Il Parco… col buco

Quando, nel novembre 2016, il consigliere regionale Berlato avanzò la proposta di ridurre il territorio del Parco dei Colli Euganei limitandolo ai cocuzzoli del monti, vi fu una sollevazione popolare che coinvolse anche buona parte delle amministrazioni comunali interessate.

La giunta regionale, barcamenandosi tra le pretese di un consigliere politicamente forte e le vibranti proteste del territorio, trovò la via di fuga infilando, nel calderone  della L.R. n. 30/2016 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017”,  un articolo, il n.70,  che modifica la legge regionale n. 38 del 10 ottobre 1989 “Norme per l’istituzione del Parco regionale dei Colli Euganei”. Esso disponeva che i Comuni del Parco, d’intesa con l’Ente Parco e con la Giunta regionale, potessero formulare proposte di riperimetrazione dei confini del Parco stesso, da sottoporre poi al Consiglio regionale.  E così questo trucchetto ha dato origine ad un pasticcio indecente: un parco col buco!

Pubblichiamo, qui di seguito, l’appello che il Coordinamento della Associazioni Ambientaliste dei Colli Euganei ha inviato al presidente Zaia nel tentativo si scongiurare questo obbrobrio.

 

IL PARCO … COL BUCO

All’inizio della storia c’è la provocazione del consigliere Berlato con la sua proposta (novembre 2016) di ridurre drasticamente il perimetro dell’area Parco per facilitare la guerra ai cinghiali.

Di fronte alla sollevazione del territorio, la Giunta regionale si è impappinata. Senza il coraggio di andare avanti, ma anche senza il coraggio di tornare indietro (sfidando i presumibili ricatti del Berlato!). Ed ecco allora la miserabile scappatoia: decida ogni singolo Comune che confini vuole per il Parco. Una decisione indecorosa sotto tutti i punti di vista. Quello in particolare di dare spazio agli amministratori più astiosi nei confronti del Parco. In 3 su 15 (Teolo, Galzignano e Vo’) non perdono l’occasione per avanzare richieste certo neanche lontanamente giustificabili con la lotta ai cinghiali, ma basate solo sulla loro miope visione nei confronti delle potenzialità di questa istituzione.

In realtà Vo’ si è perso subito per strada, Teolo ha presentato delle modifiche al perimetro basate su pretestuose rivendicazioni più che altro burocratiche. Il vero capolavoro l’ha fatto Galzignano, chiedendo l’esclusione dal Parco di tutta l’area delle Valli (arrivando addirittura a comprendere centro storico, villa e giardino di Valsanzibio).

Avendo i Comuni confinanti confermato il perimetro, ne è nato così un Parco … col buco! Che la Regione sembra aver tutta l’intenzione di avallare. Una situazione grottesca sotto molti aspetti, e non servono tante disquisizioni tecniche per dimostrarlo.

Ma è dal punto di vista politico-culturale che questa decisione squalifica amministratori locali e Regione, i suoi vertici in particolare. L’area esclusa non è un’area qualsiasi: quelle valli rappresentano uno degli esempi più significativi di paesaggio agrario storico della nostra Regione. Fino a metà 500 erano valli paludose ed è stata la Serenissima che ha avviato la loro bonifica col famoso “Retrato de Monselese”, uno degli interventi più celebrati della sua storia, al quale sono legati paesaggio e architetture di tutta l’area.

Una vicenda nota a qualsiasi conoscitore, anche dilettante, della storia del nostro territorio. Agli amministratori di Galzignano, ma soprattutto alla Regione, no! O forse sì, ma in ogni caso questo valore storico-culturale passa in secondo piano rispetto alla capricciosa rivendicazione contro il Parco. Che poi in questo caso si riduce con ogni probabilità ad accontentare qualche cacciatore.

Ecco, dentro a quel “buco” ci sta la faccia tosta di chi vorrebbe obbligarci a mettere ad ogni finestra le bandiere della Serenissima, a studiare la sua storia nelle scuole ecc. ecc., ma che non ha alcuna ambizione a valorizzare i veri segni lasciati dalla Repubblica sul nostro territorio.

Caro Zaia, se ci sei batti un colpo, non lasciare che a batterlo, anzi a spararlo, sia solo il Berlato!

p. Coordinamento Associazioni Ambientaliste per il Parco dei Colli Euganei

Christianne Bergamin, Gianni Sandon, Francesco Miazzi,  Flores Baccini

Allegati:
1 – La valle paludosa di Galzignano in una mappa d’archivio del 1534
2 – Il progetto della bonifica in una carta del 1567
3 – Il paesaggio attuale
4 – L’area del Parco col “buco”

 

1 – La valle paludosa di Galzignano in una mappa d’archivio del 1534
2 – Il progetto della bonifica in una carta del 1567
3 – Il paesaggio attuale
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4 – L’area del Parco col buco

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