Lo SPRAR questo sconosciuto

A Este con l’insediamento della nuova Giunta Comunale, si è riaperto il dibattito sul Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. Loris Ramazzina, persona attiva nel campo del volontariato, interviene per far chiarezza e riportare la discussione sui reali obiettivi di questo progetto.

sprar 1Il sindaco Roberta Gallana: ”nella circolare citata da Piva si precisa che siamo difronte ad un fenomeno dell’evoluzione non pianificabile. Non abbiamo, dunque, alcuna garanzia che lo SPRAR blocchi l’arrivo di nuovi profughi”….

Il consigliere di minoranza Silvia Ruzzon. “Questo rallentamento voluto dalla Gallana ci fa perdere tempo prezioso, i profughi continuano ad arrivare e possono essere smistati e dirottati anche ad Este. Se non è garantito che con lo SPRAR cessino gli arrivi per la prima accoglienza, allo stesso modo non è garantito che evitando lo SPRAR si evitino ulteriori arrivi”…..

A queste affermazioni diventano necessarie alcune considerazioni per sgombrare il campo da strumentalizzazioni politiche di una situazione che si fa ogni giorno più drammatica.

• Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati non è stato pensato per evitare ai Comuni nuovi arrivi di profughi in prima accoglienza ma per dare ai Comuni la possibilità di contribuire a creare percorsi di inserimento sociale e lavorativo (con finanziamento statale da fondi europei) per quei richiedenti asilo a cui è stata riconosciuta una qualsiasi forma di protezione: umanitaria, sussidiaria o internazionale.

• Perché è importante se non indispensabile partecipare, come amministrazioni comunali, a questi progetti? I richiedenti asilo, una volta che si sono visti riconosciuta una qualsiasi forma di protezione non possono più rimanere nelle strutture di prima accoglienza e vengono messi in mezzo ad una strada senza alcun mezzo di sostentamento e prospettiva. In sostanza a queste persone è stato riconosciuto il diritto di rimanere legalmente in Italia ma di non poter viverci in maniera degna.

• Il circuito SPRAR è l’unica possibilità per questi ragazzi, l’alternativa è vivere in insediamenti informali (tendopoli, baraccopoli, capannoni e case abbandonate) in condizioni di marginalità sociale e degrado. E’ questo che vogliamo?

Come si accede al circuito SPRAR? Il Servizio centrale riceve le richieste di accoglienza da Prefetture, Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo, enti locali e associazioni. Analizza le singole segnalazioni al fine dell’individuazione della soluzione di accoglienza più indicata in base alle disponibilità di posti. E’ proprio la disponibilità di posti il problema fondamentale, per tutto il Veneto ci sono 303 posti disponibili, un numero ampiamente insufficiente.

Penso che ci voglia innanzitutto una informazione corretta e un’assunzione di responsabilità collettiva nel praticare delle soluzioni, altrimenti le ricadute nel territorio possono essere devastanti.

E’ sconfortante constatare come, dinanzi a questioni così importanti e delicate, che richiederebbero attenzione e responsabilità da parte di tutte le istituzioni, maggioranza e minoranza a Este si scontrino sul fatto che l’adesione allo SPRAR garantisca o meno il blocco di altri arrivi.

Non si può negare che Este stia già sostenendo una situazione non facile, ma è altrettanto vero che assistere a questo teatrino sui numeri, quando i protagonisti di questa vicenda sono persone che sono drammaticamente fuggite da situazioni disperate, mi ha fatto sentire molto amareggiato e arrabbiato.

Ramazzina Loris – candidato consigliere lista civica “L’Altra Este”
Bassa Padovana Accoglie

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