La vicenda dell’area ex Rubini entra in una fase decisiva tra lo stop del Parco Colli alla variante urbanistica e nuovi interrogativi ambientali. Un caso che riaccende il dibattito sul futuro del territorio e sulla sua tutela.
Bocciata senza appello la variante ex Rubini: il Parco Colli ferma il cemento alle pendici della Rocca
MONSELICE – Il progetto per il nuovo polo commerciale nell’area ex Rubini, in via Marconi, non è soltanto fermo: si trova ora al centro di una vicenda complessa che intreccia vincoli ambientali stringenti e un potenziale caso di inquinamento.
Da un lato, il Parco Regionale dei Colli Euganei ha emesso una bocciatura netta della variante urbanistica; dall’altro, resta aperto il fronte della segnalazione relativa a possibili rifiuti tossici interrati, su cui si attendono le mosse del Comune di Monselice.
La “sentenza” del Parco: il Piano Ambientale ferma il progetto
Il Direttore del Parco ha respinto senza appello la variante approvata dal Consiglio comunale (delibera n. 62/2025), che prevedeva la trasformazione dell’area con la realizzazione di una struttura commerciale Aspiag da circa 1.900 metri quadrati.
Alla base del diniego c’è una criticità definita strutturale e non sanabile: l’area è classificata dal Piano Ambientale come “prevalentemente vegetata”, una destinazione che impone limiti precisi all’edificazione e la tutela dell’equilibrio tra spazi costruiti e naturali.
Secondo il Parco, la realizzazione di un supermercato con oltre 100 posti auto avrebbe compromesso in modo radicale questa impostazione, superando il limite di edificabilità del 10% previsto per contesti di elevato valore paesaggistico.
Nel provvedimento emerge anche un richiamo esplicito al Comune: in passato, si evidenzia, sarebbero state gestite varianti urbanistiche senza la necessaria verifica di compatibilità con l’Ente Parco. Un passaggio che ribadisce con forza il ruolo dell’ente nella tutela del territorio.
A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge la mancanza della Verifica Preventiva dell’Interesse Archeologico (VPIA), obbligatoria in quanto l’area insiste sul sedime della cinta muraria storica, vincolata fin dal 1958.
L’ombra dei rifiuti: il caso del piazzale
Parallelamente allo stop urbanistico, emerge un secondo fronte potenzialmente critico. Una segnalazione anonima, datata 25 marzo e trasmessa al consigliere Francesco Miazzi, ipotizza l’interramento di rifiuti pericolosi nel piazzale dell’area, risalente ai primi anni Novanta.
Secondo quanto riportato, sotto il terreno potrebbero trovarsi:
- batterie d’auto e sostanze acide,
- tubi catodici contenenti piombo,
- componenti elettroniche e rottami metallici.
Il rischio principale riguarda la possibile contaminazione della falda acquifera, considerata la natura altamente inquinante di questi materiali se dispersi nel suolo per lunghi periodi.
Accertamenti in stallo: competenze e attese
Sul fronte degli accertamenti, la situazione appare ancora in fase preliminare.
ARPAV ha indicato che spetta al Comune avviare le verifiche iniziali, ricordando che, in base alla normativa vigente, è il sindaco l’autorità competente a disporre eventuali interventi di rimozione e bonifica.
L’ULSS 6 Euganea ha confermato la propria disponibilità a effettuare valutazioni sanitarie, ma solo dopo l’esito delle indagini ambientali. Anche la Regione Veneto resta in attesa di aggiornamenti ufficiali.
Ne emerge un quadro in cui l’avvio concreto delle indagini – ad esempio tramite carotaggi o analisi geofisiche – dipende da una decisione operativa del Comune.
La mobilitazione dei cittadini
La bocciatura del Parco viene accolta come un risultato importante dai comitati e dalle associazioni che, il 15 marzo, avevano portato in piazza oltre 500 persone.
Un esito che si inserisce in una lunga tradizione di mobilitazioni per la tutela dei Colli Euganei. Tuttavia, i promotori invitano alla cautela: la vicenda potrebbe proseguire sul piano amministrativo o legale.
Le richieste restano chiare: evitare ogni ipotesi di nuova cementificazione e garantire trasparenza e verifiche immediate sullo stato del sottosuolo.
Perché, come sottolineano gli attivisti, “il suolo perso non torna e il paesaggio distrutto non si ricostruisce”.
𝐒𝐄𝐑𝐕𝐈𝐙𝐈𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐓𝐆𝐑 𝐕𝐄𝐍𝐄𝐓𝐎 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐕𝐈𝐀𝐑𝐈𝐀𝐍𝐓𝐄 𝐄𝐗 𝐑𝐔𝐁𝐈𝐍𝐈 – 𝐌𝐎𝐍𝐒𝐄𝐋𝐈𝐂𝐄 12-04 2026 https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2026/04/monselice-no-al-supermercato-bocciato-da-ente-parco-progetto-di-variante-del-comune-1b254d19-47af-43b9-a992-e8d5bb9c55d3.html
𝐋𝐀 𝐌𝐎𝐁𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐏𝐀𝐆𝐀
𝐈𝐋 𝐏𝐀𝐑𝐂𝐎 𝐂𝐎𝐋𝐋𝐈 𝐇𝐀 𝐁𝐎𝐂𝐂𝐈𝐀𝐓𝐎 𝐋𝐀 𝐕𝐀𝐑𝐈𝐀𝐍𝐓𝐄 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐒𝐔𝐏𝐄𝐑𝐌𝐄𝐑𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐍𝐄𝐋𝐋’𝐀𝐑𝐄𝐀 𝐄𝐗 𝐑𝐔𝐁𝐈𝐍𝐈 𝐃𝐈 𝐌𝐎𝐍𝐒𝐄𝐋𝐈𝐂𝐄. https://www.facebook.com/reel/2527956704343262/?s=single_unit


Il Mattino e Gazzettino di padova 31-03-2026


