La Soprintendenza ha bocciato le antenne sulla Torre civica.

A seguito di un nostro accesso agli atti, abbiamo appreso che la SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI PADOVA, TREVISO E BELLUNO ha espresso parere negativo all’installazione di una stazione radio base Wind Tre sulla Torre Civica dell’Orologio.

Con nostro stupore abbiamo inoltre constatato che i primi atti di diniego risalgono già al dicembre dello scorso anno. In particolare, il 19 dicembre 2025 la Soprintendenza aveva trasmesso un formale preavviso di diniego, nel quale erano già chiaramente indicate le motivazioni che avrebbero poi portato al rigetto definitivo del progetto.

Eppure né il Consiglio Comunale né i cittadini sono mai stati informati di questo importante passaggio. Nei mesi successivi, mentre il dibattito pubblico proseguiva e numerosi cittadini continuavano a chiedere chiarezza sul futuro della Torre, nessuna comunicazione è arrivata dall’allora sindaca né dal vicesindaco che le è subentrato a gennaio.

Ricordiamo che nel marzo 2025 la maggioranza aveva approvato la concessione di parte della cella campanaria della Torre Civica a Wind Tre per l’installazione di antenne e apparati tecnologici. Una scelta che avevamo contestato fin dall’inizio e che aveva suscitato una forte mobilitazione cittadina, culminata nell’abbraccio simbolico della Torre e nella raccolta di numerose firme.

La Soprintendenza ha ritenuto il progetto incompatibile con la tutela del monumento, evidenziando il valore storico eccezionale della Torre Civica e il grave impatto che antenne, parabole e strutture tecniche avrebbero avuto sia sull’immagine esterna sia sugli spazi interni del bene monumentale.

La notizia che la Torre non ospiterà antenne è certamente positiva e rappresenta una vittoria per tutti i cittadini che si sono impegnati nella difesa di uno dei simboli più importanti della nostra città.

Resta però una domanda alla quale l’ex amministrazione dovrebbe rispondere: perché il preavviso di diniego del 19 dicembre 2025 non è mai stato reso noto alla cittadinanza e al Consiglio Comunale?

La trasparenza non dovrebbe dipendere dalle richieste di accesso agli atti dei consiglieri. Su vicende che riguardano il patrimonio storico della città e che hanno coinvolto centinaia di cittadini, l’informazione tempestiva e completa avrebbe dovuto essere un dovere istituzionale.

Christianne Bergamin – Monica Buson – Francesco Miazzi – Consigliere/i Comunali “Insieme per Monselice”

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