Una scelta disastrosa per la sanità ordinaria di tutta la Bassa padovana

Riportiamo il comunicato firmato dai Consiglieri Comunali di Monselice Santino Bozza, Sandro Giordani, Gianni Mamprin, Francesco Miazzi e Silvia Muttoni. Prende posizione e pone domande precise in ordine al nuovo assetto previsto in ragione dell’individuazione di Schiavonia come “covid hospital”.

Una comunicazione ufficiale chiara tarda ad arrivare, ma, al di là degli annunci roboanti (tipo l’apertura dell’Ospedale di Monselice per le attività ordinarie entro tre giorni), le informazioni con le quali dobbiamo tutti fare i conti sono assolutamente allarmanti.

Già da ieri presso gli Ospedali riuniti Padova Sud (Schiavonia) è “sospesa ogni attività per pazienti esterni, ad esclusione delle sedute dialitiche, radioterapiche e dei servizi psichiatrici”, stessa cosa dicasi per il Pronto Soccorso, trasformato in Punto di Primo Intervento. Sono le parole del Direttore generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto, dott. Mantoan ai Direttori generali.

L’emergenza è grave. Dobbiamo e vogliamo sperare che si tratti di una scelta ben ponderata, ma non ci rimane che prenderne atto.

Resta che una popolazione di 180.177 persone (oltre 73.333 famiglie), di cui oltre il 23% ha più di 65 anni, distribuita sul Distretto più vasto dell’U.l.s.s. n. 6 Euganea, è privata del proprio Ospedale.

È vero che le prestazioni sanitarie erogabili sono state ridotte in tutta la Regione, ma ancora una volta questo territorio pagherà il prezzo più alto soprattutto per le ipotesi più gravi e urgenti: le ambulanze del 118 non porteranno più pazienti a Schiavonia; tutti i servizi sono stati azzerati (anche i servizi di Oncologia e l’Ambulatorio gravidanze a rischio); Chirurgia e Punti nascita saranno trasferiti presso gli Ospedali di Cittadella e Camposampiero.

Siamo tutti preoccupati per quanto sta accadendo qui, come in tutto il pianeta, e siamo convinti che tutti debbano contribuire a rispondere all’emergenza sanitaria. Ma siamo anche persone responsabili e attente a quanto si verifica nel nostro territorio.

Sin dai primi giorni di questa emergenza, abbiamo fornito la nostra disponibilità e la nostra collaborazione con gli amministratori., evitando polemiche e ignorando gli insulti che ci venivano rivolti per il semplice motivo di aver avanzato la richiesta che l’Ospedale di Schiavonia non fosse interamente dedicato all’emergenza covid-19. Abbiamo operato per richiedere un Consiglio Comunale urgente sul punto, arrivando, con le necessarie mediazioni, ad una mozione unitaria votata da tutti i Consiglieri, finalizzata a salvaguardare l’Ospedale e il bisogno di salute della popolazione, contagiati covid-19 e non. Abbiamo chiesto di condividere la nostra mozione con tutti i Sindaci del territorio per amplificarne il consenso e l’efficacia; Sindaci che a loro volta si sono mobilitati chiedendo garanzie e coinvolgimento nelle scelte.

Di fronte a tutto questo, ancora una scelta calata all’improvviso dalla Regione senza adeguata comunicazione e ancora il silenzio imbarazzante del nostro Sindaco, che non sembra aver compreso il ruolo di rappresentante del territorio.

Per questo torniamo a dare voce a quello che le persone stanno chiedendo:

  • come, quando e dove gli interventi urgenti programmati a Schiavonia saranno riprogrammati nel pieno rispetto delle priorità e garantendo che i cittadini del nostro Distretto non saranno penalizzati rispetto ai cittadini dei diversi Distretti?
  • quali misure saranno predisposte per assicurare la tempestività e l’efficacia degli interventi di pronto soccorso e di assistenza al parto, soprattutto nelle aree più periferiche e mal collegate?
  • Ø  è davvero impossibile mantenere attivo presso gli Ospedali riuniti il servizio di Punto nascite e Ostetricia, perfettamente autonomo e indipendente a livello strutturale dal resto del presidio, stante che è già stato attrezzato un percorso di ingresso separato per pazienti con sospetto contagio covid-19?

Inoltre, è essenziale che agli operatori sanitari siano immediatamente forniti i presidi necessari a svolgere il proprio servizio in sicurezza e i farmaci utili al trattamento dei malati covid-19.

È inaccettabile che agli Ospedali riuniti, tanto più oggi che sono destinati alla sola cura dei contagiati, manchi ciò che altri ospedali già hanno.

Infine, dobbiamo prendere nota di un dato.

Quasi un mese di comunicati contraddittori e di notizie date ad operatori e cittadinanza in continuo radicale mutamento ha disorientato tutti, soprattutto i malati, vale a dire le persone più deboli e bisognose di cure.

Si comunichi subito, in modo semplice ed efficace, dove, come e quali saranno i servizi sanitari erogati alla popolazione e quali risposte sono date alle esigenze più concrete e urgenti.

I Consiglieri comunali di Monselice

Bozza Santino   Giordani Sandro   Mamprin Gianni   Miazzi Francesco   Muttoni Silvia

4 commenti su “Una scelta disastrosa per la sanità ordinaria di tutta la Bassa padovana”

  1. Hanno distrutto la sanità veneta, ora perseverano.
    C’è molto troppo da vergognarci per queste strumentalizzazioni di scopo.

  2. Io credo che si starebbe potuto , visto la struttura ampia dell’ospedale, dividere e almeno garantire le visite urgenti tipo : cardiologiche, ginecologiche con il reparto neonatale, oncologiche . Poi per gli altri esami o accertamenti se non urgenti posticipate, altrimenti a Monselice o in altro ospedale o ex ospedale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

code