Bocciato il centro commerciale, ma anche l’amministrazione comunale di Due Carrare

Non hanno bocciato solo il centro commerciale le recenti sentenze del TAR e del Consiglio di Stato: hanno bocciato anche il Sindaco e la sua amministrazione“, dichiarano in un loro comunicato i Comitati “La nostra Terra” e “lasciateci respirare”. Il riferimento è alla vicenda del Centro Commerciale di Due Carrare che si voleva costruire di fronte al castello del #Catajo e che potete leggere qui.

Comunicato stampa

 Non hanno bocciato solo il centro commerciale le recenti sentenze del TAR e del Consiglio di Stato: hanno bocciato anche il sindaco e la sua amministrazione.

Non possiamo farci niente… ci sono i diritti acquisiti… e i risarcimenti … solo dall’alto possono intervenire…”. Queste le loro ricorrenti dichiarazioni. Inutili tutti i nostri tentativi di smontare questa posizione in apparenza pilatesca, in realtà a favore della realizzazione del centro.

Speriamo abbiano maggior effetto le argomentazioni dei giudici, che dimostrano come gli amministratori locali potevano essere protagonisti più attivi e coraggiosi (a parte quelli inequivocabilmente fautori e complici dell’operazione ai quali speriamo rimorda la coscienza per le loro scelte sciagurate).

Nella sentenza del Consiglio di Stato viene tra l’altro richiamato un precedente particolarmente significativo a tale proposito. Un’operazione nella sostanza analoga a quella del nostro centro commerciale aveva già ottenuto tutte le approvazioni da Comune di Marino, nella campagna romana, e Regione Lazio nel 2011/2013.

Ma la nuova amministrazione comunale nel 2018 (anche le date richiamano il caso nostro) ha avuto il coraggio di bloccare convenzione e permesso di costruire. Sollecitando nel contempo la Regione (anche questa nel frattempo cambiata e non più complice dell’operazione come la precedente) a prendere dei provvedimenti risolutivi. Che nel caso specifico sono consistiti nell’ampliamento del Parco regionale dell’Appia Antica, comprendendo e tutelando le aree oggetto del mega intervento edilizio.

In un contesto di problemi del tutto simili al nostro qui è stata la Corte Costituzionale, con la sentenza 276 del 2020, quella appunto richiamata dal Consiglio di Stato, a ritenere legittima l’operazione mettendo in chiaro che salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio vengono prima di veri o presunti diritti acquisiti.

E dimostrando così in concreto, quanto sia fondata quella incisiva osservazione del TAR per cui “se una rigorosa salvaguardia dei beni ambientali e culturali fosse un’esigenza condivisa nella prassi dalle amministrazioni comunali non vi sarebbe neppure la necessità dell’apposizione di vincoli da parte dell’Amministrazione statale.”.

Speriamo che l’amministrazione voglia ora far tesoro di queste sentenze. Ne potranno essere banchi di prova, tra l’altro, le scelte da fare per il prossimo futuro di quest’area. A cominciare dal recupero dell’ex motel, in un contesto che ha interessanti potenzialità a patto di non lasciare spazio a operazioni di chiaro stampo speculativo.

Comitato La nostra Terra

Comitato popolare “lasciateci respirare” -Monselice

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