Monselice: via libera ad un nuovo supermercato

L’Amministrazione Comunale di Monselice propone un accordo pubblico-privato che elimina il verde pubblico, per fare spazio al cemento di un nuovo Supermercato, mettendo in pericolo il cono visivo del Colle della Rocca e assestando un altro colpo all’economia e alla vita del centro storico.

Scheda

Con la Deliberazione della Giunta Comunale n. 35 del 18-03-2021 ad Oggetto: “Proposta di accordo pubblico privato ex art. 6 l.r. n.11/2004 e ss.mm.ii. tra il Comune di Monselice e Ditta Stecchini Albina -riconoscimento interesse pubblico – parere preliminare”, si da il via libera alla costruzione di un nuovo supermercato.  Dalla documentazione allegata alla Delibera, il gruppo interessato sarebbe Eurospin.

L’area interessata si trova in Via Marconi nr.12, per complessivi mq 6.783, attualmente ricadente in zona territoriale omogenea “A” con destinazione in parte “Residenziale” e in parte “Verde Pubblico”, all’interno della quale insistono due fabbricati principali ed in particolare a Est un edificio residenziale unifamiliare, sviluppato su due livelli, a Ovest un fabbricato produttivo di un solo piano;

La proposta di accordo presentata dalla parte privata prevede l’approvazione da parte del Comune di una variante urbanistica che determini la rimozione del vincolo conformativo a verde pubblico/attrezzature d’interesse collettivo, nonché, l’attribuzione di un’unica destinazione urbanistica a tutta l’area di tipo Specialistico – Commerciale, per la realizzazione di un fabbricato con superficie coperta di progetto pari a mq 1.895,22 con superficie di vendita non superiore ai 1.500 mq con contestuale rilascio del permesso di costruire per la realizzazione di un fabbricato ad uso commerciale.

Come giustificano l’accordo Pubblico-privato

Secondo i nostri amministratori questa proposta di accordo persegue un indubbio “rilevante interesse pubblico” in quanto:

– sotto il profilo urbanistico ed ambientale, la realizzazione di una sede commerciale al dettaglio per la vendita di prodotti alimentari e non alimentari, avente superficie di vendita inferiore ai 1.500 mq, favorisce l’effettiva riqualificazione e il concreto recupero dell’area degradata di proprietà della parte privata;

– sul versante sociale ed economico risponde ai bisogni primari ed agli interessi della comunità locale ed agli obiettivi di sviluppo e di miglioramento dei servizi, consentendo di dotare la zona di una nuova media struttura di vendita di generi alimentari e non;

– dal punto di vista occupazionale permette la creazione di nuovi posti di lavoro, atteso che

all’interno dell’unità commerciale è previsto l’impiego di un organico composto da 9/10 persone per turno, così per complessive stimate 20 unità giornaliere, provenienti dal territorio;

– sotto l’aspetto patrimoniale consente al Comune di introitare la somma di € 168.252,18, corrispondente alla quota perequativa prevista, che l’Amministrazione ha intenzione di destinare ai lavori di restauro dell’ex Chiesa di Santo Stefano di Via Matteo Carboni e di proprietà comunale, situata nelle immediate vicinanze dell’area interessata dalla variante urbanistica e inserita quale opera, nel programma triennale dei lavori pubblici

Considerazioni

L’area interessata riveste un ruolo delicato dal punto di vista paesaggistico in quanto rientra nel cono visivo del Colle della Rocca. Per questo motivo nel PRG la destinazione era prevalentemente residenziale e verde pubblico. Un’impostazione urbanistica coerente che verrà stracciata da un edificio che interesserà quasi 2000 mq e ancora una volta porterà al sacrificio di aree destinate a verde pubblico.

Ormai i supermercati di medie e grandi superfici stanno imperversando in tutta la cintura urbana, giustificare il nuovo supermercato come risposta alle esigenze della comunità, dovrebbe semplicemente far vergognare chi ha scritto e votato una simile dichiarazione.

Sostenere che l’ex Chiesa di Santo Stefano è situata nelle immediate vicinanze dell’area interessata, non merita nemmeno un commento.

Il ritorno in termini di economia e di occupazione di queste strutture di vendita ha un impatto occupazionale pesantemente negativo. Sono ormai numerosi gli studi che evidenziano la perdita di 3-4 posti di lavoro nel commercio al dettaglio a fronte di ogni nuovo posto di lavoro nella grande distribuzione.

Questa scelta prosegue nella pratica dello svuotamento del centro storico, di fatto destinato alle sole attività della movida e precluso a residenti e famiglie. Annunciare grandi progetti di rilancio e poi approvare simili strutture nella cintura, significa voler continuare a prendere in giro commercianti e cittadini.

“Monselice – Ambiente e Società”

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