Vittime della caccia: quanti sono i responsabili?

Si è chiusa il 31 gennaio la stagione venatoria. Come ogni anno il numero di incidenti è elevatissimo. Proporzionalmente, le  vittime della caccia  sono di più dei morti per incidenti stradali. L’intervento che pubblichiamo è di Michele Favaron, coordinatore della sezione padovana di Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Enrico Zanettin di Bovolenta non è solo una Vittima della caccia. È una Vittima dello Stato italiano.

Parlare di caccia in Italia è un tabù, perché “la caccia non si tocca.”

“Sciacallo, avvoltoio, squalo, profittatore, deruba-cadaveri”: sono questi gli epiteti per chi osa dire che anche questa tragedia poteva essere evitata.

Rompiamo allora il silenzio e questa ributtante ipocrisia italiana che cercherà di mettere a tacere anche questa disgrazia.

Enrico Zanettin non è il primo.

Prima di accusare di cinismo gli anticaccia, che da anni chiedono l’abolizione di questa pratica, sarebbe meglio che l’esame di coscienza, oltre ai filo caccia, se lo facessero i politici italiani.

Da molto tempo l’Associazione Vittime della caccia[1] sta mostrando ai politici di professione e alla popolazione di questo Paese il numero di vittime di armi da caccia.

Lo fa attraverso un rapporto annuale nel quale sono raccolti i dati[2] delle vittime (morti o feriti) per armi da caccia. “I dati citati sono il frutto di rassegne stampa occasionali e non rappresentano quindi la globalità del fenomeno, pertanto si possono ritenere sottostimati” avvertono addirittura dall’Associazione.

Ma nonostante questo, ciò che ne esce è un vero e proprio bollettino di guerra (ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©Copyright – http://www.vittimedellacaccia.org):

stagione venatoria 2007/2008: 30 morti e 79 feriti. Tra i morti, 4 non erano cacciatori (tra questi un minore). Tra i feriti, 20 non erano cacciatori (tra questi 3 minori). Mentre nell’arco dell’intero anno solare 2007 risultano 47 morti (1 minore) e 81 feriti per armi da caccia;

  • stagione venatoria 2008/2009: 42 morti e 94 feriti. Tra i morti, 17 non erano cacciatori. Tra i feriti, 27 non erano cacciatori. Minori coinvolti 12. Non conteggiato un bimbo di dodici anni, residente a Torreano di Cividale (UD) che sviene ed è soccorso all’ospedale per una crisi d’ansia provocatagli da uno sparo partito a distanza  ravvicinata dal fucile di un cacciatore (Il Messaggero Veneto, Udine, 9 Ottobre 2008);
  • stagione venatoria 2009/2010: 31 morti e 86 feriti. Di questi, in ambito venatorio (durante le battute di caccia) 18 feriti e 1 morto (1 bambino morto per emulare i cacciatori) non erano cacciatori. Invece in ambito extra-venatorio (armi da caccia che provocano vittime al di fuori dell’attività venatoria) 12 feriti e 6 morti non erano cacciatori. 1 minore (sedicenne) morto per imperizia nel maneggiare l’arma incustodita dal padre cacciatore;
  • stagione venatoria 2010/2011: nel solo ambito venatorio 25 morti (1 non era cacciatore) e 75 feriti (16 non cacciatori). Includendo anche l’ambito extra-venatoria la conta delle vittime per armi da caccia sale a 53 morti e 88 feriti totali;
  • stagione venatoria 2011/2012: vittime per armi da caccia in ambito venatorio 11 morti (1 non era cacciatore) e 75 feriti (13 non cacciatori). Prendendo in considerazione l’ambito extra-venatorio (riconducibile comunque all’attività venatoria) dobbiamo aggiungere 16 morti (12 non cacciatori) e 7 feriti (5 non cacciatori);
  • stagione venatoria 2012/2013: 21 morti e 97 feriti nel solo ambito venatorio. Di questi 3 morti e 16 feriti non erano cacciatori e, in particolare, 2 morti e 1 ferito erano minori. Considerando anche l’ambito extra-venatorio dobbiamo aggiungere 11 morti e 22 feriti, di cui 8 morti e 16 feriti non cacciatori, e tra questi sono 6 i minori vittime: 3 morti e 3 feriti. Sommando ambito venatorio ed extra-venatorio sono 9 i minori vittime: 5 morti e 4 feriti;
  • stagione venatoria 2013/2014: 13 morti e 69 feriti nel solo ambito venatorio. Di questi, 1 morto e 19 feriti non erano cacciatori.12 morti e 11 feriti in ambito extra-venatorio. Di questi, 10 morti e 9 feriti non erano cacciatori. Totale 25 morti e 80 feriti, di cui 11 morti e 28 feriti non erano cacciatori;
  • stagione venatoria 2014/2015: 88 casi di vittime per armi da caccia. In particolare 22 morti e 66 feriti. Di questi, 4 morti e 21 feriti (3 bambini) non erano cacciatori.

Con un Comunicato del 31.01.2016[3] l’Associazione Vittime della caccia ha annunciato che il  dossier di fine stagione venatoria 2015/2016 sarà disponibile sul sito dell’Associazione http://www.vittimedellacaccia.org dal 2 febbraio 2016. Nei giorni immediatamente successivi saranno pubblicate le altre sezioni, tra cui quella dedicata agli animali domestici vittime dei cacciatori.

Ma sono giù uscite le prime anticipazioni: 84 persone fucilate – 17 i morti e 67 i feriti – ma 1 morto (minore) e 15 feriti (di cui 3 minori) sono le vittime estranee all’attività venatoria.

“La regione che più lascia i suoi abitanti in balìa dei cacciatori questa volta – proseguono dall’Associazione Vittime della caccia – pare essere il VENETO, con sei vittime tra la gente comune:  cinque feriti, tra cui due bambini e l’ultimo, il 15enne morto in provincia di Padova.”

Nel Dossier del 2002 “Se la caccia fosse un lavoro”[4] Filippo Schillaci calcolò che si muore di caccia almeno 6.4 volte più frequentemente che sul lavoro. Inoltre, la probabilità che un incidente di caccia abbia esito mortale è 297 volte maggiore che negli incidenti sul lavoro.

Con gli stessi principi dello studio “Se la caccia fosse un lavoro” Massimo Tettamanti, chimico ambientale e criminologo forense, nella sua ricerca “Armi da fuoco: tendenze e contraddizioni italiane” confrontò i morti di caccia con i morti in incidenti stradali, arrivando ai seguenti risultati:

  • caccia: un incidente mortale ogni 544.183 “giornate” di caccia;
  • strada: un incidente mortale ogni 634.658 “giornate” di guida.

Quindi, in proporzione, considerato il numero di praticanti (autisti o cacciatori) e il numero di ore destinate all’attività (guida o caccia) si muore di più di caccia che di incidenti stradali![5]

In un’intervista del 5 gennaio 2013[6] Daniela Casprini, Presidente dell’Associazione Vittime della Caccia, riferiva: “Abbiamo chiesto al Ministero dell’Interno i numeri delle morti per caccia e ci hanno risposto che non li hanno quantificati perché i loro dati includono tutti i tipi di armi e non solo quelle ad uso caccia.” E ancora: “Le vittime della caccia o i familiari attendono anche 7-8 anni prima di vedersi riconosciuto il danno. Le assicurazioni cercano sempre mille appigli per non pagare e ci sono cause che vanno avanti davvero per troppo tempo, con costi da sostenere e anticipare, e a discapito di chi già ha avuto una disgrazia e stress enormi. Questa è una vera ingiustizia.”

E allora, di cosa ci meravigliamo? Che sia morto l’ennesimo ragazzo innocente, questa volta nell’opulento, laborioso e “onesto” Nord-Est invece che in qualche “sventurato e arretrato” paesino del Sud Italia, di cui non ce ne frega niente?

I parlamentari italiani pensano davvero di promuovere la salute pubblica e il benessere sociale della comunità, ad esempio sostenendo l’emendamento del Senatore Stefano Vaccari (Partito Democratico) – finito poi nel “Collegato ambientale – Legge Stabilità 2016”, grazie al quale vengono ora condonati torri e altane di caccia in base al solo possesso della licenza venatoria?[7]

La morte di Enrico Zanettin di Bovolenta viene spacciata come una tragica fatalità ma, in un Paese come l’Italia, dove lo Stato si disinteressa completamente delle Vittime della caccia e, al contrario, continua ad avallare provvedimenti favorevoli alla caccia, assume tutti i contorni di una premeditazione.

Quanti sono i responsabili? 

 Michele Favaron

[1] http://www.vittimedellacaccia.org/

[2] http://www.vittimedellacaccia.org/component/content/article/42-dossier/3036-i-dossiers-vittime-della-caccia-i-dati.html

[3] http://www.vittimedellacaccia.org/ultimissime/3150-csvittime-caccia-84-persone-fucilate-a-veneto-e-lombardia-la-maglia-nera.html

[4] http://www.ambientediritto.it/Dossier/2002/Caccia_Lavoro.htm

[5] http://www.carloconsiglio.it/divietodicaccia.htm

[6] http://www.faunalibera.it/approfondimenti/caccia_uccide_uomini.pdf

[7] art. 7, comma 5° 3-bis e 3-ter Legge 28/12/2015 n° 221, G.U. 18/01/2016 “Collegato ambientale alla Legge di Stabilità 2016: le nuove norme sulla green economy” http://www.altalex.com/documents/news/2016/01/07/collegato-ambientale-approvato-dalla-camera

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