A come Astoria, A come Amianto, A come asini al comando…

Non c’è verso che i nostri amministratori badino al pur centralissimo ex cinema Astoria. Forse incastonato tra gli edifici storici di piazza Mazzini e le mura medievali, sfugge alla vista.

Evidentemente vale il detto “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”, dato che risulta escluso da ogni proposta di recupero, bonifica e utilizzo pubblico da parte dell’amministrazione comunale.

Il cinema Astoria, essendo “ex”, non figura nemmeno nel censimento dei siti con amianto pubblicato da Arpav ad ottobre 2014. In questo progetto venivano mappati solamente gli edifici adibiti a scuole pubbliche e private e gli edifici pubblici aperti al pubblico, al fine di definire le priorità degli interventi di bonifica.

Eppure l’edificio, che occupa un’area di circa 800 mq, ha ancora l’originaria copertura in eternit che disperde nell’intorno densamente abitato e frequentato le sue nocive particelle di amianto.

Qualche giorno fa è stata pubblicata la Delibera di Giunta Comunale n. 145 con il “Bando contributi a privati per rimozione e smaltimento dell’amianto”, ma l’edificio nemmeno rientra nei parametri previsti.

Potrebbe trattarsi di una “svista” dell’assessore Giorgia Bedin, tenuto conto che il testo è frutto di un copia/incolla testuale dell’omologo bando del comune di Castelfranco Veneto. Però guarda caso, l’unica variazione riguarda la percentuale del contributo comunale a soggetti privati per la rimozione e smaltimento dell’amianto, che a Monselice è ridotta al 50% anziché il 60% previsto dal Comune trevigiano.

All’inizio dello scorso anno il Sindaco Francesco Lunghi aveva dichiarato tramontato ogni ipotesi di riapertura del cinema-teatro, questo perché, a suo dire, i costi di gestione sarebbero stati altissimi (intorno ai 3-400.000 euro l’anno) e, in base ad un’indagine fatta dall’amministrazione, nessuna società sarebbe stata disponibile.

Con questa logica sempre accondiscendente nei confronti delle grandi proprietà, la città di Monselice dovrà tenersi ancora per anni una copertura altamente pericolosa in centro storico.

Il Sindaco, primo responsabile della salute pubblica dovrebbe intervenire con un’Ordinanza, costringendo la proprietà a risanare il tetto e/o procedere con il recupero dell’edificio, cosa che il PAT consente di fare fin da subito.

Monselice è in carenza cronica di spazi pubblici e spazi culturali da anni; è chiaro che le grandi sale cinematografiche sono ormai superate, specialmente in comuni di piccole dimensioni. Per questo sarebbe necessario pensare ad altre soluzioni, possibili con la ricerca di contributi nazionali ed europei finalizzati proprio al finanziamento di questi progetti, capaci di diversificare l’offerta culturale tramite la suddivisione degli spazi.

Ma è chiaro che stiamo parlando con un’amministrazione che predilige favorire l’installazione di tendoni provvisori in campo della fiera…

Christianne Bergamin e Francesco Miazzi – “Nuova Monselice”

Un commento su “A come Astoria, A come Amianto, A come asini al comando…”

  1. Condivido in toto , ma si dovrebbe portare a conoscenza della cittadinanza questo problema ed organizzare qualche raccolta di firme per denunciare questa inadempienza da parte del nostro sindaco alle autorità competenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code