Pubblichiamo il comunicato del Gruppo di Intervento Giuridico, in merito ai ripetuti episodi di abbruciamento di rifiuti da parte di privati cittadini, verificatisi a Veggiano, comune ad ovest di Padova.
Bruciare rifiuti danneggia la salute ed ha costi economici, ambientali e sociali altissimi.
Bruciare i rifiuti provoca forte inquinamento atmosferico in quanto vengono liberate nell’aria grandi quantità di diossina, ossidi di carbonio e di azoto, metalli pesanti, polveri, idrocarburi policiclici aromatici e molto altro.
È una regola fisica (nulla si crea , nulla si distrugge, tutto si trasforma) che vale per sia per gli impianti industriali che per i singoli cittadini che utilizzano questa pratica per smaltire i residui vegetali ed altri tipi di rifiuti.
Con la differenza che mentre per i cittadini è giustamente una pratica illegale, per gli impianti industriali non lo è, anzi!
Grazie alle facilitazioni e allo snellimento delle pratiche autorizzative apportate col Decreto Clini (D.M. 14 febbraio 2013, n.22), infatti, la quantità di rifiuti (che ora hanno cambiato il nome in Combustibile Solido Secondario – CSS) bruciata negli impianti industriali italiani ha visto, in un anno, un incremento quasi del 60%, passando dalle 361.137 nel 2012 alle 573.974 tonnellate nel 2013 (fonte ISPRA).
E tutto questo mentre la comunità scientifica rilancia appelli drammatici per fermare le emissioni, principali responsabili dei cambiamenti climatici in atto.



