Striscioni colorati, cartelli, musica e cori hanno attraversato il centro di Torreglia trasformandolo in un grande spazio di partecipazione civile. Ottocento persone domenica 8 febbraio si sono date appuntamento per dire basta al consumo di suolo nei Colli Euganei e chiedere un cambio di rotta nelle scelte di sviluppo che stanno interessando il territorio del Parco.

Fermare il consumo di suolo e la devastazione del paesaggio
Una mobilitazione partecipata e trasversale: associazioni ambientaliste, comitati, cittadini, famiglie e rappresentanti politici hanno sfilato insieme, uniti dalla richiesta di maggiore tutela per un’area di straordinario valore paesaggistico e ambientale, riconosciuta come Riserva della Biosfera MAB–UNESCO.
Il caso Luxardo simbolo della protesta
Torreglia non è stata scelta a caso. Qui è previsto il progetto di ampliamento dello stabilimento della Luxardo S.p.A., storica azienda del maraschino, che ha presentato un’istanza per la realizzazione di un magazzino semi-automatizzato in ampliamento all’impianto esistente.

Il progetto prevede una struttura di oltre 3.200 metri quadrati, alta circa 10 metri, con la perdita di più di 12.000 metri quadrati di area verde oggi coltivata a marasche, elemento identitario del paesaggio agricolo locale e simbolo dello stesso marchio. L’area è classificata come parco, sottoposta a vincolo paesaggistico dal 1976 e si trova in prossimità di Villa dei Vescovi, bene tutelato dal FAI.
«È il simbolo di una visione di sviluppo giudicata incompatibile con il contesto dei Colli Euganei», ha spiegato Christianne Bergamin, rappresentante delle associazioni ambientaliste. «Pur riconoscendo il valore dell’azienda e della sua storia, contestiamo la collocazione scelta e l’impatto su un’area delicata e vincolata».
Intanto qualcosa si muove: il FAI ha risposto alla lettera inviata dai cittadini e ha già avviato la richiesta di accesso agli atti sul progetto presso il Comune di Torreglia. Un primo risultato che i promotori leggono come il segnale che la mobilitazione sta producendo effetti concreti.

Gli altri fronti: Monselice e Civrana
La protesta, però, ha allargato lo sguardo oltre Torreglia. A Monselice, nell’area ex Rubini – sottoposta a vincolo paesaggistico dal 1958 – è prevista la realizzazione di un supermercato di circa 1.900 metri quadrati con oltre cento posti auto. L’intervento comporterebbe la demolizione di capannoni, di un’abitazione e di alberi esistenti, con la cementificazione di circa 6.000 metri quadrati oggi in gran parte a verde, in un cono visivo di pregio verso il Colle della Rocca.
Preoccupazioni anche tra Battaglia Terme e Galzignano Terme, nell’area della Civrana alle pendici del Monte Croce, dove si ipotizza un nuovo punto della grande distribuzione in un contesto paesaggistico già segnato dalle attività estrattive. «Superfici e volumi che deturpano il paesaggio e sollevano grandi interrogativi sulle scelte urbanistiche all’interno del Parco», ha sottolineato Claudio Pedron dell’associazione La Vespa.

“Non contro lo sviluppo, ma per uno sviluppo diverso”
Il messaggio lanciato dalla manifestazione è chiaro: non una battaglia contro l’impresa o contro lo sviluppo, ma la richiesta di un modello capace di coniugare economia e tutela del territorio.
«I Colli Euganei sono un patrimonio comune che va rispettato e difeso», ha ribadito Francesco Miazzi del comitato Lasciateci Respirare. «Chiediamo alle istituzioni di ascoltare i cittadini e ripensare a questi progetti, prima che decisioni irreversibili compromettano definitivamente il paesaggio e l’equilibrio ambientale del Parco».
Il consumo di suolo in aree vincolate, l’aumento delle superfici impermeabili e la localizzazione di grandi strutture commerciali e industriali in contesti agricoli e naturali – sostengono i comitati – appaiono scelte incoerenti, soprattutto in presenza di aree già urbanizzate potenzialmente idonee.
La giornata dell’8 febbraio segna dunque un punto di svolta. «Da oggi – è stato detto dal palco – non sarà più possibile portare avanti impunemente progetti di questo tipo». Gli amministratori locali, gli enti del Parco e la Regione dovranno fare i conti con una cittadinanza che ha dimostrato determinazione e capacità di organizzazione.
La mobilitazione, assicurano gli organizzatori, non si fermerà qui. Perché la difesa dei Colli Euganei, ripetono, non è una battaglia ideologica ma una responsabilità collettiva verso il territorio e le generazioni future.



