La Soprintendenza blinda le aree intorno al Catajo

È finalmente giunta la notifica, da parte delle Soprintendenza, di avvio del procedimento per l’imposizione di misure prescrittive di tutela indiretta del Castello del Catajo. L’area interessata al vincolo indiretto è molto estesa e riguarda i comuni di Battaglia, Montegrotto e Due Carrare: comprende tutto il “ferro di cavallo” di Battaglia, la zona di Turri, l’area intorno a villa Mincana e, soprattutto, l’area in cui si vorrebbe far nascere il più grande centro commerciale della provincia.

La misura, che fa riferimento agli art. 45 e 46 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio,  viene motivata “dalla necessità di conservare i caratteri peculiari della cornice ambientale entro la quale il bene in oggetto è collocato, con particolare riferimento alla salvaguardia delle principali direttrici prospettiche e visuali dalle quali è possibile apprezzare il rapporto di relazioni instaurato dall’inserimento del complesso architettonico nel contesto in cui si colloca “.

Il provvedimento ha un effetto immediato poiché, fino a che non siano trascorsi i 120 giorni fissati per la conclusione dell’iter, vieta, cautelativamente, la modificazione dello stato dei luoghi.

Da sottolineare il fatto che la prevalenza dell’interesse pubblico alla tutela del patrimonio culturale rende recessivi gli strumenti di attuazione urbanistico-edilizi, quand’anche siano già stati approvati, in ragione di un principio generale di gerarchia ben esplicitato nell’art.45 del Codice: “gli enti pubblici territoriali interessati recepiscono le prescrizioni medesime nei regolamenti edilizi e negli strumenti urbanistici”. In parole semplici questo significa che non esistono diritti acquisiti, veri o millantati che siano.

Le misure prescrittive, per queste aree interessate da vincolo indiretto, sono volte al mantenimento degli elementi costitutivi del paesaggio e quindi vietano qualsiasi costruzione nei terreni non edificati prescrivendo invece “il mantenimento degli elementi sostanziali relativi all’organizzazione storica del paesaggio agrario quali filari di alberature, baulature, fossi, scoline e cavine esistenti”; per le aree già edificate sono consentite le manutenzioni e i restauri che conservino i caratteri tipologici dell’edilizia storica e, in generale, interventi tesi a migliorare la qualità ambientale. Anche per le strade è prescritto che esse vengano mantenute con le caratteristiche proprie, non menzionando la possibilità di realizzarne altre.

La Soprintendenza conferma quanto in passato affermato sia dalla Regione, la quale da principio aveva stroncato la proposta di trasformare quell’area da agricola a commerciale (poi, come sappiamo, a causa di errori formali che hanno riguardato l’iter e di altre facilonerie, la trasformazione è invece avvenuta), che dalla commissione VIA della Provincia, relativamente al progetto del fabbricato commerciale, la quale nel negare l’approvazione aveva tenuto conto del  Piano Ambientale del Parco Colli (che nella scheda V delle Unità di Paesaggio, nel descrivere gli “assi e fulcri di fruizione visiva”, identifica nella villa del Cataio un fulcro da grande distanza con l’asse principale proprio dall’intesto dell’autostrada) e del parere negativo del MIBAC.

Non dovremmo quindi essere sorpresi di questo provvedimento che era nell’aria, tuttavia ci rincuora e ci fa ben sperare nella più logica delle conclusioni: quell’area deve rimanere un terreno agricolo.

Le istanze e le battaglie che comitati, associazioni e singoli cittadini stanno portando avanti con tanta determinazione hanno finalmente trovato una solida sponda istituzionale. Ma in ogni caso l’iniziativa non subirà battute d’arresto e proseguirà fino alla conclusione certa di questo nefasto progetto.

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Notifica di vincolo Soprintendenza
Mattino di Padova del 22 dicembre 2017
Gazzettino del 22 dicembre 2017
Corriere del Veneto del 12 dicembre 2017

Il servizio del Tg3 del Veneto in onda il 22 dicembre 2017, dove si commenta il provvedimento della #Soprintendenza che blinda le aree attorno al Castello del #Catajo e ferma per ora, la costruzione del mega Centro Commerciale di #DueCarrare

Il servizio del Tg3 del Veneto in onda il 22 dicembre 2017, dove si commenta il provvedimento della #Soprintendenza che blinda le aree attorno al Castello del #Catajo e ferma per ora, la costruzione del mega Centro Commerciale di #DueCarrare

Pubblicato da Francesco Miazzi su Venerdì 22 dicembre 2017

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