La “cura del ferro” per migliorare l’ambiente e favorire una mobilità sostenibile

Francesco Miazzi, candidato consigliere alle regionali per Ven[e]to Nuovo, si rivolge ai pendolari per parlare dei trasporti regionali. La politica regionale dei trasporti deve conciliare il diritto alla mobilità con la riduzione dell’inquinamento e degli impatti ambientali, che hanno un costo sociale che grava su tutti. Questo non può che avvenire implementando le infrastrutture e il transito ferroviari. La stessa commissione europea stabilisce che entro il 2050 la maggior parte del trasporto di passeggeri sulle medie distanze deve avvenire mediante ferrovia.

La “cura del ferro” per migliorare l’ambiente e favorire una mobilità sostenibile

Lettera aperta ai colleghi pendolari

A differenza di altri candidati, che salgono sui treni una volta ogni 5 anni per farsi campagna elettorale, a me non serve fare questo, perché come molti di voi faccio il pendolare da oltre vent’anni. Ho vissuto e continuo a vivere con voi tutte le “passioni” quotidiane dei ritardi, dei treni soppressi, del sovraffollamento, delle riduzioni, dei tagli al servizio.

Anche la provincia padovana è stata molto penalizzata, con il taglio di treni locali e il mancato potenziamento delle linee esistenti.

Come sapete, la Regione Veneto avrebbe potuto e potrebbe fare molto in questo settore. Ma gli assessori competenti (qualcuno con grossi guai giudiziari), come le giunte di questi 15 anni di Galan/Zaia, non hanno mai realizzato nulla di concreto e migliorativo: non si costruisce nemmeno un chilometro di linea ferroviaria e in molti casi siamo in presenza di situazioni di abbandono, degrado e chiusura della rete ferroviaria esistente.

Eppure, solo nella nostra provincia di Padova, nuove linee ferroviarie come la Padova-Chioggia e la Monselice-Piove di Sacco, il raddoppio delle linee Padova-Castelfranco V.to e Monselice-Mantova avrebbero potuto togliere dalle strade migliaia di veicoli e fornire un servizio efficiente per fette importanti di popolazione.

Purtroppo anche il documento del 2009, sottoscritto da tutte le categorie economiche (Ascom, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confesercenti, Confindustria, Upa) e dagli amministratori dei 35 Comuni della Bassa padovana, cheprevedeva, oltre al completamento della Sr 10, un progetto di mobilità ferroviaria con l’istituzione di un servizio ferroviario metropolitano cadenzato lungo la tratta Montagnana-Monselice ed il suo prolungamento (via Conselve) fino a Piove di Sacco, la realizzazione di una bretella ferroviaria tra Este e Schiavonia a servizio del nuovo ospedale, è rimasto lettera morta.

Mi candido come Consigliere alla Regione Veneto anche per questo, perché finalmente si riesca a materializzare questo progetto e la Regione fornisca risposte concrete ai pendolari della nostra provincia.miazzi flyer A5 BN

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