Anello ciclabile delle città murate: partono le diffide!

Il Circolo Legambiente di Este, la Sezione di Este di Italia Nostra e il Comitato popolare “Lasciateci respirare”, hanno trasmesso al Presidente della Provincia di Padova e ai Sindaci dei Comuni interessati una lettera avente ad oggetto “Anello ciclabile delle città murate: impraticabilità del percorso e diffida a intervenire“.

Su questa situazione, le associazioni tentano da tempo di riportare l’attenzione degli amministratori e dell’opinione pubblica, senza ricevere però riscontri positivi.  Per questo intervento si sono spesi circa 700.000 euro di soldi pubblici ed ecco spiegato il motivo per il quale la lettera è inviata per conoscenza al GAL Patavino, tramite il quale è stata finanziata l’opera, e alla Corte dei Conti.

Riportiamo integralmente il testo della diffida e i principali allegati.

Al Presidente della Provincia di Padova
e p. c.:
ai Sindaci dei Comuni di Este, Montagnana, Ospedaletto E., Saletto, Megliadino S. Fidenzio, Urbana, Merlara, Piacenza d’Adige, Megliadino S. Vitale, Carceri, Vighizzolo d’Este, Villa Estense, Casale di Scodosia, Santa Margherita d’Adige, Ponso
 al GAL Patavino
 alla Corte dei Conti
 agli organi di stampa

OGGETTO: Anello ciclabile delle città murate: impraticabilità del percorso e diffida a intervenire.

In data 5.9.2013, con Delibera di Giunta provinciale n. 128, è stato approvato il progetto definitivo/esecutivo relativo alla realizzazione della segnaletica turistica dell’itinerario denominato “anello delle città murate”.
Con determinazione dirigenziale 975 in data 8.6.2015 è stata dichiarata l’ammissibilità del Certificato di regolare esecuzione dei lavori per la posa in opera di detta segnaletica.
La situazione in realtà a noi appare tutt’altro che “regolare”.
In effetti l’”anello ciclabile delle città murate”, inteso come percorso unitario frequentabile, NON ESISTE! Per cui la segnaletica che lo propone è da ritenersi INGANNEVOLE. Lo documentiamo sinteticamente.

Premettiamo intanto quanto segue:

Il 18.1.2012 la Giunta provinciale ha approvato la Delibera n. 4 “Realizzazione di un anello ciclabile delle città murate lungo il fiume Frassine e lungo il fiume Fratta. Progetto preliminare”. Il progetto prevede la suddivisione dell’anello, lungo circa 64 km, in 3 lotti:
– lotto 1: da Este a Montagnana
– lotto 2: Comuni di Urbana e Merlara
– lotto 3: da Piacenza d’Adige a Este.

Del 2° lotto è stato approvato in data 27.3.2014, DGP n. 59, il Progetto esecutivo e in data 5.3.2015, con determinazione n. 372 è stata dichiarata l’ammissibilità del Certificato di regolare esecuzione dei lavori.
Del 3° lotto è stato approvato il 17.2.2014, DGP n. 20, il Progetto esecutivo e in data 5.3.2015 con determinazione n. 371 è stata dichiarata l’ammissibilità del Certificato di regolare esecuzione dei lavori.

Per quanto riguarda il 1° lotto non è stato invece eseguito finora alcun lavoro. A parte uno studio di fattibilità, non ci risulta che esista altro, neanche il progetto preliminare. Nonostante questo è stata messa in opera, come detto, la segnaletica come se il percorso fosse stato interamente realizzato e fosse tutto percorribile.

La situazione sul terreno è peraltro questa:

 la segnaletica (pannelli con indicato l’intero circuito, frecce di direzione lungo l’anello e in tutta la fascia circostante) è stata posizionata anche sul tratto non eseguito relativo al 1° lotto (fino al Palù);
 questo tratto è in buona parte in condizioni precarie, ma per almeno 5 km, da Prà di Botte a Borgo Frassine, risulta addirittura ASSOLUTAMENTE IMPRATICABILE non solo in bicicletta ma anche più semplicemente a piedi (a titolo indicativo v. foto 1 e 2); in situazione estremamente precaria risulta pure il tratto (circa 2 km) che attraversa l’area del Palù, a ovest di Montagnana;
 la segnaletica piazzata su tutto questo tratto pare oltretutto ispirata a criteri quantomai STRAVAGANTI: discontinua, in punti casuali e privi di qualsiasi utilità, in diversi casi del tutto sbagliata (a solo titolo indicativo v. foto 3). Non può che essere definita una vera e propria presa in giro!
Già questa sconcertante situazione rende IMPROPONIBILE il percorso nella sua interezza.

A questa situazione bisogna però aggiungere almeno queste ulteriori considerazioni:

 il lotto 2 appare realizzato con un fondo sostanzialmente adeguato alle esigenze dei cicloturisti, salvo il tratto immediatamente a sud di S. Salvaro che per circa 400 metri corre su fondo pressoché IMPRATICABILE (del resto su tale tratto non è stato eseguito nessun lavoro); su parte del restante lotto, in particolare per oltre 4 km, dall’incrocio con la SP 19 verso Piacenza d’Adige, sono comparse da subito numerose fessurazioni; non essendo intervenuti con l’indispensabile manutenzione su tutte queste crepe è così cresciuta rigogliosa l’erba creando la situazione visibile nella foto 4;
 il lotto 3 è stato invece realizzato pressoché tutto con un fondo nettamente peggiore: con ghiaia grossolana e presumibilmente senza gli accorgimenti indispensabili per evitare la crescita dell’erba sulla carreggiata. Col risultato che nonostante la recentissima realizzazione e pur con tanto di certificato di regolare esecuzione dei lavori, tutto il 3° lotto, grazie anche alla quasi inesistente manutenzione, per i tratti realizzati ex novo (almeno 10 km), risulta già pressochè IMPRATICABILE (almeno per quanto riguarda il normale mezzo utilizzato dai cicloturisti, v. foto 5).

In conclusione: nella situazione attuale almeno una ventina di chilometri dell’anello sono da considerarsi IMPRATICABILI. E non ci soffermiamo in questa occasione ad elencare i non pochi problemi che riguardano anche la parte restante dell’anello stesso.
Precisiamo che i problemi sopraesposti sono già stati segnalati in più occasioni.

Ricordiamo almeno la lettera del 25.11.2015 (All. 1) e quella del 25.4 u.s. (All. 2) con la quale abbiamo anche chiesto un incontro. Il 13 aprile u.s. abbiamo inoltre organizzato un incontro pubblico a Este invitando sia i Comuni interessati che la Provincia. In nessun caso da quest’ultima abbiamo avuto qualche riscontro

Stante la situazione sopra descritta chiediamo:

1. di verificare innanzitutto la attendibilità dei certificati di regolare esecuzione sia dei due lotti realizzati che in modo particolare della segnaletica;
2. di prendere con l’urgenza che il caso richiede tutte le iniziative necessarie per rendere praticabile l’intero circuito oppure, in alternativa, in attesa di tali provvedimenti, di TOGLIERE tutta la segnaletica che induce a far credere INGANNEVOLMENTE, che il circuito sia percorribile.

Per questa situazione disastrosa sono stati spesi finora, per quanto a nostra conoscenza, le seguenti cifre:

 per la segnaletica: importo di progetto 50.000 €, lavori assegnati per 23.000 € con un ribasso d’asta del 38%;
 per il lotto 2: importo di progetto 275.497 €; importo di contratto 201.582 €, ai quali con determina 573/2015 sono stati aggiunti circa 50.000 €;
 per il lotto 3: importo di progetto 498.820 €; importo di contratto 360.875€

Este, 24 maggio 2016

Circolo Legambiente di Este – Sezione di Este di Italia Nostra – Comitato popolare “Lasciateci respirare”

Allegati: 5 foto (realizzate nell’attuale mese di maggio) e 2 documenti

Foto 1: fondo tipo nel tratto tra Este e Montagnana
Foto 2: il fondo e la segnaletica in prossimità di Montagnana
Foto 3: Segnaletica in località Sostegno: a dx indicazione per Montagnana (sbagliata!); a sx indicazione per Carceri (distante non 5 km ma circa il doppio!)
Foto 4: fondo tra Merlara e Piacenza d’Adige
Foto 5: fondo tra Vighizzolo ed Este
All. 1: lettera del 25.11.2015;
All. 2: lettera del 25.4.2016

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Foto 3Foto 2 Foto 1
Foto 4 Foto 5

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