Con i forestali per salvare il Parco

La drammatica situazione che ogni anno gli operai forestali stagionali del parco si trovano a dover affrontare è lo specchio di una politica miope e incapace, che non è in grado di capire e valorizzare quelli che sono i veri tesori della Regione e che invece si accanisce a martoriare e mortificare considerandoli spese inutili.

Possibile che periodicamente si debba arrivare al punto di fare sit-in, proteste, manifestazioni per chiedere quello che dovrebbe essere sacrosanto,  che anzi la stessa politica dovrebbe supportare e promuovere?

Come si può pensare il lavoro vero e costante che gli operai forestali svolgono, e che rappresenta una preziosissima e capillare azione di salvaguardia e custodia di un territorio sulla quale si incardinano tutte le fondamentali attività del Parco Colli,  debba essere ogni anno incasellato in ambiti fittizi, quello di  progetti specifici individuati dal Parco stesso nella speranza che la Regione li approvi concedendone il finanziamento? Il frangente attuale, con l’amministrazione regionale in scadenza e la difficoltà che il consiglio regionale si riunisca per approvare questi fantomatici “progetti”, rende ancora più evidente questo paradosso.

Questa inammissibile situazione si perpetua dal novembre del  2011, quando la Giunta Regionale , dando attuazione frettolosamente alla Legge finanziaria regionale senza le dovute analisi e distinzioni, procedette, con un provvedimento temporaneo, alla riduzione della spesa per il personale. Il provvedimento “tampone” venne poi reiterato più volte nel corso degli anni successivi.

In questo modo il “riordino” e la “razionalizzazione”, certamente necessarie,  si sono tradotte d’emblée  in un taglio indiscriminato che riesce contemporaneamente a creare un danno enorme a 26 famiglie e ad affossare un bene prezioso che invece occorrerebbe far fruttare.

In parallelo a questo, sul fronte legislativo, in questi ultimi anni abbiamo assistito ad un tentativo, da parte della Regione, di  riforma dell’ente tramite una proposta di legge che negli sbandierati intenti mirava a razionalizzarlo e a ridurne i costi ma che nella sostanza lo voleva azzerare e svuotare del suo significato.

Quello, per contro, che non si è pensato di eliminare sono i fondi milionari per foraggiare grandi opere inutili e dannose, come quelli recentemente  deliberati dalla Giunta Regionale, per continuare con lo scavo nel colle della Rocca e realizzare l’ascensore.

Non possiamo accettare un simile atteggiamento da parte della Regione, e non possiamo accettare nemmeno che da parte delle amministrazione locali non si faccia una azione di forte dissenso e opposizione a questa gestione sciagurata del nostro territorio e dei suoi cittadini.

Monselice, 2 aprile 2015

Francesco Miazzi a nome del gruppo “Nuova Monselice”

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