Ciclo dei rifiuti: Monselice peggio di tutti i Comuni del Bacino Padova Sud

I dati Arpav sulla produzione totale dei rifiuti urbani, raccolta differenziata e residuo per l’anno 2018, parlano chiaro. Una ricerca sullo storico e sui dati forniti da ISPRA fornisce un quadro poco edificante per la bassa padovana e per Monselice in particolare.

Partiamo dal Bacino Padova Sud che raggiunge la media del 69,7% di Raccolta Differenziata (RD). Un dato tra i peggiori della Regione, poiché lo colloca all’ottavo posto sui 12 Bacini veneti (in coda, quelli delle grandi città). Dentro al Bacino Padova Sud, sui 54 Comuni che lo compongono, Monselice si trova all’ultimo posto con il 65% di RD.

Altro dato pesantemente negativo riguarda la produzione di rifiuti. A fronte di una media regionale di 447,7 Kg per abitante e una media del nostro Bacino pari ai 448 Kg, a Monselice spetta il record con la produzione di 607 Kg/abitante. Ancora più preoccupante è il dato della quantità di rifiuto indifferenziato (il secco), che a Monselice è di 174 Kg per abitante, mentre la media del Bacino è di 115,1 Kg e quella regionale di 121,7 Kg.

Se guardiamo alcuni dati storici, scopriamo che ad esempio già nel 2002 Monselice aveva raggiunto la percentuale del 64%, migliorando pochissimo negli anni per sfiorare il 67% nel 2012. Se guardiamo i dati forniti da ISPRA, i rifiuti prodotti nello stesso anno erano pari a 9.464 tonnellate, mentre nel 2018 sempre nel nostro Comune hanno superato 11.077 tonnellate.

È chiaro ed evidente che qualcosa non funziona e che l’attenzione su questo tema deve essere fortemente innalzata e vanno presi provvedimenti strutturali importanti ed immediati, anche per poter almeno soddisfare gli obiettivi del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani e Speciali, che prevede il raggiungimento del 76% di RD al 2020. Ci piacerebbe vedere la nostra città raggiungere e migliorare le prestazioni di Vedelago (TV, 16.790 abitanti) dove la RD è pari all’81,4% dei rifiuti e dove se ne producono solo 271 Kg /ab/anno, molto meno della metà prodotta a Monselice.

COSA FARE?

Riprendiamo qui solo alcuni spunti che arrivano dal Centro ricerca “Rifiuti zero”, dove per la riduzione dei rifiuti propongono: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto, utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione delle sporte di plastica con sporte riutilizzabili etc.  

Ma tante altre indicazioni utili arrivano per il riciclaggio, il riuso e la riparazione. Sempre come esempio comprensibile, al mercato e alle varie feste bisogna collocare i bidoni per la raccolta differenziata, evitando quello che succede adesso, dove si procede a una raccolta che mescola tutto (umido, carta, vetro, alluminio, plastica etc).

QUALCHE CONSIDERAZIONE

In questi anni sul ciclo dei rifiuti abbiamo dovuto costatare una gestione fallimentare, dove la commistione tra politica e affari ha prodotto la bancarotta della Padova TRE srl e un buco superiore ai 30 milioni di € che rimane tuttora da ripianare. Abbiamo assistito all’enorme crescita di una partecipata come SESA, diventare punto di raccolta e trattamento per i rifiuti che arrivano da ogni parte della penisola, salvo poi dover fare i conti con sversamenti insostenibili di compost (di dubbia qualità) e digestato nelle nostre campagne.

Ora con la nuova/vecchia amministrazione di Monselice si tratta di capire se continuerà ad assecondare quest’andamento o vorrà imboccare la necessaria inversione di tendenza. Solo in questo caso potremo assicurare la nostra fattiva collaborazione.

Monselice “Ambiente e Società”

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