Indagine epidemiologica: trasparenza e partecipazione

Comitati e Associazioni chiedono che i dati dell’indagine epidemiologica condotta nei Comuni di Este e Ospedaletto Euganeo, siano messi a disposizione e discussi con i cittadini. A seguire il comunicato stampa. Ne avevamo parlato anche in questi articoli.

Nei giorni scorsi la stampa locale ha dato notizia che sono stati presentati, alle Amministrazioni Comunali di Este e Ospedaletto Euganeo, i risultati dell’indagine epidemiologica condotta nei due Comuni da ULSS e Università di Padova nel periodo 2000-2017.

Il risultato dell’indagine “non ha evidenziato particolari criticità rispetto al territorio di confronto” (Il Mattino di Padova del 06/08/2018) e che le principali cause di morte nei due Comuni sarebbero “le patologie del sistema cardiocircolatorio, seguite da tumori e malattie dell’apparato respiratorio” (ibidem).

A seguito di tale evento chiediamo alle due Amministrazioni di mettere a disposizione i dati dell’indagine e coinvolgere la società civile nell’analisi delle risultanze, delle metodologie di studio e dei parametri utilizzati nell’individuazione del territorio di confronto; tutto ciò nel filone del rapporto tra Amministrazioni Comunali e società civile messo in piedi, dalle stesse, tramite lo strumento del TAT (Tavolo Ambientale Territoriale).

Siamo certi che le due Amministrazioni, avendo convocato diversi TAT, anche per tematiche meno significative, non mancheranno di raccogliere l’istanza ora enunciata.

Nello specifico, gli articoli di stampa non hanno evidenziato se i ricercatori abbiano anche fornito raffronto con i dati storici del territorio di analisi, in modo tale da poter conoscere quale evoluzione abbiano avuto, negli ultimi 50 anni, le 3 patologie che sono emerse quali principali cause di morte nel periodo di analisi.

Crediamo che il dato di raffronto con lo storico sia particolarmente significativo per conoscere la dinamica delle patologie citate, forse anche al di là del dato di raffronto con il territorio di confronto.

Non si può infatti nascondere il fatto che patologie che, decenni fa erano poco significative, abbiano attualmente un tasso di morbosità e di mortalità assai significativi: da incidenza sporadica a livello comunale (decenni fa) ad incidenza significativa persino a livello familiare (nei giorni attuali).

Considerato che alcune di queste patologie hanno anche una significativa componente ambientale (apparato respiratorio – inquinamento dell’aria; malattie cardiovascolari – polveri sottili), i Sindaci (che sono autorità sanitarie ai sensi della legge 833) possono rivestire un ruolo molto importante in fatto di prevenzione.

È perciò che prendiamo come ben più di una semplice promessa l’affermazione riportata secondo cui i 2 Sindaci avrebbero dichiarato di non voler “abbassare la nostra attenzione sul tema della salute”; sperando che le iniziative che verranno attuate in futuro siano ben più incisive di quelle attuate nel recente passato (attuate solo a Este e non anche a Ospedaletto).

Iniziative che non hanno centrato gli obiettivi di qualità dell’aria imposti dalla legislazione; iniziative che sono state prese, tra l’altro, a singhiozzo, pur avendo una significativa incidenza sulla salute collettiva.

  • Comitato popolare “lasciateci respirare” 
  • Italia Nostra – sezione di Este
  • “Progetto Gaia”
  • Associazione “l’altra Este”

 

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