo del Colle della Rocca, aumentando il traffico e l’inquinamento». E ha aggiunto: «Si chiude l’unico punto vendita nel quartiere del Carmine, privandolo di un servizio di prossimità, e si porta altro traffico a ridosso della rotonda di via Orti, già ampiamente in sofferenza».
Non è solo una questione di numeri. Il progetto interesserebbe il sedime della storica cinta muraria medievale di Monselice e il cono visivo del Colle della Rocca. Un elemento che ha trasformato la manifestazione in qualcosa di più di una semplice protesta: secondo quanto denunciato da Italia Nostra Padova, nessun documento istituzionale — né l’ufficio tecnico del Comune, né la Soprintendenza, né l’Ente Parco — cita quelle mura nelle rispettive istruttorie.
La mobilitazione è la seconda di una serie che ha già toccato Torreglia a febbraio, quando in ottocento si erano ritrovati contro il magazzino Luxardo. Il coordinamento delle associazioni ambientaliste ha annunciato che le prossime tappe saranno Galzignano e Battaglia Terme, dove altri progetti premono sul territorio dei Colli.
Il dato di contesto pesa: dal 2006 al 2023, nel Parco Colli Euganei sono stati cementificati 270 ettari di suolo, l’equivalente di circa 400 campi da calcio. La richiesta dei promotori è chiara: il ritiro della variante urbanistica e l’apertura di un confronto pubblico sul futuro del territorio. «Il suolo perso non torna, il paesaggio distrutto non si ricostruisce», è il messaggio che ha scandito la giornata.

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