Progetto CE.R.V.E.T. di Monselice: ignorate le norme del PATI

Nei suoi interventi il Sindaco Francesco Lunghi parla di “insediamento Logistico con un investimento di oltre 250 milioni di euro” e di una ricaduta occupazionale di 400 unità. Tutto da dimostrare, ma il mancato coinvolgimento dei Comuni interessati rappresenta l’ennesima grave lacuna, che potrebbe avere strascichi.

Nell’osservazione alla variante parziale al PRG/PI – ditta CE.R.V.E.T. (Delibera di C.C. n. 59 del 06/10/2016) si era evidenziato come fosse stata disattesa l’obbligatorietà di acquisizione della “Valutazione di compatibilità idraulica“, prima dell’adozione della variante. Come si era rilevata l’assenza di una Valutazione Ambientale Strategica, che in questo contesto di variante al P.A.T.I., doveva coinvolgere tutte le amministrazioni comunali che hanno condiviso la scelta del polo produttivo del Monselicense.

Ma questi purtroppo non sono gli unici aspetti contradditori di una procedura che sembra fatta in modo frettoloso e superficiale. Citiamo qui alcuni esempi.

Al Punto 2.2 lettera e) relativo alle Norme Tecniche del P.A.T.I. c’è un capitolo che riguarda la “Perequazione territoriale e ambientale” che “persegue l’equa ripartizione tra i Comuni dei vantaggi dell’insediamento di attività e degli oneri derivanti dalla realizzazione delle infrastrutture di interesse generale”. Il concetto è poi definito al punto 7 dove sono stabiliti i criteri e le modalità di calcolo dei benefici e dei costi per opere di valenza sovracomunale.

In sintesi il concetto è molto semplice: di fronte ad interventi di grande portata (produttiva, logistica, ambientale, commerciale, etc.) sono coinvolti tutti i Comuni che hanno sottoscritto il P.A.T.I. e nel nostro caso, oltre a Monselice i Comuni di Pozzonovo, Solesino, Sant’Elena, Stanghella, Boara Pisani, Vescovana.

Nei suoi interventi il Sindaco Francesco Lunghi parla di “insediamento Logistico del Gruppo Aspiag con un investimento di oltre 250 milioni di euro” e di una possibile ricaduta occupazionale di circa 400 unità. Sappiamo che sono cose tutte da dimostrare, però a nostro avviso il mancato coinvolgimento dei Comuni interessati rappresenta l’ennesima grave lacuna, che potrebbe avere strascichi di varia natura.

Eppure sembra che al Sindaco (peraltro da anni con delega all’Urbanistica) e ai Consiglieri Comunali sia sfuggito un particolare così rilevante che il P.A.T.I. regola con altro apposito articolo: “La definizione dell’equa ripartizione dei vantaggi e degli oneri tra i Comuni interessati è regolata dalla “convenzione di compensazione”, nel rispetto di quanto stabilito dall’art. 16 della L.R. n. 11/2004

Al punto 5.7 lettera f) si chiede di definire, in coerenza con il P.T.C.P. le aree idonee da destinare alla logistica e alla direzione, organizzazione e promozione delle attività di interscambio di tipo commerciale”. Ecco, questa coerenza è tutta da dimostrare (nel P.T.C.P. quest’area non è destinata alla logistica ma ad attività artigianali e commerciali) e rappresenta un altro grave limite per tutta questa operazione.

Sempre scorrendo le Norme Tecniche del P.A.T.I., al punto 6.1.1 si sostiene che i  piani, i progetti e gli interventi, pur non ricadenti all’interno della Rete Natura 2000, ma situati anche in prossimità di esso, sono soggetti a procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale, e devono prevedere misure di mitigazione qualora apportino incidenze negative. In modo ancor più esplicito si fa rifermento alla Valutazione dell’incidenza Ambientale che l’attuazione del Piano potrebbe avere sul SIC-ZPS IT3260017 “Colli Euganei – Monte Lozzo – Monte Ricco”.

Nonostante questo non è stata presentata la V.I.A., strumento indispensabile per considerare tutti i potenziali disturbi arrecati alle aree di rete Natura 2000 e le eventuali azioni di mitigazione.

Come direbbe Gino Bartali, “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!”

Il Sindaco Lunghi, la Giunta e i Consiglieri Comunali, per una volta, è meglio che ascoltino questo consiglio.

 Il gruppo “Nuova Monselice”

L’area di Via Rovigana – Via Campestrin oggi …

thumbnail of Osservazione Cervet 17-12-2016

4 commenti su “Progetto CE.R.V.E.T. di Monselice: ignorate le norme del PATI”

    1. A quanto pare diciamo di si, lo ha confermato qualche giorno dopo anche il Sindaco di Monselice. ma a quanto sembra per quest’amministrazione va bene così…

      1. ART. 5 Comma 8 L. 106 del 12.07.11
        “Per semplificare le procedure di attuazione dei piani urbanistici ed evitare duplicazioni di
        adempimenti, all’articolo 16 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni, è
        aggiunto, in fine, il seguente comma:
        “Lo strumento attuativo di piani urbanistici già sottoposti a valutazione ambientale strategica
        non è sottoposto a valutazione ambientale strategica né a verifica di assoggettabilità qualora
        non comporti variante e lo strumento sovraordinato in sede di valutazione ambientale
        strategica definisca l’assetto localizzativo delle nuove previsioni e delle dotazioni territoriali, gli
        indici di edificabilità, gli usi ammessi e i contenuti piani volumetrici, tipologici e costruttivi degli
        interventi, dettando i limiti e le condizioni di sostenibilità ambientale delle trasformazioni
        previste. Nei casi in cui lo strumento attuativo di piani urbanistici comporti variante allo
        strumento sovraordinato, la valutazione ambientale strategica e la verifica di assoggettabilità
        sono comunque limitate agli aspetti che non sono stati oggetto di valutazione sui piani
        sovraordinati. I procedimenti amministrativi di valutazione ambientale strategica e di verifica di
        assoggettabilità sono ricompresi nel procedimento di adozione e di approvazione del piano
        urbanistico o di loro varianti non rientranti nelle fattispecie di cui al presente comma”.

        In questo caso c’è il cambio d’uso dell’area oltre all’aumento dell’altezza degli edifici, quindi dovrebbe essere una variante da sottoporre a VAS o quantomeno a screening di VAS.

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