Via libera al nuovo campeggio di Lispida… ma con prescrizioni di tutela ambientale.

Tra i provvedimenti dell’ultim’ora, la giunta regionale ha deliberato in questi giorni l’approvazione alla variante parziale al Piano Ambientale dei Colli Euganei, riguardante l’area ad est del colle di Lispida, che consentirà la realizzazione di un campeggio.

La nostra posizione rispetto alla primo progetto presentato al Comune dal proprietario dell’area è stata di forte opposizione in quanto veniva proposta una cementificazione pesante e un ipotesi di presenze che avrebbe avuto un impatto fortissimo sulla delicata natura dei luoghi.

Questa volta la questione sembra porsi in maniera diversa poiché le prescrizioni dettate dalla Commissione di Valutazione Tecnica Regionale impongono una serie di paletti che in linea teorica rassicurano: alcuni molto netti e precisi quali il divieto di ridurre la superficie boscata e di impermeabilizzare ulteriormente il suolo; altri più interpretabili e soggettivi, come il rispetto delle aree naturali o di pregio, gli interventi di mitigazione paesaggistica e geomorfologica, il mantenimento della permeabilità faunistica.

Pensiamo sia giusto avere un atteggiamento propositivo e non difensivo, nei confronti delle risorse naturali e del territorio. Un atteggiamento che valorizzi e non cristallizzi, che si impegni nei confronti di tutto l’ambiente coinvolgendo le persone in una attiva partecipazione. Pensiamo che il Parco non costituisca un interesse esclusivamente naturalistico ed ecologico ma assuma un respiro territoriale ricco di contenuti e funzioni sociali, economiche, educative, culturali.

Restiamo tuttavia in guardia sui rischi che corrono i beni naturali e paesaggistici quando vengono utilizzati come leva per attrarre flussi turistici. L’eccessivo sfruttamento può portare a processi di impoverimento e di degrado che determinano danni non solo ambientali ma anche sociali ed economici: le nuove infrastrutture, l’aumento del consumo delle risorse e della produzione di rifiuti e di emissioni, la modificazione degli ecosistemi, gli impatti estetici e visivi, la perdita dell’identità sociale e culturale locale.

Per questo motivo attendiamo di vedere come verranno declinate le prescrizioni da parte del proponente e in quella sede faremo le nostre osservazioni.  Nell’atto costitutivo del parco nazionale di Yellowstone è scritto “per il beneficio e il godimento della gente e delle future generazioni”: questo è un obbligo morale che sentiamo anche per il nostro Parco e al quale non ci sottrarremo in alcuna occasione.

Francesco Miazzi candidato “Ven[e]to nuovo”

Christianne Bergamin “Nuova Monselice”

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