Le ingerenze del sindaco Lunghi sulla Casa di Riposo di Monselice

Lo scorso luglio ci eravamo rivolti al prefetto, all’autorità tutoria regionale e al difensore civico del Veneto per chiedere una verifica sulla legittimità della ricostituzione del consiglio di amministrazione del Centro Servizi per Anziani.

Nell’esposto avevamo segnalato come la serie di passaggi formali che avevano portato, il 26 giugno scorso, alla nomina da parte del Sindaco di un nuovo consiglio di amministrazione in sostituzione di quello precedente nominato, apparissero in contrasto con le leggi regionali e con la stessa legge costitutiva della IPAB: lo scioglimento del C.d.A non spettava al Sindaco ma all’Autorità Tutoria Regionale.

La tesi era stata accolta e argomentata in seguito dallo stesso Difensore civico regionale che si era immediatamente attivato chiedendo al sindaco Lunghi chiarimenti  riguardo all’iter che aveva portato alla ricostituzione del consiglio di amministrazione del Centro Servizi per Anziani di Monselice.

Nel frattempo, va evidenziato che nulla ha turbato le attività di un C.d.A. di dubbia legittimità: il bilancio è stato approvato, sono stati prorogati contratti e assunto altro personale a tempo determinato,  fino alla recente approvazione della convenzione con l’ULSS 17 per la gestione del punto prelievi e prenotazione di prestazioni specialistiche ambulatoriali.

Alcuni giorni fa il garante dei diritti della persona ci ha inviato il riscontro ricevuto dal  sindaco Lunghi.

Trovando inaccettabile la “non risposta” di Lunghi che alla domanda di spiegazioni dà tautologicamente un’elencazione degli atti amministrativi senza circostanziarne la legittimità, abbiamo immediatamente scritto all’autorità regionale, ossia al dipartimento Servizi Sociosanitari e Sociali, chiedendo di dare riscontro e di intervenire adottando i provvedimenti che sono d’obbligo ai sensi della Legge 241/90 sul procedimento amministrativo.

Confidiamo che l’autorità regionale si pronunci, che il Consiglio Comunale torni ad occuparsi di questo, visto che si crea un precedente pericoloso, dove il Sindaco può rimuovere a suo piacimento, senza averne titolo, l’organo amministrativo di un ente pubblico e autonomo. Auspichiamo che lo stesso C.d.A assuma l’iniziativa di una verifica di legittimità in autotutela.

Diversamente continueremo a fare quanto necessario per ripristinare una situazione di legalità.

Per il Gruppo “Nuova Monselice”: Christianne Bergamin, Francesco Miazzi, Franco Tasinato

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