Monselice adotta l’urbanistica “take away”. Qualche Consigliere ne approfitta!

“… Se qualcuno intende farsi ubriacare dalle promesse e dalle parole del Sindaco Francesco Lunghi si può accomodare, però almeno vada prima a verificare che fine ha fatto il famoso edificio che Monselice Uno srl doveva consegnare al Comune… anche quell’operazione era motivata dalla promessa di “centinaia di posti di lavoro”… Il Comunicato di “Nuova Monselice

Scorrendo la Delibera della Giunta Comunale n. 132 del 02-08-2016:“Atto di indirizzo politico di governo del territorio”, troviamo l’elenco delle 16 proposte presentate da parte di soggetti interessati ad un accordo pubblico privato, sulla base dell’ ex art.6 L.R. n.11/2004.

Nelle richieste troviamo interventi molto importanti dal punto di vista dell’impatto ambientale, come quello presentato dalla Cervet srl nell’area artigianale di San Bortolo, dove si richiede un totale di 133.500 mq di superficie coperta e un adeguamento delle altezze degli edifici fino a 32 metri.

Altri già noti e più volte discussi, come i cambi di destinazione d’uso degli ex cinema Roma e Astoria. Poi una vera e propria sequenza di proposte, poco rispettose dei limiti e delle “attività pianificatorie dettate dal P.A.T.I. / P.A.T. approvati, allo scopo di garantire il razionale ed ordinato sviluppo del territorio”. Sembra di assistere alla sagra delle richieste individuali e delle risposte clientelari, piuttosto che all’applicazione dei principi della pianificazione urbanistica.

Cosi troviamo ampliamenti, permute, scambi di volumi e addirittura un campo di volo, dove spuntano nomi noti, grossi immobiliaristi, amici degli amici.

Nell’area ex PEEP di Ca’ Oddo, la nuova edificabilità sarebbe richiesta da una società gestita dal coniuge di una Consigliera comunale. Società che peraltro risulta presente in vari lavori “affidati direttamente” dal Comune di Monselice. In altre richieste, i professionisti sarebbero gli stessi che abbiamo già ritrovato nella fallimentare operazione di Monselice Uno.

In ogni caso, per ognuna di queste proposte sarà necessaria una dettagliata analisi, soprattutto per capire se effettivamente sussiste, come richiesto dalla legge, un “rilevante interesse pubblico” in queste operazioni.

Se qualcuno intende farsi ubriacare dalle promesse e dalle parole del Sindaco Francesco Lunghi si può accomodare, però almeno vada prima a verificare che fine ha fatto il famoso edificio che Monselice Uno srl doveva consegnare al Comune, in cambio delle varie concessioni sostenute dall’amministrazione comunale. Come si ricorderà, tutto è finito in una bolla di sapone, con grave danno alla collettività. E vogliamo ricordare che anche quell’operazione era motivata dalla promessa di “centinaia di posti di lavoro”.

Non manca neppure una nota di colore, visto che tra le 16 richieste che dovrebbero avere un “rilevante interesse pubblico”, spunta anche quella del Consigliere Carlo Guglielmo, proprietario di un edificio in Via Piave, purtroppo un po’ troppo a ridosso della SS 16. Chiede “un credito edilizio di 1000 mc da trasferire in un’area a poca distanza”.

L’interesse pubblico? Cessione gratuita di una fascia  (non specificata nell’entità) del mappale al confine con la SS 16 e “demolizione a proprie spese del fabbricato”. Insomma il Guglielmo, dopo che davanti a quella casa ci ha fatto passare la pista ciclabile,  deve aver pensato che anche lui poteva usufruire di tutta questa manovra e ci ha buttato dentro il suo “affaruccio”.

Si è contenuto, in fin dei conti:  non ha accollato al “pubblico” la demolizione del suo fabbricato!

Nel paese degli affari e delle mistificazioni, anche questo ci può stare.

Gruppo “Nuova Monselice”

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